Chaminade, Valentino Pappalardi ed un conto in sospeso con la cadetteria
Chaminade, Valentino Pappalardi ed un conto in sospeso con la cadetteria
Si sostanzia sempre più l’organico in casa Chaminade Campobasso. Con un’ulteriore conferma alla corte del
tecnico Massimiliano Marsella, col team rossoblù prosegue la sua avventura anche il centrale Valentino
Pappalardi, determinato ad avere sensazioni differenti dalla sua nuova avventura in cadetteria.
A fronte di un percorso stagionale con diversi momenti di rilievo, le ultime due, quella del 2020/21 con la
Chaminade e quella del 2023/24 con lo Sporting Campobasso, hanno lasciato un retrogusto finale
all’insegna del disappunto.
Così, nel proiettarsi sulla stagione 2026/27, il trentaduenne universale è particolarmente chiaro: «Sono
contento di poter avere un’ulteriore opportunità di disimpegnarmi nel torneo nazionale di serie B.
L’obiettivo è di vivere un finale differente rispetto a quanto avvenuto nel precedente torneo con questo team
particolarmente segnato dal Covid o all’ultima esperienza con lo Sporting. In questo torneo voglio
riprendermi con gli interessi quanto è mancato in precedenza, così da riscattarmi appieno».
Tornando, invece, sull’ultima stagione caratterizzata dal double campionato di C1 e titolo regionale di
Coppa Italia, Pappalardi – al pari di altri compagni – indica in due aspetti il segreto che ha contraddistinto il
percorso virtuoso.
«Il gruppo perché c’era una base forte di conoscenza – argomenta – e poi gli innesti in corsa da parte del
club, che ci hanno dato ulteriore smalto».
In tal senso, in vista del contesto di cadetteria, Pappalardi è pronto a definire le priorità per il resto del
gruppo. «In un torneo come questo il livello sarà sempre alto ed ogni gara rappresenterà una battaglia e
proprio per questo ogni allenamento dovrà essere condotto al massimo. Nella C1, invece, tra le big,
quest’anno più numerose, e le altre formazioni del lotto c’è un maggior distacco».
Da parte sua, peraltro, il giocatore rossoblù è pronto a proiettarsi anche su quelle che saranno le priorità sia
per i più giovani del vivaio che per le new entry. «Ai primi dirò che sarà fondamentale confrontarsi con gli
elementi più esperti, cercando però di mantenere la propria esuberanza giovanile. Ai nuovi, invece,
racconterò di come il gruppo li accoglierà al meglio e, per loro, ci sarà tempo per divertirsi appieno».





