Intervista a Ilario Pensosi direttore agenzia Star Sport Group, direttore sportivo, e responsabile scouting, consulente di mercat

Intervista a Ilario Pensosi direttore agenzia Star Sport Group, direttore sportivo, e responsabile scouting, consulente di mercato
1 L’evoluzione dalla scuola calcio ai professionisti
La scuola calcio ha perso la sua connotazione naturale con il progresso economico, le normative calcistiche succedute nel tempo , l’ avvento delle varie etnie presenti nel territorio italiano, la cultura di riferimento, l’ evoluzione della famiglia e le politiche sportive. Ad oggi la scuola calcio è divenuta una piccola azienda calcistica fatti di numeri, bilanci e servizi proposti; il talento, la crescita e lo sviluppo del calciatore passano in secondo piano per svariati motivi. Di conseguenza siamo giunti in un punto di non ritorno perchè le risorse economiche sono depauperate, il costo di vita è alto e le strutture sportive sono rimaste invariate nel tempo. La scuola calcio è diventato oggi una possibilità per ricchi perchè lo sport costa, per cui le famiglie effettuano scelte drastiche eliminando lo sport quindi potenziali talenti. Per cui il passaggio dalle scuole calcio ai professionisti dei talenti avviene dai 8-10 anni perchè i professionisti hanno già loro le scuole calcio; la percentuale di talenti che giunge nei professionisti verso i 13/14 è diminuita per il valore economico dei calciatori e preferiscono prelevare prima il talento per costi e formazione di esso.
2 Come si è evoluto nel tempo il tuo approccio metodologico e qual è la lezione più importante che ti ha lasciato il passaggio dal calcio giovanile alle prime squadre?
Per quanto mi riguarda l’ approccio metodologico oggi deve essere contestuale, selettivo e deve essere in relazione al linguaggio della generazione beta e alfa. Oggi prima di applicare la metodologia devi conoscere le nuove generazioni,altrimenti non ottieni nulla. La fase psicologica, sociale e personale dell ‘ adolescente è mutata nel tempo , per cui devi adeguarti alle condizioni di oggi. La lezione più inportante lasciata dal passaggio al settore giovanile alle prime squadre è capire quando è il momento di agire, di esigere e di aspettare gli atleti.
- Quali sono i pilastri formativi indispensabili che un istruttore deve possedere oggi per crescere i talenti del futuro?
Complicata la risposta. L’ istruttore deve possedere competenze tecniche, metodologiche e psicologiche adeguate al mondo di oggi .
Non deve pensare al successo personale ma alla crescita dell’atleta. Deve divertirsi e dare entusiasmo al gruppo e far provare tante discipline sportive. Deve essere laureato in scienze motorie. La realtà che per operare in questo modo devi remunerare adeguatamente l’ istruttore e non avviene. Inoltre, se approcciasse in questo modo lo manderebbero a casa perchè nelle scuole calcio sono importante i numeri, far contenti i genitori e vincere le gare.
- La gestione del talento: tra Scouting e Perfezionamento
La gestione dello scouting e il suo perfezionamento è mutata nel tempo in relazione al calcio dilettantistico o professionistico. Se si parla di professionismo ogni singolo calciatore deve rappresentare una plusvalenza nel futuro o deve approdare in prima squadra. Nel dilettantismo invece si segue l’evoluzione del calciatore fino ai 17 anni poi si decide cosa fare.
- Il futuro del calcio giovanile e dilettantistico italiano
Al momento la situazione del calcio giovanile è preoccupante e si conoscono i fenomeni per i quali siamo arrivati a questo punto.
Occorrono riforme urgenti, stadi, linee guida rigide sul settore giovanile, strutture sportive, scouting asfissiante e ripristinare la figura del direttore sportivo a livello operativo. Nel dilettantismo ripristinare il vincolo sportivo fino a 20 anni, abbassare l’ età media dei calciatori e valorizzare i vivai.




