Caro Allegri: Juventus vuol dire Gioventù. Di Guseppe Marchetta

Juventus vuol dire Gioventù. Un ideale di bellezza e vitalità che non poteva che venire dalla Belle Epoque a cavallo tra il XIX ed il XX secolo e da un vivaio di grandi menti e scrittori come il Liceo MassImo D’Azeglio della nobilissima Torino. Giovanissimi furono i pionieri bianconeri ancor rosa vestiti che in pochi anni, grazie all’ideale di Gioventù, arrivarono alla conquista del loro primo tricolore. Aveva 23 anni Ferenc Hirzer, detto “Gazzella”, quando Madama, grazie alle incredibili e molteplici prodezze del magiaro, si aggiudicò il secondo titolo. Aveva addirittura 18 anni Felice Placido Borel quando la mitologica Juve del quinquiennio, grazie alle sue 29 reti in 28 partite vinse il terzo scudetto del quinquiennio, il quinto complessivo, e poi anche i successivi due titoli. Lo stesso Borel da osservatore bianconero, portò alla Juve un giovinetto diciottenne di nome Giampiero Boniperti che, alla prima stagione juventina, segnò 5 gol in 6 partite e, nella seconda, 27 in 40, aggiudicandosi il titolo di Capocannoniere di serie A. Rimanendo profondamente legato all’ideale di giovinezza, vinse poi 5 Scudetti e 2 Coppe Italia, da giocatore, poi 9 Scudetti. 2 Coppe Italia, 3 Coppe UEFA, 1 Coppa Coppe, 1 Coppa Campioni, 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa Intercontinentale da Presidente della Juventus. L’ultima Juve a puntare sui giovani fu proprio quella di Boniperti Presidente. con il graduale inserimento in prima squadra di giovani calciatori cresciuti nel settore giovanile juventino, quali Giuseppe Furino, Roberto Bettega e Paolo Rossi, assieme all’arruolamento dei migliori giovani prospetti provenienti da altri club di Serie A, quali Franco Causio, Gaetano Scirea, Antonio Cabrini, Claudio Gentile, Marco Tardelli e Michael Laudrup. Ultimo grande campionissimo bianconero partito giovane ed imberbe nella prima squadra bianconera è stato Alex Del Piero, guarda caso fortemente voluto in bianconero da un Boniperti dirigente sul viale del tramonto. Poi c’è la Juventus d’oggi, Società per Azioni prima che di calcio, avvinta per forza maggiore ai canoni del Sistema Dittatoriale Tecnocratico Finanziario Mondiale, a cui la poesia ed i grandi ideali d’un tempo importano nulla, a cui interessa essere performanti e produttivi da subito, il cui solo obbiettivo è “Vincere”, il che equivale a “Produrre”, fare soldi. Il signor Massimiliano Allegri, che nelle movenze comportamenetali rappresenta il classico allenatore aziendalista, sa bene che in Società interessa solo ed esclusivamente il risultato, oltrettutto non è dotato di grande coraggio ed uno il coraggio non se lo può dare, come recita il grande Manzoni. E per buttare in mischia un giovane, bisogna avere un briciolo di coraggio e sfrontatezza, sicchè ad Allegri i giovani interessano come le belle donne ad un omosessuale. Vedendo il Moise Kean di ieri lo scriba si domanda come si possa ignorare per così tanto tempo una siffatta forza della natura. C’è una sola risposta: bisogna essere volutamente contrari allo spirito giovanile ed alla sua impareggiabile virtù di vigoria fisica, sfrontatezza, istintività, positività e voglia di spaccare in due il mondo intero. Max, che in settimana ha avuto, per sua stessa ammissione, un testa a tesa con Agnelli, stavolta fa ampisssimo turn over, ha persino il coraggio di lasciare in panca CR7 ed il pupillo Mandzukic, e, audite audite, butta dentro il ventseienne Spinazzola ma soprattutto il diciottenne Moise Kean. Per la prima volta in questa stagione usa il 3-5-1-1 e schiera: Szczesny; Caceres, Barzagli, Rugani; Spinazzola, Emre Can, Bentancur, Matuidi, Alex Sandro; Bernardeschi; Kean. Nicola rIsponde con il suo 3-5-2, ovvero: Musso; De Maio, Ekong, Nuytinck; Ter Avest, Larsen, Wilmot, Fofana, Zeegelaar; Pussetto, De Paul. Arbitra Daniele Chiffi di Padova il quale all’improvviso fischia, si parte. 2′ buono spunto di Spinazzola a destra, che però si trascina il pallone sul fondo. 5′ Alex Sandro guadagna corner poichè vien deviato sul fondo il suo traversone. 6′ non trattiene in uscita alta Musso, Rugani spara alto da buona posizione. 7′ retropassaggio di Rugani di difficile lettura per Szczesny che spazza. 8′ conclusione da fuori di Bernardeschi, trattiene agevolmente Musso. 