26^ GIORNATA: DIFFICILE RICORDARE UNA PARTITA PIÙ DIFFICILE DI NAPOLI-JUVENTUS. DI LUCA MARELLI

Scrivere di Napoli-Juventus è un’impresa non da poco.
Non tanto per gli episodi in sé ma proprio per selezionarli: è successo così tanto in soli 95 minuti che ci vorrebbero giorni per approfondire tutto. Per tal motivo ho scelto solo alcuni episodi cardine, alcuni dei quali (inutile nasconderlo) si prestano ad interpretazione soggettiva.
Torino – Chievo 3-0, arbitro La Penna
E’ la prima gara che ho visto ieri.
In campo poco da segnalare, nessun episodio su cui discutere inutilmente se non qualche fallo sul quale si poteva sorvolare.
Nel complesso un’altra gara solida di La Penna, calatosi benissimo nella nuova categoria e che mostra una maturità decisamente superiore al numero minimo di gare dirette finora.
Lo attendo alla prima gara di qualità superiore che Rizzoli gli assegnerà a breve.
Genoa – Frosinone 0-0, arbitro Mariani
Un solo episodio rilevante nel pomeriggio di Marassi.
Al minuto 33 il Frosinone rimane in 10 uomini per l’espulsione di Cassata, reo di un fallo su Biraschi:
Cassata, già ammonito, non è stato sanzionato (come erroneamente affermato in un primo momento) con il secondo cartellino giallo ma con il rosso diretto.
Decisione che, francamente, mi pare eccessiva:
Mariani è stato probabilmente ingannato dalla velocità dell’impatto e dalla sciocchezza di Cassata che, una volta perduto il possesso del pallone, si è lanciato verso pallone ed avversario senza controllo del corpo.
Detto ciò, oltre alla velocità di impatto non c’è null’altro che potesse giustificare il cartellino rosso: le ginocchia sono entrambe piegate, i piedi non sono in posizione “a martello”, il contatto non è frontale (pericolosissimo in velocità) ma laterale.
Il cartellino rosso è fuori luogo, il secondo cartellino giallo indiscutibile.
A mio parere il VAR Nasca avrebbe potuto (e dovuto) richiamare Mariani alla “on field review” per modificare la propria scelta disciplinare perché è vero che Cassata, già ammonito, avrebbe dovuto essere espulso per doppia ammonizione ma, ai fini disciplinari (leggasi Giudice Sportivo) la sanzione potrebbe essere differente.
Udinese – Bologna 2-1, arbitro Massa
Un solo episodio anche ad Udine ma decisivo.
Al minuto 22 l’Udinese usufruisce di un calcio di rigore per un contatto tra Poli e Pussetto:
Ho utilizzato il termine contatto ma, in realtà, è una locuzione eccessiva:
Il contrasto tra Poli e Pussetto è tutto qui: la mano sinistra del centrocampista del Bologna che tocca leggermente il fianco sinistro dell’attaccante udinese che ha come conseguenza il cedimento delle gambe.
Questo, a mio parere, è un rigore molto, molto leggero. Sempre che si possa utilizzare il termine “fallo” per questa fattispecie.
Il VAR non interviene perché, come sempre, si rientra nella questione del chiaro ed evidente errore: Massa è in controllo dell’azione, un minimo tocco c’è stato, l’entità è parte della valutazione soggettiva.
Questa la spiegazione regolamentale. In realtà dissento totalmente da chi affermi che l’entità di un contatto non si possa determinare con le immagini televisive, soprattutto in casi come questo.
Atalanta – Fiorentina 3-1, arbitro Guida
Partita molto divertente e senza alcun episodio da evidenziare.
Ancora una direzione tranquilla e precisa di Guida, protagonista della sua miglior stagione finora. Si candida con forza per uno dei prossimi derby, non escludo che possa essere scelto di nuovo per uno dei big match in programma da qui alla fine della stagione.
SPAL – Sampdoria 1-2, arbitro Pasqua
Al di là del posticipo tra Napoli e Juventus, quanto accaduto a Ferrara è forse l’episodio più complesso dell’intera giornata.
Il tutto all’interno di una gara diretta molto bene da Pasqua, convincente nonostante il caos generatosi dopo l’annullamento della rete della SPAL con utilizzo della “on field review“.
Al minuto 60 la SPAL trova la rete dell’1-2 con una deviazione di Floccari:
Vedendo l’azione live non era emerso alcun motivo che potesse portare ad una review lunga come quella vista a Ferrara.
