Allegri “Cagon”, Kean “Braveheart”. Di Giuseppe Marchetta

La Paura è un’emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza, disponendolo, anche se in modo non specifico, all’apprestamento delle difese che si traducono solitamente in atteggiamenti di lotta e fuga. Ebbene ogni reazione alla Paura spinge l’uomo fuori dal suo percorso, inducendone o irrigidimento o fuga dalla realtà. In sintesi in tale situazione l’uomo divien meno uomo. Ecco perchè forse uno dei più grandi uomini di tutti i tempi, osò proclamare al mondo intero, all’umanità intera stessa: “…non abbiate paura!…”. Quest’uomo era nientepopòdimenoche il grande Karol Wojtyla, in arte Papa Giovanni Paolo II. C’è un uomo oggi che vorrebbe essere un grande ma che grande non diverrà a meno che si tolga di dosso la paura. L’uomo è Massimiliano Allegri da Livorno la cui paura è quella di lanciare i giovani pur forti che siano, di mandar tutti quanti allo sbaraglio. Uno dei suoi soprannomi è, non per niente, “Cagon”, spiattellatogli alle spalle da un altro Carlo famoso, Carlitos Tevez da Ciudadela (Buenos Aires), essendo il livornese, a parer di questi, colpevole d’esser troppo difensivista. Ma la manchevolezza che lo scriba presente gli addita è quella soprattutto di non aver coraggio nel buttar nella mischia i giovani. Da lui nel recente passato, per la disperazione, alfin son fuggiti i vari Giovinco, Pogba, Morata. Presto potrebbe essere il turno di Rugani, Dybala, Spinazzola e Kean. La situazione odierna è meritevole di particolare attenzione in proposito. Ai tre attaccanti infortunati: Cuadrado, Costa e CR7, s’è aggiunto all’ultimo momeno pure Dybala. Ebbene, conoscendo l’abitudinarietà del tecnico, che solitamente schiera tre attaccanti, considerato lo stratosferico momento di forma che il giovanissimo Moise Kean sta attraversando, corroborato dalla recente doppietta in Campionato contro l’Udinese e dalle due reti segnate in altrettante gare d’esordio da titolare nella massima Nazionale, chiunque si sarebbe aspettato di vedere il potente virgulto in campo fin dall’inizio. Ebbene la versione “cagon” del livornese è prevalasa anche stavolta e Moise s’è dovuto accomodare, nonostante i recenti miracoli, per l’ennesima volta a trasmettere il calore delle natiche alla panchina. D’altra parte le dichiarazioni allegriane della vigilia avevano lasciato spazio a poche speranze: “Kean è stato fatto passare per Ronaldo con un gol al Liechtenstein, con tutto il rispetto per l’avversario. Poi succede che sbaglia una partita e diventa automaticamente un brocco. I giovani come lui devono essere lasciati in pace di crescere e lavorare. Ci vuole calma, bisogna lavorare un po’ per volta finché non trova un equilibrio. Questo vale con tutti i giovani. Che poi lui abbia le qualità del goleador è fuori di dubbio: ma ce ne passa da questo ad essere un campione, ha tanta strada da fare ancora”. Frase che ha lasciato allibito lo scriba presente. Al di là di Liechtenstein o meno, come si può ignorare che Moise nelle sue prime 72 apparizioni ufficiali, per lo più spezzoni di partita, abbia segnato la bellezza di 32 gol!? cosa che peraltro manco capitò al giovane Cristiano Ronaldo. Credo fermamente che la prudenza, per non dire la paura, porti spesso lontano Max dalla realtà. Discorso quasi analogo andrebbe fatto anche per il caso Spinazzola. Oggi Allegri, che aveva gli uomini contati, è riuscito nell’impresa di sbagliare formazione e di far soffrire i suoi ed i tifosi per 62 minuti, fino cioè all’ingresso di “Spina nel fianco” Spinazzola e del giovane Kean 8 minuti dopo. Anche qui, tutte le volte che è evidente che c’è da cambiare qualcosa, Allegri si