Caso Icardi: l’amara verità che sta emergendo. Di Lapo De Carlo

La questione Icardi, che con la moglie Wanda ha colpe importanti, è stata raccontata con versioni che tenevano in considerazione una sola parte e davano per scontato che la vicenda fosse più netta, inchioda invece la società a precise responsabilità nella gestione della vicenda. Soprattutto svela le correnti all’interno e all’esterno di un club che ha intenti diversi e crea confusione.
La ricostruzione parte dalla scorsa estate, quando l’Inter era intenzionata a cedere il giocatore alla Juve. Ad opporsi era stato proprio Icardi, coinvolto dal progetto Inter.
In estate arriva anche Nainggolan, fortemente voluto dal tecnico per supplire all’evidente carenza di personalità di troppi giocatori in rosa.
Nainggolan si infortuna subito, salta la preparazione e nel frattempo si dedica ad altre attività che ne rallentano il recupero. In tutte le occasioni in cui torna in campo il suo rendimento è ben al di sotto del suo standard. A dicembre spunta un suo messaggio in cui dichiara di voler tornare alla Roma. Ritarda persino agli allenamenti e Spalletti parla di scarso interesse dell’uomo verso questo sport. Tutto si risolve senza conseguenze in una multa di 100.000 euro e il reintegro in squadra di un giocatore che mantiene ancora oggi un livello piuttosto basso.
Perisic nel frattempo inasprisce la faida con Icardi, va da Marotta e chiede di essere ceduto come rivela lo stesso amministratore delegato. In realtà Perisic pone un aut aut “o me o lui” e crea una frattura definitiva che coinvolge i vertici che volevano monetizzare cedendo già nel 2018 il capitano.
Entra così in gioco Wanda Nara che da un clamoroso assist alla società, parlando apertamente in televisione di faccende tecniche e problemi nello spogliatoio nerazzurro con incredibile indifferenza. Tutto mentre si sta lavorando ad un rinnovo di contratto.
Marotta chiede a Wanda di moderare ma lei risponde di essere fatta così. Propone però all’Inter di interrompere le sue partecipazioni al programma televisivo “Tiki Taka” per togliere tutti dall’eventuale imbarazzo ma la società sembra voler sfruttare la questione per usare il pretesto di una mossa clamorosa e le dice che non vi è alcun problema.
Lei stessa lo ricorda due volte in tv convinta ingenuamente che il club sia d’accordo.
Dopo la vittoria a Parma il 9 febbraio Spalletti sembra fare un assist alla famiglia Icardi chiedendo alla società di chiudere la questione rinnovo ma pochi giorni dopo, a tre ore dalla partenza per Vienna, il club convoca l’argentino e gli comunica che non sarà più il capitano dell’Inter. È una mossa forte e tutti si convincono che arrivi a seguito di un evento scatenante che viene ricollegato alla presenza di Wanda Nara in tv e allo spogliatoio in rivolta.
Non è così. Icardi incredulo di fronte alla decisione della fascia, si sottrae e si chiude in sé stesso. La squadra sembra reagire bene e Perisic in un amen diventa il leader, tanto da impedire a Politano di festeggiare con un gesto alla Icardi un gol realizzato.
Moratti interviene prima pubblicamente poi anche con la società facendo capire che qualcosa non va nella gestione della vicenda, specie in un club in cui di interisti non sembrano essercene più molti.
Spalletti ha praticamente deciso di dividere ufficialmente lo spogliatoio prendendo le parti dei croati, convinto forse di compattare la squadra. Per due settimane sembra funzionare poi in conferenza stampa a seguito di una domanda su Icardi dichiara di voler parlare solo di chi ha a cuore l’Inter. Gli risponde Icardi con una lettera maldestra che svela come tra lui e il tecnico il rapporto si sia interrotto e in società qualcuno lavori per i propri interessi.
Dice anche una cosa che ora appare molto più chiara: i giocatori che volevano andare via (Perisic, Nainggolan tra questi) ora sono al centro del progetto, quelli come me che sono rimasti, nonostante la società volesse venderli, sono messi in castigo.
Icardi, insieme a Wanda, commette ogni genere di errore strategico possibile, ultimo dei quali: mettere un like a una foto della Juventus e un following a C.Ronaldo. Nella giornata di ieri un breve confronto con Spalletti gli fa intuire che sia lo stesso allenatore che non ha alcun interesse a reintegrarlo in rosa. Il solco è tracciato e già si parla di uno scambio con Dybala. Icardi dopo lo scontro con Spalletti si inventa un male e rinuncia alla trasferta.
A dimostrazione che la frattura è anche nello spogliatoio, sono diversi i giocatori che chiamano l’ex capitano al telefono, tra questi Vecino.
Interviene finalmente anche Steven Zhang il quale si era speso pubblicamente sostenendo che Icardi non sarebbe mai finito alla Juve ma i dirigenti hanno fatto e stanno facendo passi (anche) in questa direzione, creando un’altra spaccatura.
L’unica opzione possibile per la permanenza di Icardi è il cambio tecnico e l’addio ai croati a fine stagione.




