Bonucci e Kean: gol al Razzismo o al Moralismo imperante? di Giuseppe Marchetta

Che il mondo sia governato dal sionismo finanziario-tecnocratico è evidente per due aspetti essenziali: che oggi in televisione si parli soprattutto di finanza e denaro e che il moralismo ed il perbenismo la facciano da padrone. Quello stesso moralismo e quello stesso perbenismo che quasi 2000 anni orsono decisero la storia per sempre, ovvero che noi sacerdoti del Tempio, noi ufficialmente addetti al mantenimento dell’ordine pubblico e relgioso precostituito, noi siamo giusti ed onesti e qualche povero Cristo beccato in fallo la debba pur pagare per tutti. Oggi diciamo noi cittadini onesti, civili e rispettosi delle leggi, noi persone per bene che abbiamo un lavoro e paghiamo le tasse, noi che andiamo sempre a votare ed allo stadio per incitare la nostra squadra del cuore, senza mai andare oltre le righe, noi si che andiamo bene. Poi c’è qualche cretino, uno-due-cinque-dieci al massimo, che ogni tanto insultano gli avversari, fanno i buu razzisti e che andrebbero isolati e buttati direttamente fuori dallo stadio, a vita! così di colpo sparirebbero i problemi negli stadi e forse anche al di fuori, forse, mah. Noi no, noi, noi andiamo bene: mai detto bugie in vita nostra, sempre onesti, retti e sicuri, tant’è vero che i nostri figli non ascoltano più i nostri insegnamenti e scappano da noi e dalla realtà…Se oggi allo stadio, in ogni stadio, ci sono i buu razzisti c’è un motivo. Il motivo è che l’uomo, ogni uomo, da sempre ha entro di sè una componente diabolica che lo spinge ad essere diabolico, ossia a trasgredire l’ordine. In certi ambiti ed ambienti poi il compito è facilitato, specie se si è in compagnia, diviene come un lavoro oscuro e diabolico in sè, fatto insieme, goduto insieme, con esiti che spesso hanno impronte nefaste. Esattamente come l’uomo in sè ha una componente divina e, se portato in ambienti ed in contesti buoni, in compagnie buone, egli stesso, tramite un lavoro luminoso e virtuoso, diviene col tempo buono. Ebbene nel mondo odierno di contesti validi e buoni ne son rimasti davvero pochi e comunque contaminati da un pensiero comune assai debole. Quindi dopo i buu razzisti di Cagliari, se proprio vogliamo prendercela con qualcuno, dobbiamo prendercela con noi stessi, ormai resi schiavi dalla mentalità comune, schiavi del Potere precostituito e del Denaro, schiavi del nostro lavoro, schiavi di regole e controregole, schiavi della Legge, schiavi del Sistema, incapaci di osservare e di cogliere il punto fermo tra le onde del mare, lo scoglio di buona speranza ed ad esso aggrapparvici con tutte le nostre residue forze. Se i nostri figli scappano è perchè vedono il terrore e la disperazione nei nostri occhi. I buu razzisti sono l’aspetto a latere di un mondo e di una società apparentemente ancora per bene e capace di stare in qualche modo in piedi ma in realtà ben addentro al percorso dello sfacelo. In qualche modo ha ragione Bonucci a dire, al termine dell’incontro, che le colpe sono da suddividere fifty-fifty fra Moise Kean ed il pubblico, colpevole di buu razzisti. In qualche modo ha ragione (ed infatti all’istante ha dovuto subire i buu degli organi di stampa e della maggior parte di noi, persone per bene), perchè nella realtà siamo tutti colpevoli: la nostra colpa è che tutti siamo macchiati dalla stessa colpa, ossia dal cosiddetto Peccato Originale. C’è un unica ancora di salvezza un solo braccio a cui aggrapparsi: questo non è la ritrovata salute economica o un ritrovato giusto modo di comportarsi al cospetto delle regole. Questo braccio è il braccio di Cristo e della sua Compagnia umana che si chiama Chiesa. Tutto il resto è vuoto moralismo, ossia una visione parziale e parzializzante delle realtà che, per limiti umani, non potrà mai essere