E’ regolare il gol che regala la vittoria al Milan?.. Di luca Marelli

L’episodio che ha deciso la gara tra Chievo e Milan farà discutere: è regolare la rete degli ospiti realizzata da Piatek? E per quale motivo il VAR non è intervenuto? Cercheremo di interpretare le immagini di un episodio che non può essere banalizzato ma sul quale è meglio chiarire alcuni punti:
– non c’entra nulla il gioco pericoloso;
– quel che va approfondito è il motivo per cui il VAR ha deciso di confermare la decisione assunta in campo.
Juventus – Udinese 4-1, arbitro Chiffi
Prima di affrontare la gara di Chiffi (che ho visto registrata ieri mattina), una curiosità:
Subito dopo la concessione del calcio di rigore, la regia ha inquadrato Rizzoli in tribuna dotato di auricolare, esattamente quella che usano anche gli assistenti.
Perché quell’auricolare?
In primo luogo è probabile (anche se non ne ho certezza) che l’auricolare che usa Rizzoli in tribuna sia quella che utilizzava anche in campo quando era arbitro. Ciò perché le auricolari sono “disegnate” su misura per ogni singolo arbitro, con un calco che si modella perfettamente sulla forma dell’orecchio: non sono tutte uguali come si potrebbe pensare.
Al di là della curiosità “anatomica”, è da spiegare il motivo per cui viene usata in tribuna.
Nell’ambiente è un fatto noto e non pensavo che potesse nascere una polemica (soprattutto social) su un argomento così marginale.
In ogni caso una spiegazione può essere utile.
Gli Organi Tecnici (Rizzoli designatore, Gava e Stefani vice) assistono alle partite collegati alla squadra arbitrale (arbitro, assistenti, quarto ufficiale, VAR), ascoltando le comunicazioni intercorrenti durante la gara. Ciò accade fin dalla prima giornata dello scorso campionato, per espresso volere di Rizzoli che, in questo modo, può perfezionare quelle che devono essere le comunicazioni tra i componenti degli arbitri designati.
Si tratta di una scelta che permette didatticamente di correggere gli eventuali errori nelle discussioni in campo e va evidenziato che gli organi tecnici NON partecipano alla gara ma si limitano ad ascoltare. Le conversazioni nel corso della partita possono essere oggetto di valutazione da parte degli organi tecnici.
Ci si chiederà: perché gli osservatori non hanno l’auricolare?
La spiegazione è abbastanza semplice: gran parte degli osservatori hanno smesso di scendere in campo ben prima dell’introduzione degli auricolari e si troverebbero in grossa difficoltà nel riuscire a seguire la partita e ad ascoltare quanto viene detto in campo durante il gioco. Può sembrare una sciocchezza ma per abituarsi alle comunicazioni audio ci vogliono mesi e sarebbe ben complesso per un osservatore calarsi in una realtà che non conoscono (tranne rare eccezioni come Pantana o Ayroldi).
Chiffi, dopo la buona prestazione in Parma-Napoli, sembra aver finalmente imboccato la strada giusta. La partita di Torino non è stata complicata e potrebbe apparire poco indicativa per giudicare un arbitro. Dobbiamo però ricordarci che Chiffi è un primo anno e, soprattutto, i primi mesi di CAN A sono stati molto deficitari. Per tali motivi è impensabile che possa essere scelto per gare di cartello o anche solo di fascia medio-alta: la conseguenza è che Rizzoli, per ora, deve giocoforza visionare il giovane padovano in partite sulla carta scontate ma che offrono comunque spunti per poter valutare i passi in avanti compiuti.
Per Chiffi la strada è ancora lunghissima ma i segnali sono decisamente incoraggianti. A Torino pochi episodi degni di nota ma una conduzione serena, senza sbavature evidenti e con un paio di spunti interessanti.
Al minuto 34 un episodio che, sulla base dei fermo immagine, potrebbe ingannare:
Matuidi entra in area di rigore venendo a contatto con Ekong. Sugli sviluppi del contrasto il centrocampista della Juventus cade a terra ma senza lamentarsi per un possibile rigore.
Vedendo la seconda immagine il rigore parrebbe netto.
Ma, come detto, in questo caso l’immagine inganna e non poco.
In realtà Matuidi, poco prima, ha tentato di calciare col piede sinistro, ha mancato la deviazione e, sulla prosecuzione della corsa, è andato ad incrociare le proprie gambe con quelle dell’avversario.
Giusta la decisione di Chiffi di lasciar correre: non c’era assolutamente nulla da sanzionare, né a favore dell’attacco né a favore della difesa.
