Avviene a San Siro l’episodio più interessante degli anticipi della 26^ giornata del Campionato di Serie A: l’espulsione di Consigli lascia ampi margini di discussione. Di Luca Marelli

Quasi perfetta la direzione di Mazzoleni nel derby di Roma, con un errore nel finale che, però, ha una giustificazione.
Empoli – Parma 3-3, arbitro Di Bello
Due episodi nella gara del giovane internazionale pugliese, ancora alla ricerca di continuità in una stagione che doveva rappresentare il definitivo lancio ma che, al contrario, gli sta offrendo ben poche soddisfazioni.
Al minuto 57 l’Empoli conquista un calcio di rigore per il contatto tra Gagliolo e Caputo:
Buona la posizione di Di Bello che, senza alcuna titubanza, assegna il calcio di rigore.
Proteste del Parma che, francamente, non si comprendono minimamente:
Il fallo è evidente: con la gamba sinistra il difensore del Parma colpisce l’avversario e non importa nulla se, con la gamba destra, ci sia stato anche un tocco del pallone.
Corretta la decisione di Di Bello, più discutibile la scelta di non ammonire Gagliolo: per quanto leggermente defilato sulla destra, senza il fallo l’attaccante avrebbe avuto davanti a sé solo il portiere Sepe. A mio parere si poteva configurare il DOGSO con tentativo di contesa del pallone, l’ammonizione non l’avrei considerata una scelta sbagliata.
Al minuto 81 il Parma trova la rete del momentaneo vantaggio con una deviazione a pochi metri dalla porta di Bruno Alves:
Episodio di grande interesse non tanto perché la decisione del campo sia stata ribaltata (l’assistente Tasso aveva segnalato il fuorigioco) ma per la grande importanza della tecnologia.
Dalle prime riprese da altre angolazioni il fuorigioco sembrava indiscutibile:
Un qualsiasi osservatore esterno avrebbe accolto senza alcun problema la decisione che, in verità, era sbagliata:
In mancanza di tecnologia questa rete sarebbe stata annullata senza grandi polemiche immediate ma con scontate recriminazioni dopo la conclusione della gara. Pensiamoci sempre mille volte prima di criticare il VAR: ci sono degli errori (innegabili) ma è anche vero che le immagini restituiscono spesso la verità fattuale come in questa circostanza.
Lazio – Roma 3-0, arbitro Mazzoleni
Prestazione eccezionale del bergamasco: supplisce ad una mobilità limitata (l’età pesa per tutti) con una straordinaria capacità di anticipare l’azione, intuendo lo sviluppo del gioco. A Roma ha sfoderato 94 minuti senza la minima sbavatura, utilizzando anche un po’ di sana furbizia in occasione del calcio di rigore. Solo all’ultimo istante commette un errore che, però, è più frutto di sfortuna che di scarsa attenzione o cattivo posizionamento.
Al minuto 71 la Lazio guadagna un calcio di rigore per un contatto in area tra Fazio e Correa:
Togliamo ogni dubbio: la decisione è corretta, Fazio sgambetta Correa colpendo con la gamba sinistra l’avversario. Contatto del tutto fortuito ma certamente negligente (ormai sappiamo che la volontarietà non conta nulla nella valutazione).
L’unico dubbio sul cartellino: è certamente un DOGSO (chiara occasione da rete), il cartellino da estrarre dipende dal tentativo o meno di contendere il pallone.
Ed è in questo preciso istante che Mazzoleni utilizza (con grande intelligenza) un pizzico di furbizia: indica il calcio di rigore nell’immediatezza ma non estrae alcun cartellino. L’arbitro sa bene che non può limitarsi alla sanzione tecnica ma ha certamente un dubbio sulla contesa del pallone: l’attesa è servita, evidentemente, per accogliere un suggerimento da qualcuno, probabilmente dal VAR (con una frase del tipo “non è espulsione“). Non ci scandalizziamo: il concetto di base (verso il quale si sta muovendo l’interpretazione della tecnologia) è che il VAR deve servire a stabilire la verità del campo, non un lancio della monetina sperando di azzeccarci.
