Carlo Mazzone in ESCLUSIVA: Totti, Toni e i grandi ex festeggiano Carletto
Carlo Mazzone in ESCLUSIVA: Totti, Toni e i grandi ex festeggiano Carletto
In occasione del suo 85esimo compleanno, Carlo Mazzone ha rilasciato un’intervista in ESCLUSIVA ai nostri microfoni: con lui anche il ricordo di Totti, Toni e tanti atri campioni
Allenatore, padre e un nonno speciale, quello che tutti vorrebbero. Il 19 marzo, un segno del destino, nel giorno in cui il mondo celebra la festa del papà Carlo Mazzone compie 85 anni. Lo è stato per tanti calciatori, ne ha valorizzato il talento (Totti e Pirlo), lasciando un segno concreto nell’anima di chi lo ha conosciuto.
Con quel suo accento romanesco, inconfondibile, e quella schiettezza, che a volte poteva spiazzare, l’ex allenatore della Roma, tra le altre, ha segnato un’epoca e ancora oggi rappresenta un vero e proprio esempio calcistico per tanti colleghi che intraprendono questo mestiere. Un uomo senza filtri, ad avercene oggi, e un amore incondizionato per i suoi calciatori, una guida, un punto di riferimento.
Se le cose migliori sono quelle naturali, le più vere ed autentiche, voler bene ad un uomo come Mazzone è senz’altro una di queste. Parlare con i suoi ex calciatori e suo nipote Alessio Lancianese è stata un’esperienza incredibile e veramente sentita, per chi come noi ammirava dalla tv le gesta di questo allenatore esemplare. Tutti loro sono riusciti a trasportarci nel suo mondo genuino. Un’icona per il mondo del calcio, nel suo lavoro ha dato importanza all’aspetto umano, sapendo che, alimentandolo, avrebbe ottenuto il massimo dai suoi ragazzi. Quello dell’allenatore di calcio è stato in fondo un ruolo marginale: amore, rispetto e l’essere riuscito a migliorare la vita degli altri costituiscono le sue vittorie più belle.
Tutta la redazione di Football News 24 si ritiene fortunata ed orgogliosa di aver avuto la fortuna di scambiare due parole con il mister dei mister. E’ stato un vero piacere aver potuto scoprire, anche dalla voce emozionata di Alessio, racconti ed aneddoti riguardanti la carriera sportiva e la vita attuale, da nonno, di un allenatore unico nel suo genere. Un traguardo, quello degli 85 anni, raggiunto con tanta ammirazione da parte di tutti i tifosi, dei suoi cari ed anche da parte dei suoi ex calciatori, che hanno fatto letteralmente a gara per contribuire a rendere ancora più bello questo giorno. Un fiume di testimonianze, all’unisono, hanno confermato tutto quello che di meraviglioso Mazzone ha fatto per il calcio italiano e per i diretti interessati.
Mazzone in ESCLUSIVA: “Devo tanto a Costantino Rozzi. Totti? Un figlio per me”
Intervista effetutata grazie al contributo di Alessio Lancianese
La sua grande carriera d’allenatore ebbe inizio da Ascoli, sotto la guida del mitico presidente Costantino Rozzi, che le affidò inizialmente la panchina delle giovanili e poi quella della prima squadra. Che ricordo ha di questa persona?
“Costantino Rozzi è stato fondamentale per la mia vita, la persona più importante della mia carriera. Quando giocavo ad Ascoli mi feci male rompendomi tibia e perone ed a quel punto la mia avventura da calciatore venne interrotta in maniera brusca. Da quel momento in poi iniziarono le mie vicissitudini da allenatore nelle giovanili dell’Ascoli. Rozzi all’epoca mi diede spesso l’opportunità di sedere sulla panchina ascolana ed ogni volta che succedeva le cose andavano bene. Di conseguenza mi affidò la panchina della prima squadra in maniera continuativa e con il presidente feci una sorta di patto”.
“Io in quel periodo non stavo lavorando, ero già sposato ed avevo figli e per avere una sorta di ancora di salvataggio chiesi a Rozzi di poter lavorare nella sua azienda nel caso fosse andata male come allenatore. Le cose per fortuna andarono bene e riuscii a fare tre promozioni dirette dalla Serie C alla Serie A, salvando la squadra nel primo anno nella massima serie. Rozzi era una persona fantastica, schietta, vera, genuina, educata e rispettosa. Molte persone ancora oggi lo ricordano con grandissima emozione ed anche io come sento quel nome mi commuovo”.
Dal 1993 al 1996 ci furono i tre anni con la Roma, nei quali fece esordire Francesco Totti. Lei è entrato nel cuore dei tifosi giallorossi, che ancora oggi la amano follemente. Cosa ha rappresentato per lei quell’ambiente?
“Quando sento il nome Roma mi brillano gli occhi, ricordando il grande presidente Franco Sensi e quei 3 anni bellissimi trascorsi sulla panchina. Io da romano e tifoso romanista ho avuto la possibilità di giocare per i giallorossi e poi di allenare la squadra, una delle gioie più grandi della mia vita. In quegli anni ci fu anche l’esordio di Francesco Totti. La prima volta che lo convocai chiamai anche altri tre-quattro ragazzi della Primavera per depistare la stampa e proteggere il suo nome, provando a far passare inosservata la sua convocazione. Per me Francesco è stato ed è un figlio, ho avuto tanti campioni e tanti calciatori, ed ognuno di loro è stato come un figlio per me.