9′ bella imbucata di Bentancur, sbaglia il controllo Matuidi, il francese sarebbe stato solo davanti a Musso. 11′ Kean sfrutta al meglio un cross basso di Alex Sandro da sinistra, entra in sforbiciata e realizza il suo primo gol in A con la Juve in questa stagione, alla prima apparizione ufficiale: 1-0 e palla al centro! 13′ cross basso di Spinazzola. Blocca Musso. 17′ una spizzata sul primo palo di Rugani da corner termina fuori di poco. 20′ ricezione orientata in area e botta di Bernardeschi, non lontana dall’incrocio. 23′ Emre Can cerca lo stacco sul cross di Bernardeschi, pallone alto. 25′ infortunio di Barzagli che abbandona il campo per un problema fisico, al suo posto Bonucci. 27′ ammonito Larsen che devia volontariamente con la mano un cross di Pussetto. 30′ numeri di Kean che guadagna rimessa laterale. 32′ Alex Sandro spinge sulla sinistra e il suo cross viene deviato in corner. 34′ scontro in area tra Troost-Ekong e Matuidi. Per il direttore non ci sono gli estremi per il penalty. Non protesta il francese. 35′ Ter Avest spinge da dietro Matuidi. Graziato da Chiffi qui l’esterno dei friulani. 39′ Bonucci ferma Pussetto che aveva ricevuto al limite. 40′ Kean ruba palla appena oltre la linea di centrocampo, s’invola e, entrato in area, batte Musso con la punta, in stile calcetto: 2-0. 45′ botta da fuori di Fofana, sul fondo. Poi Chiffi manda tutti al riposo. La partita è già segnata, c’è poco da dire nello spogliatoio, da entrambe le parti. Si riparte. 47′ occasione per Bernardeschi che non trova la porta dopo la respinta difettosa di Musso. 49′ Matuidi s’incunea in area, Troost-Ekong lo chiude. 50′ Alex Sandro dolorante: ammonito Pussetto che rovina contro il brasiliano. 53′ ammonito Opoku: falciato Kean da dietro. 54′ destro a giro di Alex Sandro: pallone largo. 57′ tiro al volo di Spinazzola che si coordina in area: il pallone termina largo. 62′ Bernardeschi cerca Matuidi: pallone troppo lungo per il francese. 64′ Ekong duro su Bernardeschi: manca il giallo qui. 66′ Kean scippa Opoku che lo falcia sul vertice destro dell’area. Rigore per la Juve ma manca il giallo ad Opoku. 67′ Emre Can spiazza Musso dal dischetto con balletto di rincorsa ed abile finta: 3-0. 70′ girata di Caceres di testa fuori di poco. 72′ cross di Bentancur da destra, perfetto per il colpo di testa di Matuidi in tuffo a centro-area: 4-0! 79′ tiro di Dybala dai 35 metri, blocca facile Musso. 80′ esordio di Nicolussi in Serie A. 81′ controllo e destro secco incrociato alle spalle di Szczesny da parte di Lasagna. E qui chiude il sipario su d’un match finalmente giocato dalla Juve senza badare al risparmio, con contributo importante da parte di giovani inesplorati. Il testa a testa Allegri/Agnelli è pur servito a qualche cosa.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY 5: mai impegnato dagli avversari ma, al primo tiro, da posizione defilata, le busca.
CACERES 5: sembra giochi controvoglia.
BONUCCI 6,5: discreta regia da dietro.
RUGANI 6,5: si disimspegna molto bene nelle mischie in avanti.
SPINZZOLA 7: partitona del giovane ignorato da Allegri che lo arrischia in una posizione a destra per lui insolita. E lo Spina riponde alla grande.
EMRE CAN 7: partita di sostanza, condita con un gran bel rigore.
BENTANCUR 5: momento d’involuzione che dura da troppo tempo. Il giovinotto ha perso molto sul piano della determinazione. D’altra parte Allegri punta poco sui giovani e fa sentire la sua influenza.
MATUIDI 6: non una gran partita, però segna un bel gol.
ALEX SANDRO 6,5: finalmente al cross con profitto. Qualcuno deve averlo scantato.
BERNARDESCHI 5: sbaglia 3 conclusioni su 3. Poco movimento centralmente e tra le linee. Non é il suo ruolo.
KEAN 9: alla sua prima apparizione in A quest’anno, segna due splendidi gol di slancio e prepotenza fisico-atletica, si procura un astutissimo rigore, delizia la platea con finte e tocchi da fuoriclasse. Cosa chiedere di più ad un giovane di 18 anni, che gode di scarsa stima da parte del suo allenatore?
ALLEGRI 6: stravolge squadra, modulo e dogmi personali: sembra che dietro ci siano volontà d’ordine superiore.
ARBITRO (sig. Daniele Chiffi di Padova) 7: non si fa notare e questo è un grande pregio per un giovane emergente come lui.
Voster
Giuseppe Marchetta