riavvolge nei suoi bui ripensamenti finchè non arriva il vocione tonante di Landucci o il grido di qualcuno dalla tribuna. Insomma per l’occasione il Max schiera un raro 4-4-2 con: Szczesny; Cancelo, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur, Emre Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic. Andreazzoli sull’altra sponda risponde con il collaudato 3-5-2, ovvero: Dragowski; Veseli, Maietta, Dell’Orco; Di Lorenzo, Traorè, Bennacer, Krunic, Pajac; Caputo, Farias. Arbitra un giovin signore che vuol riscrivere la storia: Federico La Penna di Roma, il quale all’improvviso zuffola, si parte! 3′ s’inizia con buon possesso palla juventino. I bianconeri cercano di trovare spazio. Chiellini tenta di innescare Matuidi, ma viene anticipato da Di Lorenzo. 6′ sfonda il portoghese a destra, poi prova l’assistenza ma viene murato in corner. Sugli sviluppi dell’angolo corto, la conclusione di Bernardeschi viene murata. 7′ Rugani tocca Caputo: fallo onesto da dietro, punizione Empoli. 9′ grande chance per l’Empoli: Caputo serve Farias solo in area. L’attaccante perde l’attimo e si fa rimontare in corner da Rugani. 10′ Cancelo sgambetta Pajac: non ci sono gli estremi per l’ammonizione. 11′ Punizione Krunic: il pallone attraversa tutta l’area, Szczesny non azzarda l’uscita. 14′ Bernardeschi cerca Matuidi: il francese prova al volo ma non trova la porta. Blaise era comunque in posizione irregolare. Buono il ribaltamento di fronte dopo che l’Empoli aveva liberato Traore al tiro dal limite. 15′ Cross teso di Pajac: il pallone interessante non viene impattato da nessuno. 17′ errore banale di Cancelo che regala palla a Farias, altro grande intervento di Rugani a chiudere. 19′ bell’azione dell’Empoli che libera il tiro di Krunic da fuori. Alto. In difficoltà la Juve. 22′ brutto intervento di Krunic col piede a martello su Emre Can. Sorvola La Penna che scrive nulla sul taccuino. 23′ occasione Krunic che esplode il destro dal limite. Pallone fuori di un metro, con Szczesny immobile. 26′ contropiede di Mandzukic che conduce la ripartenza e allarga per Emre Can, la palla di ritorno non arriva però all’attaccante. 31′ colpo di testa di Mandzukic che stacca tutto solo sul cross di Matuidi, grande risposta di Dragowski. 32′ Traore duro su Bentancur: niente giallo per lui. 33′ cross di Cancelo: manca il pallone Mandzukic, poi si incartano Bernardeschi e Matuidi che non riescono a concludere. 34′ botta dalla distanza di Krunic, Szczesny valuta fuori ma il pallone sfiora il palo. 39′ Pjanic, nervoso, si lamenta coi compagni per il poco movimento. 41′ cross di Cancelo: il pallone liftato vien raccolto da Dragowski in presa alta. 44′ Maietta scaraventa a terra Mandzukic. Manca il giallo, si lamenta il croato. 45′ punizione battuta veloce da Pjanic: Bernardeschi si era involato davanti a Dragowski, ma La Penna fa ripetere perché Chiellini aveva precedentemente chiesto la distanza. Serviva il fischio dell’arbitro. Termina qui la prima frazione e La Penna indica gli spogliatoi, ove Andeazzoli ha nulla da dire ai suoi mentre Allegri suona la carica. Si ricomincia allo Stadium. 48′ mancino dai 20 metri di Bernardeschi, probabilmente diretto fuori, Dragowski accompagna in corner. 50′ mancino volante di Bernardeschi sul cross di Alex Sandro che scheggia la parte alta della traversa. Poi scontro fortuito con Dell’Orco. Il 33 rientra in campo dopo le cure mediche. 53′ Cancelo pesca Emre Can che prova a coordinarsi in area ma non ha un impatto felice con il pallone. 54′ Alex Sandro cerca il mancino da posizione molto complicata. Pallone completamente fuori misura. 