Emilia Romagna: Alfonsine Allievi 2001, artefici di un campionato di 11 vittorie su 11 e 55 reti segnate

I gironi di andata sono terminati per alcune squadre, ed è tempo di bilanci.
Abbiamo già incontrato Paolo Lontani (nuovo allenatore degli Allievi 2001) durante la preparazione, e regolarmente egli ci ha informati sull’andamento della sua squadra tramite la pagina Facebook della società. Ora la Fase Provinciale è finita per lui e i suoi ragazzi, ed è il momento di chiedergli com’è andata.
Lo incontriamo nell’ufficio dell’Alfonsine. Per chi non lo conoscesse, lui è un ex portiere ed ex preparatore, che ad un certo punto ha deciso di diventare allenatore. E’ uno che mira in alto, con l’obiettivo di diventare professionista, e sin da inizio stagione ha fatto indossare i GPS ai suoi giocatori, per poter analizzare la loro attività in partita,organizzare gli allenamentie correggere i difetti rilevati. Lo abbiamo visto allenare con serietà e organizzazione, ma con quel pizzico di umorismo che serve a sdrammatizzare e rendere piacevole il lavoro con i ragazzi.
Tra i dati che ci ha fornito dopo l’ultima di campionato, sottolineiamo non solo i 33 punti su 11 partite giocate (quindi che ogni match è stato vinto), ma anche i 55 gol fatti (contro i 9 subiti), oltre a numeri prettamente tecnici, come i 4,6 km medi percorsi e i 9,2 watt medi espressi a partita (entrambi i dati intesi per ogni singolo giocatore).
Paolo, quali sono le tue considerazioni sulla prima fase di stagione con i tuoi ragazzi?
“Vedo una buona qualità all’interno delle squadre dell’Alfonsine, un settore giovanile in salute con delle buone prospettive, sia per quanto riguarda i singoli che il futuro prossimo delle squadre. Per quanto riguarda il nostro gruppo (Allievi 2001 appunto, ndr), abbiamo eseguitoun lavoro qualitativamente molto elevato, sia dal punto di vista degli esercizi sostenuti, che della difficoltà degli stessi. Abbiamo lavorato con i GPS in tutte le partite con intensità più sostenuta, e da qui abbiamo deciso con Mattia (Gori, allenatore della prima squadra, ndr) di approfittare della sosta per provare a far allenare assieme a lui, a turno, tutti i miei ragazzi che hanno le capacità fisiche di sorreggere quel ritmo. Lui è molto contentodi questo (qualcuno si è anche “innamorato” di alcuni miei giocatori), e se riusciamo ad organizzarla giocheremo anche un’amichevole con la prima squadra: ne abbiamo parlato proprio oggi,di riuscire a fare un’oretta per vedere un po’ quanto è cresciuto il complesso di squadra, e nello stesso tempo poterli osservare all’opera con intensità molto molto più alte di quelle a cui sono abituati”.
Cosa puoi dirci invece del prossimo futuro?
“Il nostro girone di ritorno deve dare il livello della crescita, alla fine. Siamo una squadra che, secondo me, dovrebbe giocare per vincere i regionali: sono convinto di questo, avendo allenato diverse squadre.
Non ci sono tanti se o ma. Noi giochiamo per le prime posizioni, poi logicamente voglio che si lavori in un certo modo e che si tenga il gruppo coeso dal punto di vista dei rapporti, visto che questo è ciò che sono riuscito a creare. Al mio arrivo forse un po’ di difficoltà c’era, ma poi le cose si sono sistemate. Devo dire che i nuovi si sono integrati molto bene, inoltre.
Sono molto contento di aver lavorato con questi ragazzi, perché in prospettiva sono pressochè tutti adatti ad aggregarsi alla prima squadra, il prossimo anno”.
C’è chi ha detto che, con una squadra così, fare il campionato provinciale è stato fin troppo facile. Cosa vuoi rispondere?
“Per la qualità e l’omogeneità del gruppo è vero. Però nessuno ha guardato come hanno vinto, che cambia tutto. Noi abbiamo vinto con un 70-80% di possesso palla, e in campi che non sempre erano adeguati per il possesso. Ciò vuol dire che se questi ragazzi li facciamo giocarein un campo in ottime condizioni, il livello e la velocità del gioco aumentano ulteriormente.
Anche allenatori che mi conoscono hanno detto: “Tu sei andato a giocare con una Ferrari dove ci sono solo utilitarie”. Il risultato è una conseguenza di ciò che si fa, di come si struttura il calcio moderno: è un lavoro di organizzazione, e non è la ripartenza dai portieri e poi tutto finisce nella trequarti perché i giocatori non sanno cosa fare o come muoversi in conseguenza all’avversario. Io penso a portarli più in alto, a dargli scelte in varie situazioni e a correggerli nelle fasi di possesso e non possesso, e questoin prospettiva della prima squadra, dove l’organizzazione e la tattica sono sovrani. Ma come ho detto, nel girone di andata è questo che molti non hanno visto: ad esempio abbiamo affrontato una delle migliori squadre del girone, molto fisica, ma con noi non hanno superato la loro metà campo. Il concetto fondamentale che deve uscire è che non abbiamo vinto perché eravamo nettamente superiori, ma per il lavoro dei ragazzi e dell’Alfonsine come settore giovanile,e per la mentalità che si sta strutturando. Questo perché i ragazzi devono cominciare a prendere quella della prima squadra.
Ora, nella fase regionale questi risultati dovranno essere confermati ad unlivello più alto, ma ci tengo a dire che siamo molto soddisfatti dell’andata: abbiamo una squadra sicuramente competitiva. Diciamo la fase regionale ha un livello superiore all’interprovinciale, e le squadre che vi sono arrivate appartengono a società non solo di Eccellenza ma anche di Serie D.
Sarà quindi interessante vedere il grado di maturità di questa squadra quando sarà sotto pressione. Perché in campo comunque ci vanno i giocatori… Nel frattempo abbiamo organizzato una serie di amichevoli, aspettando che inizi il girone di ritorno a metà gennaio”.
Alex Caravita




