Bergamo altissima. Di Lapo De Carlo

Ogni tanto nei vari campionati in Europa arriva la sorpresa. Può essere l’exploit del Lipsia in Germania e, quello del Nizza nel 2017 con il secondo e terzo posto ottenuto sorprendentemente.
L’anno prima era stata la volta del Leicester, clamoroso trionfatore della Premier e oggi si parla dell’impresa dell’’Ajax in Europa, capace di eliminare Real, Juve ed essere a mezzo passo dalla finale.
In Italia il miracolo, se vogliamo chiamarlo così, si chiama Atalanta, che con la vittoria ottenuta d’autorità all’Olimpico contro la Lazio, ha vinto una partita determinante, consolidato il quarto posto e gettato le basi per poter partecipare alla prossima Champions League, magari arrivando terza davanti ad un Inter che di questi tempi sembra più orientata alla modalità risparmio.
È un successo che culmina un periodo straordinario della squadra di Gasperini, durante il quale ha ottenuto la finale di Coppa Italia, (proprio contro la Lazio, eliminando Juventus e Fiorentina), raggiunto la media punti di gran lunga più alta del campionato negli ultimi 10 turni ed esprimendo un gioco divertente.
Interessante che da marzo, oltre all’Atalanta, che ha totalizzato 24 punti nelle ultime 10 partite, al secondo posto ci sia la Juve con 20, seguita da Bologna, Spal e Torino con 19, che sta infatti inseguendo il sogno Europa e sabato ha pareggiato un derby che stava vincendo fino a 10 minuti dal termine.
Le altre squadre coinvolte nella zona Champions vanno molto più lentamente, dall’Inter con 16 punti, alla Roma con 15, fino a Milan e Lazio a 14 punti ottenuti.
Il dato certifica una crescita fisica, accompagnata da un’autostima e da un ambiente entusiasta che aspetta sempre più spesso la squadra all’aeroporto per festeggiamenti di massa che celebrano imprese. Tanto carburante per le energie di una squadra abituata comunque da anni ad essere nelle zone alte della classifica. Il progetto mette al centro le qualità sopra la media del Papu Gomez e di Ilicic, accompagnate dalla fisicità di Zapata in attacco. Il resto è intensità, unita alla ottima predisposizione degli esterni Hateboer e Castagne, la personalità di Freuler e l’esperienza di Masiello. C’è anche un’ottima panchina ma soprattutto la guida di Gasperini, che in una piazza come Bergamo, esattamente come Genova, riesce a trovarsi a suo agio e a creare i presupposti del progetto di successo.
L’Atalanta nel complesso non ha fuoriclasse, anche se Gomez e Ilicic hanno colpi straordinari e probabilmente la rosa ha più giocatori funzionali che di grande talento, come quello di cui dispone l’Ajax, a cui i bergamaschi sono stai accostati con le dovute distanze tecniche, più per l’effetto sorpresa che per un parallelo sul gioco.
L’impatto dell’Atalanta sul nostro campionato, per dovere di obbiettività, va anche contestualizzato con il momento storico disgraziato di Milan e Roma, con le perenni difficoltà di crescita della Lazio e nello strano anno dell’Inter, ancora avanti in classifica ma attraversata da vicende extracalcistiche che ne hanno minato il rendimento, fin da prima che i problemi emergessero.
L’Atalanta merita più di altre la grande competizione ma deve ancora battere in casa (al Mapei stadium, per i lavori di rinnovamento del suo stadio) il Genoa, uscire indenne dal campo della Juventus, dopo aver disputato la finale di Coppa Italia e vincere l’ultima in casa col Sassuolo.
Bergamo sogna ma deve fare attenzione perché le prossima partite saranno tutt’altro che scontate.