colta in tutti i suoi fattori. Ma veniamo al match del Sant’Elia tra una Juventus in cerca degli ultimi punti chiave in vista dell’ottava meraviglia ed un Cagliari in stato di grazia. Max Allegri conta su pochi elementi titolarissimi ma buoni e poi stavolta, suo malgrado, è costretto a buttare in campo Moise Kean fin dall’inizio. Come sempre emerge l’anima calcolatrice e razionalista del Max che afferma esser questo un test importante per la crescita del diciannovenne che viene da lontano. Ma quale test! sii semplice come dici di essere e basta! il Moise attuale merita ben altra considerazione, mentre di motivazioni e bagaglio umano e tecnico il giovane ne ha da vendere! Allegri comunque s’affida ad un ritrovato 3-5-2 con Szczesny; Caceres, Bonucci, Chiellini; De Sciglio, Can, Pjanic, Matuidi, Alex Sandro; Bernardeschi, Kean. Maran replica col 4-3-1-2, ovvero Cragno; Srna, Pisacane, Ceppitelli, Lykogiannis; Faragò, Cigarini, Ionita; Barella; Joao Pedro, Pavoletti. Arbitra il signor Piero Giacomelli di Trieste il quale all’improvviso zuffola, si parte! 2′ chiusura di Bonucci, bravo a interrompere lo sprint di Barella. 3′ sgambetto di Ionita ed atterrato Emre Can, non ci sono gli estremi per il cartellino giallo. 5′ spunto di Ionita: abile Caceres nell’impattare il traversone. 6′ Srna prova la botta da fuori, pallone deviato dal muro bianconero. 7′ Faragò trattiene Alex Sandro: niente giallo per terzino rossoblù. 9′ stacco imperioso di Emre Can sul cross di Alex Sandro, il pallone termina alto. 11′ sulla punizione al veleno di Pjanic, Caceres non ha un impatto felice col pallone. Devia Cragno in corner. 13′ fallo in netto ritardo di Ceppitelli: brutto pestone su Matuidi, manca il cartellino giallo. 14′ Bonucci pesca De Sciglio sulla destra: il terzino vien fermato dall’assistente che però sbaglia. 15′ svetta Caceres ad anticipare Pavoletti. 16′ cross di Lykogiannis: Pavoletti non ci arriva per poco. 20′ Kean cade in area, ma non c’è tocco di Ionita. Ammonito per Simulazione. 22′ stacca solissimo Bonucci, sugli sviluppi da corner sinistrorso di Pjanic, ed indirizza nell’angolo lontano. Cragno rimane immobile a rimirare triste. 25′ dopo un’azione insistita della Juventus, Emre Can prova la conclusione da fuori. Alto. 27′ manata di Joao Pedro su Emre Can, non vede Giacomelli che lascia correre. 28′ colpo di testa Kean sul cross di De Sciglio da destra, il pallone termina alto. Anticipato anche Alex Sandro che era meglio posizionato. 31′ tiro mancino da fuori di Bernardeschi completamente fuori misura. C’era Kean che poteva ricevere in buona posizione. 34′ intervento in netto ritardo su Bernardeschi, ammonito Joao Pedro. 38′ tiro-cross di Caceres: facile per Cragno che blocca. 39′ conclusione di prima intenzione di Joao Pedro sul suggerimento di Barella. Il pallone termina alto di poco. 40′ ammonito Lykogiannis che scalcia De Sciglio. 41′ punizione di Bernardeschi con conclusione velleitaria che termina alta di molto. 45′ girata improvvisa dal limite di Barella, pallone alle stelle. Poi Giacomelli manda tutti a prendere un Estathé. Maran chiede ai suoi di resistere e di portare la gara fino alla fine, sperando in un guizzo felice. Allegri vorrebbe chiuderla definitivamente e chiede ai suoi di continuare con nerbo e grinta. Si riparte alla Sardegna Arena. 48′ manata di Joao Pedro a Bonucci, colpito al collo, niente giallo. 49′ Pisacane stende Kean: manca il giallo per il difensore del Cagliari. 50′ proteste Juve: i bianconeri chiedevano un fallo di mano, in area del Cagliari, a seguito di una carambola. 52′ stacco di Pavoletti: bravo Caceres ad ostacolarlo, rimessa per i bianconeri. 53′ tiro di Barella murato da Pjanic. 54′ Lykogiannis travolge Kean con una spallata priva di senso del rossoblù sul classe 2000, manca il secondo giallo. 