Dino Zoff in ESCLUSIVA: “Il Mondiale ’82 è irripetibile. Io, Buffon e Ibrahimovic? Tre carriere simili”
Dino Zoff, vera e propria icona del calcio italiano, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni: dal Mondiale del 1982 alle similitudini con Gianluigi Buffon e Zlatan Ibrahimovic, ecco le parole di uno dei più grandi protagonisti nella storia di questo magnifico sport
Nel corso della storia dello sport ci sono stati tantissimi atleti che hanno cercato di fermare il tempo, alcuni con risultati più modesti di altri, ma lui sicuramente c’è riuscito. Lo ha fatto, in particolare, durante gli istanti conclusivi della semifinale tra Italia e Brasile, in quel fantastico Mondiale spagnolo del 1982. Il colpo di testa di Oscar sembrava indirizzato la dove vogliono i fotografi se non fosse che Dino Zoff, a 40 anni ma con la reattività di un ragazzino, riuscì a bloccare il pallone sulla linea, consegnandoci finale e titolo. Non è di certo l’unica grande impresa della sua carriera ma probabilmente è la più iconica perché, come ci ha confermato lui stesso, un Mondiale così non si ripeterà più.
Oggi Zoff continua a seguire il suo amato calcio, con la stessa passione del primo giorno. Ecco perché, in vista dei momenti più caldi della stagione, non potevamo esimerci dal chiedergli un parere. Dalla lotta Scudetto, sempre più avvincente dopo i fatti di Napoli-Milan, ai prossimi impegni dell’Italia di Roberto Mancini. Ora però è giunto il momento di lasciare la parola a un campione, uno che in carriera ha sempre preferito rispondere con i fatti, ed è proprio da qui che possiamo capire il valore dell’uomo prima ancora che del giocatore.
Tra Scudetto e coppe
Il 28°turno di Serie A ha regalato spunti interessanti, soprattutto in ottica Scudetto. Secondo lei, dopo quanto visto anche in Napoli-Milan, c’è qualche squadra più pronta di altre per la volata finale?
“Direi che il Milan ha trovato grande forza e convinzione, che gli permetteranno di lottare sino alla fine. Al di là del risultato, credo che anche il Napoli abbia il dovere di crederci fino in fondo. I ragazzi di Spalletti hanno riscontrato qualche problemino nelle ultime uscite, ma sono cose che capitano. Anche con la Lazio, nonostante la vittoria, si è intravista qualche difficoltà. A parte questo, mi sento di dire che il Napoli è ancora in corsa. Lo stesso discorso vale, ovviamente, per l’Inter. I nerazzurri devono recuperare ancora una partita che, a prescindere dal risultato, terrà ancora aperto il discorso Scudetto“.
Per quanto riguarda la Juventus, è d’accordo con il pensiero di Allegri? Secondo lei, lo Scudetto è davvero inarrivabile? I bianconeri farebbero meglio a virare su altri obiettivi, come la Champions League e la Coppa Italia?
“Credo che la Juventus abbia il dovere di puntare al miglior risultato possibile, a prescindere dalla competizione. È vero che, come sostiene Allegri, lo Scudetto sembra fuori portata, ma tutto è possibile. La Juventus deve mettere in campo tutto quello che ha, senza dare nulla per scontato”.
Restando sulle ultime due sfide di Champions League e Coppa Italia, le è piaciuta la Juventus o si aspetta una squadra diversa nelle gare di ritorno? È soddisfatto del contributo dei nuovi innesti, Vlahovic su tutti? Crede che avranno bisogno di altro tempo prima di potersi inserire al meglio?
“In questo periodo i risultati stanno arrivando, poi è normale che in alcuni momenti la squadra possa essere più stanca. Le assenze, in particolare quella di Dybala, sono un fattore importante. Nel complesso, credo che se la squadra continua a vincere con questo ritmo vuol dire che sta dando il meglio di se. Per quel che riguarda gli ultimi arrivati, non penso che ci sia bisogno di aspettare troppo prima di poterli giudicare, se un giocatore è bravo può far bene sin da subito“.

Manca poco…
Il 24 marzo l’Italia di Roberto Mancini sarà impegnata nel primo spareggio contro la Macedonia del Nord, quante possibilità ci sono di andare al Mondiale? Secondo lei, dopo la vittoria dell’Europeo, gli Azzurri hanno sofferto il peso del pronostico oppure si tratta di una semplice coincidenza?
“Non credo che si tratti di una coincidenza, avevamo due opportunità, contro Svizzera e Irlanda del Nord, ampiamente alla nostra portata e le abbiamo fallite. Adesso ci attende la gara più complicata, ma l’Italia è abituata a tirare fuori il meglio di se nei momenti difficili. Questa partita arriva diversi mesi dopo l’impresa della scorsa estate, il che può essere un vantaggio. Le ultime prestazioni non sono state all’altezza di quel trionfo, ma questo può essere dovuto anche al contraccolpo dato proprio da un successo di quel calibro. Sono convinto che l’Italia abbia tutte le carte in regola per andare al Mondiale, non dobbiamo dimenticare che siamo i Campioni d’Europa in carica” .
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