Alla fine Mazzoleni estrae il cartellino giallo e la decisione è ampiamente condivisibile:
Per quanto da due inquadrature differenti, le immagini rappresentano due momenti quasi contemporanei: Fazio si prepara a contendere il possesso con la gamba destra (e col piede colpisce effettivamente il pallone) ma, subito prima, colpisce col suo polpaccio la caviglia di Correa. Più che legittima, pertanto, la lettura di un DOGSO cosiddetto “genuino”, cioè un fallo non commesso disinteressandosi del pallone.
Al minuto 94 l’unico errore della partita.
A centrocampo si concretizza un contatto tra Kolarov ed Immobile. Mazzoleni fischia ed ammonisce il difensore della Roma che deve lasciare il campo per doppia ammonizione:
La decisione è sbagliata: a Kolarov poteva essere (al limite) fischiato un fallo negligente ma non c’è alcun motivo per punire il contrasto con una sanzione disciplinare.
Peraltro c’è una giustificazione abbastanza semplice: in presa diretta ero quasi convinto che il VAR sarebbe intervenuto per modificare la decisione, chiamando al monitor l’arbitro per sostituire il cartellino giallo col cartellino rosso. Mi era parso un fallo punitivo.
Al contrario, rivedendo le immagini, non c’è nulla di disciplinarmente rilevante. Purtroppo questi episodi capitano e dimostrano quanto possa essere ingannevole la percezione immediata di un avvenimento. Spiace per Kolarov che dovrà star fermo nel prossimo turno per un’espulsione oggettivamente ingiusta.
Il VAR, ovviamente, non poteva far nulla: come sappiamo non può intervenire nel caso di seconda ammonizione.
Nota a margine: l’IFAB, nella riunione annuale svoltasi ieri, ha deciso di non modificare il protocollo per la prossima stagione. Anche l’anno prossimo, pertanto, una seconda ammonizione non potrà essere oggetto di review.
Milan – Sassuolo 1-0, arbitro Valeri
Non posso negare che, al di là dell’episodio relativo all’espulsione di Consigli, la gara di Valeri mi ha lasciato una grande amarezza. Lo scorso anno ero entusiasta dell’inizio di stagione culminata in una eccezionale direzione di Juventus-Inter a dicembre 2017. Dopo quella prestazione è iniziata una sorta di involuzione tecnica e la gara di ieri ha rappresentato, a mio parere, il punto più basso di questo campionato. Quel che mi ha lasciato sbigottito è il fatto di aver giustificato per ben due volte nella gara un mancato fischio con l’indicazione, anche verbale, di un tocco del pallone precedente. E partiamo proprio da questo punto, per far chiarezza (di nuovo) sul regolamento.
Il regolamento non pone alcuna differenza tra un fallo commesso toccando il pallone o solo l’avversario. Quel che conta è la valutazione di un contatto come regolare o meno. Sul punto non ci sono dubbi (Regola 12, pagina 89):
E’ ovvio che possa capitare di anticipare un avversario e poi, per effetto della dinamica, entrare in contatto con lo stesso ma senza commettere un’irregolarità. Ma è altrettanto vero che non sempre il tocco del pallone rappresenta un salvacondotto per giudicare regolare un contrasto.
Poniamo un esempio di ieri sera a San Siro. Se fosse da considerare regolare qualsiasi contatto preceduto da un tocco del pallone, allora
il contrasto di Demiral su Piatek andrebbe considerato regolare dato che, prima di travolgere l’avversario, il difensore ha colpito nettamente il pallone di testa. Ovviamente ciò è assurdo perché, nell’occasione, manca il cartellino giallo per fallo imprudente, per il gomito sul volto di Piatek e per la velocità di impatto.
Al decimo minuto contatto tra Sensi e Paquetà:
Valeri lascia proseguire giustificando la scelta con un tocco del pallone da parte del centrocampista del Sassuolo. Effettivamente il pallone viene toccato ma è altrettanto evidente che l’azione di Sensi sia chiaramente irregolare e, data la pericolosità della forbice sulla gamba destra, anche l’ammonizione non sarebbe stata erronea. Anzi!
