Errori di Donnarumma, le colpe della società. Di Emanuele Perego

Un giovane di 20 anni ha il diritto di commettere errori. Bruciare le tappe è una virtù di pochi. Il futuro da predestinato impone la legge infima del successo.
E’ considerato dagli “addetti ai lavori” un talento della sua generazione. Nonostante la stazza fisica monumentale e imponente, alto 196 centimetri e un peso di 90 chilogrammi, è accorto e reattivo tra i pali.
Le qualità innate, naturali e spontanee, esaltano il carattere distintivo del portiere campano. E’ supportato da eccellenti doti fisiche e atletiche, che gli consentono di primeggiare nell’area piccola e nelle uscite alte con gesti semplici, istintivi e felini.
Copre il “sacco” con mole e riflesso; è abile a disinnescare i calci di rigore.
La saracinesca di Milanello possiede i numeri del potenziale campione, attributi essenziali per emergere e brillare nel palcoscenico internazionale.
Gianluigi Donnarumma è dotato di spiccata personalità sul green, altrimenti non si spiegherebbe la sua rapida e solerte ascesa.
Dal punto di vista tecnico, il giovanotto ha ampi margini di miglioramento nella direzione del reparto difensivo e nelle giocate con i piedi, peculiarità essenziali nel calcio contemporaneo.
La perizia nei tiri velenosi da lontano deve essere affinata, mentre la gestione della postura nei traccianti a filo d’erba non è sempre ottimale.
Fuori dal campo la sua maturazione è “work in progress”, non sempre gestita al meglio dalla società di appartenenza e dall’entourage del giocatore.
Nel calcio romantico vi sono leggi non scritte: la gavetta, gli emolumenti commisurati all’età e le esperienze all’ombra dei grandi campioni.
Oggi tutto è più veloce, non solo il gioco. Nell’estate del 2017, dopo una telenovela stucchevole e infinita, il club e il procuratore del giocatore trovano l’accordo per il rinnovo di contratto sino al 2021.
Il Milan è ostaggio delle regole contrattuali e di mercato: una pioggia di milioni da destabilizzare le parti in causa e lo spogliatoio.
Si riecheggia da più parti il confronto con Gigi Buffon. I raffronti sono forzati e fuorvianti, li accomuna, forse, il debutto in tenera età.
Nonostante alcune gaffe, le qualità fisiche del giovane portiere del Milan non sono in discussione. Debutta in Serie A all’età di 16 anni, il 25 ottobre del 2015, contro il Sassuolo.
Sinisa Mihajlovic, tecnico rossonero, schiera il giovanotto alla nona giornata di campionato. La partita finisce (2-1) per il Milan. Le reti sono siglate da Bacca su calcio di rigore, il pareggio temporaneo di Berardi, il goal decisivo di Luiz Adriano sui titoli di coda.
Il ragazzo di Castellamare di Stabia disputa una discreta partita (per la Gazzetta dello Sport 5,5 è il voto in pagella). Nella circostanza è puntuale nelle uscite, anche se i critici del salotto milanese gli attribuiscono qualche responsabilità in occasione della rete di Berardi.
Gigio, come viene soprannominato a Milanello, è il secondo più giovane portiere a esordire nella massima divisione.
Il prestigioso record appartiene a Gianluca Pacchiarotti, che debutta al minuto 80 nel match Perugia-Pescara (1-0) del 1980. Per l’ex pescarese, nativo di Roma, è l’unica presenza in serie A.
La prima stagione (2015-2016) di Donnarumma è esemplare, un percorso in crescendo, con molte luci e poche ombre.
A dispetto della sua giovane età il giovanotto ha collezionato più di 134 presenze in serie A subendo 142 reti al passivo.
Errori di Donnarumma, le colpe della società.
Emanuele Perego www.lavocedeltrentino.it/ www.emanueleperego.it www.perego1963.it




