ATLETICO MADRID – JUVENTUS 2-2. Juve come Dottor Jakyll e Mister Hyde. Di Giuseppe Marchetta

Aveva 36 anni l’highlander Robert Louis Stevenson quando scrisse il racconto gotico: “Lo strano caso del Dottor Jakyll e Mister Hyde”. Un avvocato londinese, Gabriel John Utterson, investiga i singolari episodi tra il suo vecchio amico, il dottor Jekyll, e il malvagio Mister Hyde, i quali in realtà sono la stessa persona. L’impatto della storia fu universale, facendo entrare la definizione Jekyll e Hyde nel linguaggio comune a significare una persona con due distinte personalità, una buona e l’altra malvagia; o la natura normalmente buona ma talvolta totalmente imprevedibile di un individuo; in senso psicologico, è diventata la metafora dell’ambivalenza del comportamento umano, e anche del dilemma di una mente scissa tra l’Io e le sue pulsioni irrazionali. Aveva 52 anni e passa lo scriba presente quando vide per la prima volta in vita sua la sua squadra del cuore, la celebre Juventus Football Club di Torino, giocare alcune partite in concatenazione non più razionalmente, non più secondo il medesimo canovaccio del primo non prenderle, ma come fa una poderosa Nave in mezzo alla tempesta che par oltrepassare ogni maroso ed ostacolo, per piombare all’improvviso dentro un gorgo e rispuntarne fuori inspiegabilemente. Una Juve ineffabile e portentosa per più d’un’ora col Napoli, in vantaggio di 3 gol e di cotanto gioco, a tratti mai visto prima, una Juve signorile, nota a tutti per la sua flemma e razionalità, una sorta di Dottor Jakyll, che tutto l’ambiente borghese conosce a perfezione e di cui si fida a prescindere per la sua epica e vincente professionalità. Direi una Juve allegriana, flemmatica e razionale, che viaqggia sul’onda del “halma , halma!”, ma dentro c’è un qualcosa in più di diverso e completamente irrazionale. Qualcosa che evoca a tratti l’orrido. Allor vedi i bianconeri esser incredibilmente riacciuffati nel finale sul 3-3, e poi l’autorete di Koulibaly, Juve ancora in avanti, come in un estremo scatto d’ira, un raptus diabolico ed etremo. Madama che rispunta dal gorgo in cui s’era appena inabissata! qualcosa di diverso e nuovo, qualcosa che evoca il bello, un quid che riporta brivido ed terrore. Stessa cosa avviene qualche giorno dopo a Madrid. Juventus stile Dottor Jakyll per un’ora, poi un finale alla Mister Hyde. Qualcosa che riconduce all’orrido, specie sui calci piazzati a sfavore. Una Juve ormai sarriana ma tutt’altro che scaltra. Non si può, non è possibile dominare l’avversario per quasi tutto l’incontro, in termini di possesso palla, verve creativa, velocità e spunto, concretizzare il tutto con gol d’ottima fattura, per poi buttar tutto a mare solo perchè nei piazzati ci si difende come nelle mefistofeliche, nonché fantozziane, partite tra scapoli ed ammogliati. Non è possibile esser seri, seriosi, seriosissimi e poi buttarla improvvisamente in caciara, in burla, in farsa. Specie di fronte ad un pubblico, ad un popolo, ad uno stuolo di tifosi che attendon gloria imperitura ora o mai più. Qualcuno ha già lanciato l’allarme. Si vorrebbe tornare alla marcatura a uomo. Qualcuno nostalgicamente ricorda Nereo Rocco ed il suo celeberrimo catenaccio. A chi alla viglia dell’incontro proclamava al cospetto del Paron :”vinca il migliore”, quello rispondeva serio: “sperem de no!” e ritornava umile in trincea con i suoi, ch’avean elmetto e baionetta pronta ed affilata. Alla fine col suo catenaccio e l’umiltà vinse tutto: Scudetti, Coppa Coppe, Coppa Campioni ed Intercontinentale. Ma ormai il dado è tratto, Sarri vuole difesa a zona pura, anche sui piazzati: massima attenzione alla palla, prima che all’avversario, onde evitare tragici scontri in area, ora che il VAR la fa da padrona. Ci si deve adeguare ai nuovi standard, come ormai in tutto ci si adegua, fino alla noia dell’omologazione, per poter entrare nel flusso del Mercato Mondiale, del Nuovo Ordine Mondiale. Dalle quote latte, all’Euro, ai Parametri di Maastricht, agli standard UNI EN, ai flussi immigratori, al Tiki Taka spagnoleggiante ma comnque esteso a paradigma di tutto il futbol europeo. Il progresso ed il progressismo matto contemporaneo lo ordina. Si va avanti, mai indietro. E pur la Juve va dietro con il suo Sarri. Sicchè s’è persa di vista l’indole, il talento, la creatività che era in possesso del popolo italico. L’arte di saper fare Arte ma anche l’industria d’esser industriosi ed industriali. E pure l’arte di saper fare calcio di tipo tipicamente italico: difesa arcigna e contropiede manovrato e scaltro, tattica con cui si vinsero ben 4 Campionati del Mondo! ma veniamo al sodo, ossia al match di Madrid. Sarri ci crede e butta dentro il suo 4-3-3 con Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Cuadrado, Higuain, Ronaldo. Il Cholo Simeone ribatte con il suo fortino quadrato, ovvero il 4-4-2, ossia con Oblak; Trippier, Savic, Gimenez, Lodi; Koke, Saul, Thomas, Lemar; Joao Felix, Diego Costa. Arbitra il tedesco Danny Desmond Makkelie di Willemstad, Curaçao, il quale zuffola portentoso: si parte! 6′ Bonucci cerca Ronaldo in area: il portoghese vien anticipato all’ultimo. 11′ azione personale di Joao Felix, salta come birilli 3 avversari, arriva a tu per tu con Szczesny, tira stile calcetto, ma il polacco salva tutto. 12′ ci prova anche Gimenez: palla alta. 15′ Matuidi sbraccia su Koke: l’arbitro applica severamente il regolamento e lo ammonisce. 23′ Ronaldo ci prova da fuori area: Oblak blocca. 28′ tira Joao Felix, ci arriva Szczesny ma Bonucci la spazza. 35′ tiro di Pjanic da fuori area: salva tutto la difesa dell’Atletico Madrid deviando in angolo. 40′ Ronaldo di testa: la palla finisce a Oblak. Poi tutti negli spogliatoi. Sarri ci crede ancora di più. Simeone teme la Juve ed ordina attenzione. Si riparte. 48′ lancio lungo di Bonucci verso sinistra ove s’invola Higuain, arriva al vertice dell’area, alza la testa, vede l’accorrere di Cuadrado sul vertice opposto, lo serve rasoterra, Cuadrado controlla, rientra e tira d’interno sinistro a giro indovinando l’incrocio dei pali alla destra di Oblak. 0-1 e palla al centro! 54′ grande occasione per Danilo, che però si fa parare il tiro da Oblak. 60′ tiro di Gimenez: palla alta sopra la traversa. 65′ s’invola Alex Sandro sulla sinistra e va sul fondo dopo anni; pronto cross morbido e liftato sul primo palo ove s’avventa come un falco Matuidi che di testa scaraventa in porta. 0-2 ed apoteosi della danza! 70′ punizione Atletico dai 30 metri, cross nel mucchio e Savic accorcia le distanze. 1-2! 71′ Cuadrado commette fallo e poi cade e dà una leggera spinta all’avversario. Ammonito. 73′ la Juve non demorde e, anzichè difendere il vantaggio minimo, cerca l’allungo. Prima Higuain, poi Matuidi ad un passo dal gol. Salva Trippier. 82′ tiro di Vitolo: Szczesny ci mette le mani e manda la palla in angolo. 83′ gli spagnoli protestano per un ipotetico fallo di mano di Bonucci in area: il braccio era stretto e la distanza ravvicinata. 90′ calcio d’angolo per l’Atletico: Herrera s’inserisce e pareggia. 90′+2 la Juve non ci sta e si butta in avanti. Se ne va CR7 sulla sinistra rapidamente ed in poco spazio, s’accentra, evita in dribbling 4 difensori, entra in area e spara un diagonale radente che sfiora il palo alla sinistra di Oblak. Che paura per l’Atletico, sembra mimare il fenomeno portoghese, nonchè mondiale. E qui chiude il sipario su d’un match dominato dalla Juve e pareggiato in maniera sporca, come sempre, dai materassai del Cholo.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY 4: non sa organizzare la difesa e non sa uscire. Pare sempre come addormentato.
DANILO 5: gioca molto in copertura e poco in avanti. Poi esce per infortunio.
BONUCCI 4,5: molto incerto nelle mischie difensive.
DE LIGT 4,5: idem.
ALEX SANDRO 6,5: finalmente un cross dal fondo e la Juve raddoppia.
KHEDIRA 7: con lui in campo la Juve è padrona del gioco. Lui esce e si spegne la luce.
BENTANCUR 4,5: entra lui e la Juve si spegne. In difesa sui piazzati è disastroso.
PJANIC 6: discreta regia finchè il fisico regge.
RAMSEY SV.
MATUIDI 7,5: grande partita del francese in cui fa tutto: difensore, recuperatore di palloni, incursore di fascia, inserimento in area, gol di testa. Un vero campione del Mondo.
CUADRADO 7,5: l’uomo evidentemente più in forma della Juve. Dovrebbe giocare titolare ogni istante. Corre avanti ed indietro come il mercurio del termometro, salta l’uomo, si lancia in contropiede, ha visione di gioco e segna un gol da campione. A tratti ricorda il miglior Franco Causio.
RONALDO 6,5: tiene in apprensione l’intero scacchiere difensivo dei materassai. Nel finale sfiora un gol che avrebbe fatto crollare il Wanda Metropolitano.
HIGUAIN 6,5: gioca interamente per la squadra, fornendo un favoloso assist a Cuadrado per il meritatissimo vantaggio bianconero.
DYBALA SV.
SARRI 6: media tra 8, per aver preparato tatticamente una favolosa impostazione a pressare l’avversario ed ad attaccare gli spazi, e 4, per come ha impostato disastrosamente la fase difensiva.
PAGELLE ATLETICO MADRID:
Oblak 5, Trippier 5, Savic 7, Gimenez 6, Lodi 5 (dal 76′ Vitolo 6), Koke 5, Saul 6, Thomas 5 (dal 76′ Herrera 7), Lemar 5 (dal 60′ Correa 6), Joao Felix 6, Diego Costa 4,5. All. Simeone 6.
ARBITRO (Sig. Danny Desmond Makkelie, Germania) 7: in campo quasi non lo si nota, il che fa di lui un eterno.
Voster
Giuseppe Marchetta




