Il gesto forte delle calciatrici Usa contro la disparità di genere

Continua la protesta delle calciatrici della nazionale femminile di calcio degli USA contro la Federazione statunitense. Anche in tempo di coronavirus le ragazze capitanate da Megan Rapinoe sono scese in campo nell’ultima partita della SheBelieveCup indossando la maglia di allenamento al contrario.
La pandemia legata alla diffusione del Covid-19 ha messo in stand-by il mondo dello sport e ovviamente anche il calcio statunitense si è fermato. La protesta delle americane però ha scatenato un’ondata di solidarietà non indifferente. L’azienda BreakingT – lincenziataria ufficiale del merchandising della squadra femminile di calcio USA – ha subito messo in vendita questa speciale t-shirt con Rapinoe e compagne che hanno scelto di devolvere il ricavato in beneficenza per combattere il nuovo coronavirus.
Un gesto forte per coprire il simbolo della USSF ma che comunque non oscurava le stelle mondiali cucite sulla divisa. Una rivolta destinata a fare molto rumore dopo che il presidente della Federazione, Carlos Cordeiro, aveva dichiarato che le differenze salariali e di trattamento erano giustificate perché la l’impatto e la responsabilità della squadra maschile rispetto a quella femminile all’interno del mondo del calcio degli Stati Uniti è maggiore.
Affermazioni che, anche dopo il gesto della nazionale femminile, sono costate care al presidente Cordeiro che si è dimesso pubblicando la sua lettera anche sul suo profilo twitter:




