Il grande ex allenatore di calcio Fabio Capello è stato ospite d’onore di Palla al centro, l’evento dedicato al giornalismo, organizzato dalla testata giornalistica FootballNews24. Ormai lasciati i campi di gioco, si gode la nuova vita da commentatore televisivo, dove non conosce più stress. “I giornalisti non perdono mai, qualunque sia il risultato della partita, mentre l’allenatore non dorme mai“, ha dichiarato scherzosamente.
Da giocatore e da allenatore ha vinto praticamente tutto: la Champions League e una Coppa Uefa con il Milan, e poi i successi con la Juventus, e la Liga spagnola con il Real Madrid. Tre volte è stato insignito del premio come miglior allenatore dell’anno. Ma nell’immaginario collettivo, è anche l’ultimo allenatore che ha fatto vincere uno scudetto alla Roma. Una chiacchierata a tutto campo, che ha spaziato dalla sua esperienza di campo, ai consigli per i nuovi tecnici. Dalla sua scaramanzia, all’amore per l’arte.

Il problema dei settori giovanili: troppo focus sulla tattica
I club italiani che faticano a farsi strada in Europa, ormai dominata da Spagna e Inghilterra, hanno ancora il coraggio di far esordire i giovani? Secondo Fabio Capello, ospite d’onore dell’evento Palla al centro, ci sarebbe da lavorare, e non poco, sui settori giovanili e sulle scuole calcio. Troppa attenzione fin da piccoli viene data alla tattica, con buona pace della tecnica. Lo schema di gioco viene insegnato religiosamente, ma spesso sono altre basi che vengono a mancare. Alla domanda della conduttrice Anna Maria Baccaro, sulla crisi del calcio italiano, e della Nazionale di calcio che ha fallito l’appuntamento con i Mondiali di calcio 2022, Capello ha le idee chiare. “Il calcio è una cosa semplice, ma spesso la si rende una cosa difficile. Si deve solo imparare e crescere, copiando dai più bravi, ma è spesso raro trovare i grandi giocatori, perche questi vanno all’estero“, ha dichiarato Don Fabio.