56′ Matuidi si avvita su un cross di Alex Sandro e colpisce di testa, ma era in posizione lievemente irregolare. 57′ Bernardeschi recupera su Pajac e riparte, ma il traversone interessante vien raccolto da nessuno. 60′ grande sponda aerea di Mandzukic per il rimorchio al volo di Bernardeschi il cui tiro in spaccata termina alto di poco. 63′ tiro Mandzukic ma colpisce male di volo il croato. 64′ destro incrociato di Cancelo su servizio di Spinazzola, pallone fuori di poco. 65′ Matuidi sgambettato da Di Lorenzo: manca il giallo. 65′ Chiellini di testa gira sul fondo sugli sviluppi di una punizione di Pjanic. 70′ tiro di Cancelo da fuori: il pallone si perde sul fondo. 72′ sponda aerea di Mandzukic e destro di prima intenzione a botta sicuro di Kean e gol! 1-0 e palla al centro. 74′ pestone di Bennacer su Pjanic: La Penna lascia andare, ma era almeno da giallo. 79′ Dragowski ipnotizza Kean: solo davanti al portiere su assist di Pjanic, Moise non riesce a mettere dentro. 84′ punizione di Pjanic ma, da posizione defilata, il bosniaco non trova lo specchio. 90+4′ Szczesny in uscita respinge una punizione pericolosa di Bennacer. Poi La Penna scrive fine in calce ad un match scialbo perchè condotto male dalla Juve, senza nerbo né coraggio, specie nel primo tempo. Son bastati pochi minuti a Spina e Kean per ribaltare spirito di gruppo e andamento dell’incontro e riagguantare alfin l’onore e la vittoria!
amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY SV: rimane pressochè inoperoso.
CANCELO 6: vivo fin dall’inizio. Si spegne pian piano.
RUGANI 6: tiene posizione e botta.
CHIELLINI 6,5: mobile nel primo tempo. L’unico a portar su palloni giocabili.
ALEX SANDRO 4,5: precipitano le quotazioni del brasiliano che non regge più al confronto con il pari ruolo Spinazzola. Rispetto all’italiano, non salta mai l’uomo e non va mai al cross.
SPINAZZOLA 7,5: entra e cambia il volto alla partita. Vera spina nel fianco all’assetto difensivista empolese. S’incunea in avanti, salta l’uomo e va al cross dal fondo, come il Cabrini dei vecchi tempi.
BENTANCUR 4,5: gioca in un ruolo non suo tra l’ala destra e l’interno. Appare spaesato e confusionario.
CAN 5,5: parte bene, portando in avanti qualche pallone giocabile. Tramonta presto
PJANIC 6,5: discreta e continua regia. Meno falloso del solito.
MATUIDI 6: parte molto avanzato, da ala pura. Sbaglia qualche conclusione ma negli inserimenti ed in copertura c’è.
BERNARDESCHI 6: gioca in quantità e va qualche volta alla conclusione. Manca ancora la qualità.
MANDZUKIC 5,5: sonnecchia per quasi tutta la partita. Si ridesta nel finale con l’ingresso di Kean e gli serve l’assist del gol unico e decisivo. Per il resto sembra essersi dimenticato di quel che il centravanti deve fare, specie nelle finalizzazioni dirette. Come sempre le botte le da e le prende: tanto varrebbe far giocare Chiellini nel suo ruolo e permettergli di rifiatare un poco.
KEAN 7,5: entra e segna smarcandosi abilmente al limite del fuorigioco. Sfiora un secondo gol in fotocopia. Ha una media realizzativa stratosferica: in campionato ha segnato 3 gol, uno ogni 42 minuti!
ALLEGRI 4,5: contro ogni logica all’inizio lascia fuori Kean. Visto l’Alex Sandro degli ultimi tempi, farebbe bene a puntare sul prontissimo Spinazzola. Nisba. Alla fine è costretto a buttar dentro i due giovani, manca meno di mezz’ora, ma a loro ciò basta per ribaltare lo spirito e l’incontro, come un calzino.
ARBITRO (Sig. Federico La Penna di Roma) 5: lascia picchiare gli empolesi come dei fabbri, lasciandoli per lo più impuniti. Il nichilismo nel calcio è già realtà e lo si vede in giovani emergenti e non curanti del bello e del vero come questo.
Voster
Giuseppe Marchetta