Dopo almeno due minuti di attesa, il VAR Manganiello richiama Pasqua a bordo campo per valutare personalmente la posizione in partenza di Petagna:
Sulla posizione di Petagna, nulla quaestio: con la tecnologia tridimensionale ormai sappiamo che il fuorigioco non è più materia di discussione ma semplicemente di posizione. Se il software individua un fuorigioco, sappiamo che quel fuorigioco è indiscutibile, sia esso di 10 centimetri (come in questo caso) o di dieci metri.
Le questioni relative a questo episodio sono sostanzialmente due:
– il VAR: la “on field review” si è resa necessaria perché la posizione di Petagna non è semplicemente rilevabile ma deve essere giudicata in funzione dell’interferenza con gli avversari. Se il gol fosse stato realizzato da Petagna, non ci sarebbe stata alcuna discussione: la rete sarebbe stata annullata senza review. In realtà Petagna non tocca mai il pallone e, pertanto, è l’arbitro a dover valutare l’impatto sull’azione;
– la posizione di Petagna: è certamente vero che l’attaccante della SPAL non si disinteressa dell’azione e, pertanto, è più che legittimo che sorgano dei dubbi sulla sua effettiva partecipazione al gioco.
Se da un lato non si può più incentrare il discorso relativo al fuorigioco sul “chiaro ed evidente errore” (dato che ormai la tecnologia ha eliminato qualsiasi dubbio possibile), dall’altro il concetto è più che valido per quanto concerne il resto e cioè l’effettiva interferenza sull’azione.
Ora, in questa circostanza tutto possiamo affermare tranne di avere certezza che Petagna abbia in qualche modo influenzato uno o più avversari.
L’elemento più interessante è individuabile nell’autore della rete: Floccari (evidenziato da un rettangolo nell’ultima immagine) si è già liberato del suo marcatore, salterà più alto di tutti e realizzerà la rete.
Possiamo affermare che Petagna abbia in qualche modo favorito la marcatura del suo compagno di squadra? Possiamo certamente ipotizzarlo a fini didattici ma è impossibile sostenere che questo sia un chiaro ed evidente errore. E’ una supposizione, un’ipotesi, non una chiara certezza.
Proprio per questo motivo ritengo che la “on field review” sia concettualmente sbagliata in questo senso perché, una volta rivista, è quasi conseguenziale che si arrivi all’annullamento della rete.
A mio parere, pertanto, è un errore di Manganiello l’aver consigliato la review a Pasqua: è una fattispecie discutibile ma tutt’altro che un chiaro ed evidente errore.
Al minuto 96 la SPAL rimane in inferiorità numerica per l’espulsione di Cionek, reo di aver contrastato irregolarmente Defrel:
Nessun dubbio in questa circostanza: Defrel è in netto vantaggio sull’avversario, ha il pieno possesso del pallone, la direzione dell’azione è in direzione della porta, il difensore più vicino non avrebbe potuto impedire una conclusione a rete.
Espulsione ineccepibile.
Napoli – Juventus 1-2, arbitro Rocchi
Al di là delle discussioni (che saranno inevitabili), dobbiamo porre alcuni punti fermi:
– partita che ha offerto una quantità infinita di episodi e sarebbe senza alcun senso soffermarsi su tutti;
– la prestazione di Rocchi non può essere giudicata sulla base di uno o due episodi decontestualizzati da una gara che, per certi versi, è la più difficile di cui abbia ricordi.
Quel che più mi ha rallegrato è che, nel dopogara, non ci siano state polemiche eccessive da parte di Ancelotti (sì, lo ammetto: lo adoro per il suo contegno) se non qualche dubbio pacatamente sollevato sul primo episodio. I grandi allenatori servono anche a questo, a comprendere il momento, a rasserenare un ambiente potenzialmente esplosivo, a non strumentalizzare una singola azione in funzione del tornaconto personale.
Rocchi si è trovato tra le mani una gara di una difficoltà inimmaginabile che ha giustificato pienamente la scelta di Rizzoli che, vista la distanza in classifica, ha certamente avuto la tentazione di affidare la partita del San Paolo ad un giovane prima di scegliere il fiorentino.
E per fortuna!
Una gara di questo genere è rimasta nei limiti della correttezza solo ed esclusivamente per la straordinaria personalità di Rocchi. Riflettete su quel che avete visto: proteste limitatissime ed accettazione di ogni decisione, anche la più controversa.
Il tutto nel contesto di una direzione che ha evidenziato un paio di pecche ma che, nel flusso degli episodi, tendono a diventare degli aspetti marginali.
Al minuto 24 l’episodio più difficile, controverso e discutibile non solo della gara di ieri ma di tutto il campionato, almeno finora.
Su un retropassaggio completamente sbagliato di Malcuit, Ronaldo intercetta il pallone e lo allunga sulla destra di Meret.
Il portiere tenta un’uscita disperata per intercettare il pallone senza riuscirci:
Prima di procedere, eliminiamo concetti che non c’entrano nulla:
– il piede a martello di Meret: nessun piede a martello, l’uscita del portiere è certamente “alla disperata” per recuperare un errore clamoroso del suo compagno di squadra ma non c’è stato alcun intento violento o connotato da eccessiva vigoria;
– il contatto tra il piede ed la caviglia di Ronaldo: nessuno è riuscito a comprendere se un tocco ci sia stato o meno utilizzando lenti tecnologiche, figuriamoci se pretendo di capirlo io;
– paragoni con Piatek e con l’episodio accaduto in Milan-Sassuolo: sono due fattispecie completamente differenti per dinamica, tipologia di “fallo”, posizione dei calciatori. Insomma, non c’entra nulla con l’episodio di ieri sera e lo annuncio onde evitare problemi: qualsiasi commento che metta a paragone le due fattispecie sarà eliminato, non ho tempo da perdere.
Partiamo da un concetto base:
La posizione di Rocchi è discreta ma ovviamente imperfetta.
L’errore di Malcuit non rientra nella casistica dei “fatti prevedibili” e, per tal motivo, è impossibile che l’arbitro potesse trovarsi in un posizione differente da questa.
In campo la dinamica dell’azione porta sempre all’espulsione: la visuale dell’arbitro è schiacciata, la dinamica è quella di due giocatori in linea di impatto, il pallone che scorre oltre il portiere significa “anticipo dell’attaccante”.
Avendo una prospettiva schiacciata e mancando profondità, è impossibile per Rocchi rendersi conto che il contatto (se c’è) sia così marginale. Dalla sua posizione l’arbitro vede un episodio chiaro, lampante, finanche di facile interpretazione.
Sul contatto inutile aggiungere altro: non abbiamo certezza che ci sia e, se anche ci fosse, si tratta di qualcosa di estremamente marginale.
Credo che nemmeno Meret potrebbe affermare con certezze abbia toccato o meno Ronaldo.
Le immagini le abbiamo già viste mille volte:
In realtà conta poco se il contatto ci sia stato o meno.
Se Ronaldo non avesse saltato il portiere, l’impatto ci sarebbe stato senza alcun dubbio, in linea di massima tra la gamba destra dell’attaccante e la sinistra di Meret.
Come disse Collina commentando un rigore concesso qualche anno fa da Celi, “non è obbligatorio che un attaccante debba farsi staccare una gamba per avere un fischio a favore”, salvare la propria incolumità è certamente più importante di un calcio di rigore.
Detto che, in presa diretta, il fallo ed il cartellino rosso sono del tutto giustificabili, a mio parere c’è un aspetto che avrei voluto vedere approfondito meglio: siamo veramente di fronte ad una chiara occasione da rete?
Come ha giustamente (a mio parere) affermato l’allenatore del Napoli nel post partita, tante erano le questioni da affrontare:
– l’effettivo contatto (ma abbiamo già visto che non conta nulla nella specifica occasione);
– il possibile recupero di Allan;
– la distanza di Ronaldo dal pallone;
– la direzione dell’azione.
Concordo pienamente su queste affermazioni e sono rimasto stupito dal fatto che tutto l’episodio sia stato confermato in poche decine di secondi.
Affrontiamo i possibili scenari uno per uno.
Detto del contatto (non ha importanza che ci sia o meno), il recupero di Allan su Ronaldo lo possiamo escludere. Difficile ipotizzare che avesse qualche possibilità di arrivare sul pallone prima dell’attaccante della Juventus (non esattamente “fermo” nella velocità), al limite si può pensare che avrebbe potuto incrociare la traiettoria per intercettare l’eventuale tiro in porta di Ronaldo.
Più interessanti le altre due ipotesi:
I due fotogrammi sono stati isolati a distanza di (esagero) un decimo di secondo.
Il pallone, oltre ad allungarsi parecchio verso la linea di fondocampo, pare anche indirizzata verso l’esterno (indicativa anche la direzione della corsa di Allan: nella prima immagine verso destra, nella seconda verso sinistra). La sensazione è che quel pallone sarebbe finito in una zona dalla quale lo specchio sarebbe stato parecchio limitato.
Ricordiamoci, dunque, dei presupposti del DOGSO:
Il punto che ci interessa è il secondo: la direzione generale dell’azione di gioco.
