Atalanta Under 17, il punto di mister Bosi

“Abbiamo sempre cercato di proporre un gioco propositivo”
Secondo posto e miglior attacco del girone con 39 gol fatti in dodici partite. L’Atalanta di mister Giovanni Bosi è arrivata al giro di boa del girone B del Campionato Nazionale Under 17 Serie A e B con un ruolino di marcia importante.
Mister, siete arrivati alla sosta secondi e in serie positiva da dieci partite.
“Sicuramente sono soddisfatto di come sono cresciuti i ragazzi in questi mesi. L’unico appunto, abbiamo avuto dei momenti che dopo dei buoni periodi siamo diventati un po’ leziosi. E questo non ci deve succedere. Questa è una squadra che ha qualità e i ragazzi lo sanno. Ma a loro dico sempre che non basta solo quella, ma serve anche determinazione per raggiungere certi obiettivi. In questo dobbiamo migliorare”.
Avete il miglior attacco e in cinque partite su dodici avete realizzato almeno quattro gol, segno di una squadra molto propositiva.
“I numeri dicono che abbiamo cercato di fare sempre un gioco propositivo. E questo mi fa particolarmente piacere: lo insegnavo quando allenavo in Serie D, vale a maggior ragione quando alleni i giovani. Il fatto che in partita costruiamo sempre molto e concludiamo tanto, è un segnale che siamo nella direzione giusta. Dobbiamo solo diventare un po’ più determinati”.
Il campionato finora ha visto l’Inter davanti e l’Atalanta prima inseguitrice.
“Questo è un campionato difficile, dove trovi tutte squadre organizzate e con individualità interessanti. Non ci sono partite facili e anche quando siamo riusciti a vincere magari con un buon margine, sono comunque state gare combattute. Insomma, è un girone dove non puoi mai abbassare l’attenzione, perché tutte le partite possono diventare complicate”.
L’obiettivo per il girone di ritorno?
“Cercare di fare meglio ogni volta. Parlo di prestazioni: l’obiettivo è che la prestazione successiva sia sempre meglio di quella precedente. E arrivare a fine stagione con dei miglioramenti da parte di tutti i giocatori e diventare sempre più squadra. È giusto alla loro età lasciarli anche sbagliare, ma è importante che imparino che la differenza non la fanno solo i piedi e le giocate, ma anche il modo in sui vogliono e si fanno le cose. È chiaro che anche i risultati sono importanti, ma vanno raggiunti senza scorciatoie: e cioè passando sempre dalla prestazione”.