Al minuto 65 la Juventus conquista un calcio di rigore con Kean dopo un contrasto con il difensore dell’Udinese Opoku:
Il fallo di Opoku è netto, c’è poco da aggiungere.
Solo una precisazione: in questo caso è corretto assegnare solo il calcio di rigore. Si tratta senza dubbio di un’azione potenzialmente pericolosa (la chiara occasione da rete è esclusa per la direzione generale dell’azione, in zona decentrata) e il difensore dell’Udinese ha certamente tentato di contendere il pallone, motivo per cui il previsto cartellino giallo è stato giustamente depenalizzato.
Parma – Genoa 1-0, arbitro Sacchi (CAN B)
Le quotazioni di Giua sono in calo e Sacchi potrebbe essere una sorpresa nelle scelte di fine stagione. E’ ancora piuttosto indietro nella classifica di merito ma le ultime prestazioni potrebbero portare ad una inattesa promozione. La strada è ancora lunghissima ma una gara in Serie A a questo punto della stagione non è casuale.
Gara ben diretta con un errore che, purtroppo, ha segnato la partita.
Ci arriveremo ma deve essere evidenziato un aspetto: non è colpa sua ma, purtroppo, una fatalità.
Al minuto 77 il Parma trova la rete decisiva con un tiro dalla breve distanza di Kucka che riprende un pallone rimbalzato sul palo pochi secondi prima:
Proteste vibranti del Genoa per un presunto fallo di mano da parte di Rigoni nei pressi del palo di sinistra del portiere del Genoa.
Il check dei VAR si prolunga per un paio di minuti per poi confermare la decisione del campo.
La scelta è corretta:
Per quanto il tentativo di intervenire di Rigoni sia scomposto, scoordinato e rischioso (il braccio in quella posizione sarebbe stato sicuramente all’origine di un tocco punibile), il giocatore del Parma colpisce il pallone solo con la testa.
Purtroppo la rete nasce da un calcio d’angolo assegnato da Sacchi che non c’è e, proprio in questo istante, entra in gioco la fatalità:
L’ultimo tocco è certamente di Inglese, col pallone che gli rimpalla tra fianco e braccio sinistro.
La fatalità è che quest’ultimo tocco è impossibile da vedere per chiunque in campo: l’arbitro si trova esattamente dietro all’attaccante del Parma e l’ultima deviazione è invisibile perché coperta dal corpo stesso di Inglese. Allo stesso tempo la posizione di Sacchi è perfetta perché doveva trovarsi proprio in quella zona del terreno di gioco.
Come sappiamo questa tipologia di errori non è emendabile da una correzione del VAR: il calcio d’angolo (così come una rimessa laterale) non rientra nell’ambito del protocollo, ciò che impedisce di modificare una scelta assunta in campo.
Al limite si può pensare ad un minimo di malizia in più: subito dopo l’uscita del pallone dal terreno di gioco, Inglese mostra un linguaggio del corpo che trasmette la consapevolezza di essere stato lui a deviare oltre la linea di fondo campo. Se Sacchi non avesse indicato subito il calcio d’angolo (assegnato per intuito), probabilmente avrebbe potuto assumere una scelta differente sulla base del comportamento concludente dell’attaccante.
Chievo – Milan 1-2, arbitro Pairetto
Su questa gara si parlerà non poco, soprattutto per le due reti del Milan nate da episodi non del tutto lineari.
Al minuto 29 il Milan trova la rete del vantaggio con Biglia che trasforma una punizione dal limite assegnata per fallo di Leris su Paquetà:
Il Chievo protesta ma il fallo è evidente: il difensore tenta certamente di intervenire sul pallone ma colpisce il piede sinistro di Paquetà, spostandolo di quel tanto che basta per impedirgli di calciare in porta. Discutibile la decisione di assegnare solo il calcio di punizione diretto e di non punire il difendente con il cartellino giallo: a mio parere la sanzione disciplinare sarebbe stata necessaria dato che Paquetà si apprestava a tirare in porta da posizione senz’altro favorevole.
L’errore grave, in questo caso, riguarda l’esecuzione del calcio di punizione.
Nella seconda immagine vediamo il punto del fallo e la posizione perfetta di Pairetto.
Il posizionamento del pallone è quantomeno curioso:
La distanza non è certamente minima, siamo nell’ordine di almeno tre metri più indietro rispetto al punto del fallo subito da Paquetà.
Oltre a ciò è di prima evidenza l’eccesso di distanza: considerando che la distanza tra il dischetto del rigore ed il vertice della mezzaluna è di 9,15 metri, è chiaro che la barriera sia stata posizionata oltre quella misura.
Peraltro è necessaria una precisazione in merito.
