Ci sono ragazzi che, prima ancora di diventare professionisti, sanno raccontare il calcio con i numeri, con i gesti tecnici e con la passione che traspare da ogni frase. Gabriele Gardanini, centrocampista classe 2010 del Como Under 16 – allenato da Nicolò Taroni e attualmente quarto in classifica con 16 punti –, è uno di questi. Nel Girone B ha segnato 5 gol in 7 partite (476 minuti giocati) e si è già imposto come terzo miglior realizzatore del girone – dietro a Pietro Omini dell’Inter con 7 e al compagno di squadra Achille Cauli con 8 –: un dato che racconta tanto della sua capacità di incidere, nonostante sia un centrocampista.

La sua storia comincia a quattro anni, quando muove i primi passi nella Lainatese, e continua al Como, dove Gabriele ha trovato la sua dimensione ideale per crescere e affinare tecnica e intelligenza tattica. “Voglio continuare a migliorare, giorno dopo giorno, senza fretta, ma con costanza – racconta –. Il sogno è giocare nei professionisti, ma so che servirà tanto lavoro”.

Quel ragazzo che oggi fa la differenza sul campo ha sempre avuto occhi grandi per il calcio: l’episodio che lo ha folgorato risale al 2018, guardando Inter-Tottenham di Champions League. “Sentire il boato dello stadio mi ha emozionato e fatto capire cosa può diventare il calcio nella vita di chi lo ama davvero”.

Gabriele unisce duttilità, concretezza e fantasia. Tra i modelli c’è Cole Palmer, per il dinamismo e la capacità di prendere decisioni rapide, e Nico Paz del suo Como, per la creatività e l’estro. Cinque reti in sette partite non sono casuali: sono il frutto di impegno, preparazione e voglia di crescere. Il suo contributo non si misura solamente in gol, ma anche nella capacità di guidare il gioco e di inserirsi al momento giusto, facendo sentire la sua presenza in campo, dove gioca indifferentemente da mediano, mezzala o trequartista.