58′ galoppata di Emre Can da metà campo palla al piede, il tentativo di cross termina sull’esterno della rete. 59′ Kean si infila tra Ceppitelli e Pisacane, lotta con prepotenza fiscia alla Drogba, riesce in spaccata a deviare il pallone verso la porta. Blocca miracolosamente Cragno in uscita. 61′ Caceres si tocca la coscia sinistra ed è costretto al cambio: dentro il connazionale Bentancur. 62′ rischia Kean: pestone su Srna, l’attaccante della Juventus è già ammonito. 67′ Pavoletti controlla con un braccio ma manca il cartellino giallo. 69′ Bernardeschi giù in area: per Giacomelli non ci sono gli estremi per il penalty. 70′ grande iniziativa di Matuidi a sinistra che trova Bernardeschi in area. La sua girata, destinata in porta, viene deviata fortuitamente da Kean, che si sostituisce al portiere avversario. 74′ suggerimento di Bentancur per Kean che gira verso la porta, murato. 77′ punizione di Cigarini a pescare Pavoletti la cui girata termina alta. 80′ conclusione di Pavoletti deviata in corner. 81′ colpo di testa Pisacane stoppato da Alex Sandro. 81′ lanciato dalle retrovie e solo davanti a Cragno, Kean prova a superarlo con un lob, il portiere del Cagliari lo ferma di testa in uscita disperata. 82′ Srna duro su Alex Sandro: brutto fallo, da giallo, nisba. 84′ colpo di testa Pavoletti sul cross di Birsa, il pallone termina sul fondo. 85′ cross basso preciso di Bentancur in affondo da destra, Kean sul secondo palo deve solo spingere il pallone in rete. Raddoppio e partita in cassaforte. L’esultanza del Millenial è semplice e sincera: rimane fermo a braccia larghe a guardaregli ultras sardi che fino ad allora lo avevano massacrato di ululati, come a dire: “ecco, adesso sono nuovamente a vostra disposizione!” la sottile ironia vien percepita ancor peggio dall’intero pubblico sardo che lo subbissa di fisci e ulteriori ululati. 90’+1 nervosismo in campo con diversi ululati razzisti dagli spalti, Matuidi va su tutte le furie. 90+3′ Bernardeschi in ritardo su Ceppitelli: giallo per lui. E qui chiude il sipario su di un match che ha portato la Juve a -6 dallo Scudetto, l’ottava meraviglia, e Kean ad affermare la bellezza della parola Juventus e della nostra variegata umanità, nei colori, nei personaggi e negli interpreti.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY SV: non ha mai beccato un tiro in porta.
CACERES 6,5: diligente nelle chiusure, si fa vedere in qualche inserimento in avanti, poi s’arrende nuovamente alla fragilità del proprio fisico.
BONUCCI 7: attento difensore, grande nel fare pure il centravanti e segnare un gol pesante, come di tanto in tanto gli capita.
CHIELLINI 6,5: lui che ora sa fare anche i lanci di destro.
DE SCIGLIO 5,5: ancora non al meglio.
EMRE CAN 7,5: miglore in campo per spinta, dinamismo ed eclettismo, svariando nel ruolo di mezzala, mediano e centrale difensivo destro.
PJANIC 6,5: corre parecchio cercando di ripulire il gioco.
MATUIDI 7: corre da matti e va, più spesso del solito, in affondo ed al cross da sinistra.
ALEX SANDRO 6: leggermente meglio di altre volte, sacrificandosi spesso in fase difensiva. Come al solito va mai al cross.
BERNARDESCHI 6,5: parecchio dinamico ma, dovendo stare vicino a Kean, s’allontana parecchio dal nucleo del gioco e non può far valere l’irresistibile progressione.
KEAN 7: primo tempo pareccchio in ombra. Esce alla distanza, atleticamente e fisicamente, culminando la sua crescita nel gol, voluto e cercato ardentemente, come sempre.
ALLEGRI 6: giocoforza ha inciso poco e niente nella formazione, nel modulo e nei cambi. Anche stavolta alla fine deve ringraziare il buon Kean.
ARBITRO (Sig. Piero Giacomelli di Trieste) 5: lascia picchiare i sardi come avessero aperto una filiale dell’Ansaldo-Breda sull’isola. Con arbitri così il calcio s’annichilisce e ci perde.
Voster
Giuseppe Marchetta