Il Regolamento (pagina 108, Regola 13) non indica i nove metri e 15 (10 yards, ecco spiegata la strana indicazione di misura) come distanza massima ma minima:
E’ buona norma non eccedere ma, in realtà, non è un errore ascrivibile all’arbitro quanto agli stessi difensori che avrebbero potuto (e forse dovuto) chiedere una revisione.
Soprattutto in queste circostanze a gioco fermo, comunque, è fondamentale un minimo di attenzione in più, perché spesso i particolari decidono le partite. Ed una distanza superiore a quella regolamentare può diventare decisiva.
Al minuto 56 il Milan realizza la rete che poi risulterà decisiva con Piatek, al termine di un’azione molto difficile da interpretare e che ha necessitato di alcuni minuti di review.
Cerchiamo di affrontare i vari passaggi con ordine.
Sul cross al centro di Suso, Castillejo tenta di intervenire sul pallone:
L’assistente Bindoni combina un mezzo pasticcio perché prima alza la bandierina per poi abbassarla immediatamente, evidentemente non essendo certo della deviazione del giocatore del Milan.
Se tale deviazione ci fosse stata, Piatek sarebbe stato in posizione di fuorigioco.
La prima parte del check del VAR è stata incentrata su questo primo passaggio ma, secondo il mio parere, si è passati oltre velocemente: il pallone passa ad una certa distanza da Castillejo.
Più complesso quanto accade dopo.
Piatek, dopo aver visto il proprio tiro respinto da Sorrentino, si lancia nuovamente verso il pallone in rovesciata, entrando in contatto con Depaoli:
Successivamente il pallone torna al centro dell’area, viene deviato di testa da Castillejo verso Piatek che trova la deviazione decisiva:
Anche in questa circostanza la deviazione di Castillejo è stata oggetto di un check molto veloce dato che Piatek è chiaramente in posizione regolare.
Pertanto il lungo check è stato sicuramente incentrato sul contatto Piatek/Depaoli, peraltro molto complesso da “sbrogliare”.
Interessante un primo particolare:
Subito dopo il contatto di cui ci stiamo occupando, Pairetto indica con la mano sinistra proprio in quella direzione come a voler segnalare ai propri collaboratori in sala VAR di controllare quanto accaduto, avendo probabilmente avuto la sensazione di aver perduto qualcosa.
Il contatto tra Piatek e Depaoli consta di due particolari:
Direte: l’immagine è identica, perché proporla due volte?
Per evidenziare due particolari che, secondo il mio parere, sono alla base della mancata “on field review“: da un lato l’indubbio fallo di Piatek per colpisce l’avversario al fianco col piede destro, dall’altro il possibile tocco di braccio del difensore.
Spazziamo via una falsa informazione: il gioco pericoloso non c’entra nulla perché questa tipologia di infrazione si concretizza solo ed unicamente nel momento in cui NON CI SIA contatto tra i calciatori. In questo caso il contatto c’è e la sanzione non potrebbe MAI essere un calcio di punizione indiretto ma solo diretto. Allo stesso tempo non c’entra nulla che il difensore si porti verso il calciatore del Milan: il pallone si trova lì, che altro avrebbe potuto fare? Lasciar libero Piatek di calciare a rete? Chiaramente non sta in piedi una valutazione di questo genere.
Allo stesso tempo, per giustificare la regolarità della rete non ci si può riferire alla possibile invasione del “cilindro” di Piatek da parte di Depaoli: il “cilindro” è un concetto del basket, non esiste nel regolamento del calcio, nemmeno come linea interpretativa.
Nel momento stesso del fallo commesso da Piatek, Depaoli intercetta abbastanza chiaramente il pallone col braccio. Si tratta, pertanto, di due falli contemporanei e, come sappiamo, deve essere punito il più grave.
Quale dei due è più grave?
Sicuramente quello del difensore perché avrebbe portato ad un calcio di rigore per tocco di mano punibile.
Per tal motivo è più che probabile che, in presenza di un’infrazione punibile col calcio di rigore, sia stata confermata la decisione assunta in campo e cioè la rete del Milan sugli sviluppi dell’azione.
Un’ultima postilla.
Episodi come questo vanno approfonditi con grande calma, valutando tutto ciò che potrebbe assumere importanza. E’ proprio questo il motivo che mi porta a non esprimere giudizi nell’immediato che potrebbero trasformarsi in affermazioni difficili da contraddire nel breve volgere di una nottata.
Non nego che ieri sera avevo avuto un’impressione diversa da quella che ho maturato rivedendo con molta più calma. Alla fine ritengo che sia stato corretto convalidare la rete su un episodio di enorme difficoltà.