La direzione generale dell’azione è determinata, ovviamente, dal pallone più che dai calciatori: i giocatori possono dirigersi verso la porta ma, se il pallone è decentrato, non si concretizza una chiara occasione da rete.
Anche questo elemento è di difficile accertamento ed una valutazione VAR sarebbe stata un bel po’ forzata dato che il dubbio sul cartellino rosso potrebbe anche sussistere (e la mia sensazione è proprio questa) ma definire la fattispecie come “chiaro ed evidente errore” è impossibile.
Al minuto 34, nei pressi dell’area di rigore del Napoli, Callejon riconquista il pallone e viene agganciato da Pjanic nel tentativo di far ripartire l’azione:
Il contatto non è certamente di entità particolarmente rilevante ma l’infrazione è da cartellino giallo: nel caso in cui Pjanic (che peraltro sta guardando solo il piede di Callejon e non il pallone, ormai lontano) non avesse toccato l’avversario, il Napoli avrebbe avuto molti metri di spazio libero. E sappiamo che la distanza dalla porta avversaria è solo uno degli elementi da tenere in considerazione.
In questo caso la prima immagine chiarisce la correttezza della sanzione, vedendo l’area di campo che avrebbe avuto Callejon se non fosse stato fermato da Pjanic.
Al minuto 47 la Juventus rimane in dieci uomini per l’espulsione di Pjanic colpevole di aver colpito intenzionalmente il pallone con il braccio:
Molto attento l’arbitro a non perdersi il movimento verso il pallone del centrocampista della Juventus:
Va ricordato che il tocco di mano non deve essere punito disciplinarmente per il fallo in sé ma solo se impedisce il concretizzarsi di un’azione potenzialmente pericolosa (o per evitare una rete in caso di espulsione).
In questa circostanza il passaggio in profondità di Allan avrebbe potuto raggiungere Insigne e non conta nulla che fosse in possibile fuorigioco: se anche lo fosse stato, la posizione irregolare si sarebbe concretizzata solo nel momento in cui il pallone fosse giunto nei pressi dell’attaccante del Napoli. Ammonizione ineccepibile, rosso inevitabile.
Al minuto 82 il Napoli usufruisce di un calcio di rigore per un tocco di mano di Alex Sandro:
Rocchi, in realtà, ha lasciato proseguire l’azione perché, dalla sua posizione, era impossibile avvedersi della deviazione col braccio destro, completamente coperto dal corpo stesso del giocatore della Juventus:
Per quanto la distanza sia limitata (circa due metri), l’opposizione di Alex Sandro è molto, molto scomposta.
Non importa minimamente se il pallone abbia toccato precedentemente il petto del calciatore: nel caso in cui il braccio sia così largo, poco interessa che ci sia un precedente contatto con altra parte del corpo e, nell’immediatezza, un contatto illegittimo con un braccio.
Il rigore è corretto, soprattutto alla luce della linea interpretativa di questa stagione.
Meno corretta (anzi: sbagliata) l’ammonizione di Alex Sandro: non si tratta di un tiro in porta ma di un cross verso il centro dell’area, come tale non punibile disciplinarmente.
Al minuto 85 Koulibaly finisce sul taccuino di Rocchi per un fallo fischiatogli contro a centrocampo su Emre Can:
In questo caso servirebbero delle immagini che, purtroppo, non posso pubblicare per ovvi motivi.
Servirebbero le immagini perché i fotogrammi ingannano.
E’ vero che Koulibaly interviene sul pallone e non tocca Emre Can.
Aggiungo: per fortuna non lo prende.
Il motivo per cui questi fotogrammi ingannano è dovuto al fatto che non è possibile cogliere la velocità con cui Koulibaly si lancia verso pallone ed avversario. Intervento sicuramente imprudente e, a prescindere dal contatto, l’ammonizione non è minimamente discutibile.
Al minuto 89 ancora Koulibaly protagonista.
Sulla fascia laterale di destra Dybala si libera del pallone per poi cadere a terra:
Questo, a mio parere, l’unico vero errore di Rocchi (con la “complicità” di Tonolini): Koulibaly (stranamente “fuori controllo” negli ultimi minuti della gara) rifila una pedata non di poco conto all’avversario che si era già liberato del pallone. Un calcio del tutto gratuito ai limiti della condotta violenta.
Probabilmente il rosso diretto sarebbe stato eccessivo ma il cartellino giallo avrebbe dovuto essere mostrato, con conseguente espulsione del difensore del Napoli.
Luca Marelli