Sul ribaltamento di fronte Calhanoglu ferma Locatelli con una trattenuta:
Si può scegliere tra comportamento antisportivo (trattenuta senza contesa del pallone) e SPA per il cartellino giallo (doveroso in caso di interruzione del gioco): la sanzione tecnica è corretta ma manca l’ammonizione.
Al minuto 39 il Milan trova la rete del vantaggio definitivo con un’autorete di Lirola:
Qualche protesta dei giocatori emiliani per un motivo che non riesco ad identificare: non c’è alcuna carica irregolare nei confronti del difensore, né Piatek né Musacchio toccano il pallone con le mani. Rete regolare ma, data la confusione dell’azione, è giustificabile il lungo check da parte del VAR Fabbri.
Al minuto 42 altro contatto discutibile, questa volta nei pressi dell’area del Milan.
Calhanoglu interviene con un robusto tackle su Berardi che rimane a terra, Valeri lascia proseguire:
Episodio simile a quello tra Sensi e Paquetà, in questo caso ancor più evidente. Ancora una volta Valeri indica “il pallone” con la propria gestualità.
Questo è un fallo imprudente chiaro, meritevole di sanzione tecnica e disciplinare: l’ammonizione non era un’opzione ma l’unica scelta possibile, pericolosa e certamente imprudente la “forbice” ai danni dell’attaccante del Sassuolo.
Al minuto 47 il Sassuolo conquista un calcio di punizione sulla fascia sinistra per un fallo commesso da Bakayoko su Boga:
Anche in questa occasione Bakayoko tocca il pallone ma Valeri fischia. Giustamente, aggiungo, dato che tutto può essere tranne un normale contrasto di gioco. Molto rischioso il tackle del centrocampista del Milan che, nell’immediatezza, dimostra di temere la seconda ammonizione. Ammonizione che sarebbe stata tutto tranne che sbagliata.
Al minuto 63 l’episodio centrale del pomeriggio.
Su un veloce ribaltamento di fronte Consigli sbaglia l’uscita, manca il pallone ed appoggia una mano sulla spalla di Piatek:
Interessante, in primo luogo, notare che Piatek continui la corsa ben dopo il contatto e solo dopo due passi ulteriori si lascia cadere a terra.
Per fornire un’interpretazione di questo episodio, mi rifaccio a quanto accaduto nel mese di gennaio 2018, Napoli-Bologna:
Si tratta del famoso rigore assegnato da Mazzoleni per un minimo contatto sulla spalla di Callejon da parte di Masina. In quella circostanza si sprecarono le polemiche per il mancato intervento del VAR per revocare il calcio di rigore. Non ricordo una singola voce che abbia affermato che il rigore fosse legittimo.
Quale sarebbe, dunque, la differenza con quanto accaduto ieri a Milano?
In sostanza nessuna differenza:
Contatto minimo.
Piatek rimane in piedi proprio per l’entità trascurabile e cade nel momento stesso in cui si rende conto che il difensore stava per anticiparlo sul pallone.
Gli cedono le gambe per una mano appoggiata tra spalla e petto due passi prima.
Non è certo un caso che Fabbri (uno dei migliori VARisti in circolazione) richiami Valeri alla “on field review“.
E per cosa l’avrebbe richiamato?
A mio parere solo per un motivo a cui arrivo per esclusione.
Due ipotesi:
– derubricare il rosso a giallo;
– far cambiare la scelta da fallo di Consigli a simulazione di Piatek.
La prima ipotesi è da escludere: nel caso in cui Fabbri avesse ritenuto legittima la scelta di Valeri sul fallo, non avrebbe mai potuto intervenire sul cartellino perché siamo lontanissimi da un chiaro ed evidente errore.
Rimane, dunque, l’ipotesi di revocare il rosso per sanzionare con eventuale ammonizione Piatek.
A mio parere sarebbe stata la scelta corretta: al di là del tifo non si può ritenere inesistente il rigore di Napoli-Bologna e giudicare corretta l’espulsione di ieri sera…
Editoriale di Luca Marelli




