Gianni Brera a cent’anni dalla nascita. Di Emanuele Perego

“Gianni Brera a cent’anni dalla nascita” è un evento organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.
Nella sala consiliare del Municipio 3 di Via Sansovino 9 a Milano, martedì 26 febbraio, va in scena la tavola rotonda.
Durante il convegno è osservato un minuto di silenzio in ricordo di Paolo Brera, scomparso per un malore giovedì 21 febbraio.
Una sedia vuota sul palco rammenta alla platea la dolorosa mancanza. Il terzo figlio di Gianni Brera, infatti, avrebbe dovuto presenziare il simposio.
Il “maestro” Franco Ordine modera con garbo e saggezza. Il vice-presidente del gruppo lombardo giornalisti sportivi introduce con la consueta sagacia la figura del poeta pavese.
Giovanni Luigi Brera nasce a San Zenone al Po l’8 Settembre del 1919. “Brera era un grande, un intellettuale prestato al calcio.”
Nel corso del dibattito emerge con chiarezza la grandezza dell’uomo e dello scrittore, amante dello sport e dei suoi valori, non solo del calcio.
E’ soldato, paracadutista e partigiano durante la Seconda guerra mondiale.
I colleghi lo ricordano con la macchina per scrivere la pipa o il sigaro in tribuna stampa a San Siro. Appunta i suoi pensieri sui bigliettini, poi, come d’incanto, compone gli articoli come se fossero poemi.
Solitario, è innamorato del buon cibo e del bicchier di vino, legato da un doppio filo alle sue umili origini: la riva sinistra del Po e la confluenza dell’Olona.
Narra con sapienza le gesta sportive del Giro d’Italia e del Tour de France. E’ un cronista, raffinato del pallone, ricama un linguaggio nuovo, vigoroso e incisivo.
A tratti incarna i panni del provocatore, senza mai prevaricare, consapevole dei limiti della critica.
L’ex arbitro milanese Paolo Casarin ne descrive l’integrità professionale. Il “poeta” non costruisce fittizie e virulente polemiche nei confronti dei direttori di gara, per i quali nutre ammirazione e rispetto.
Il calcio è da illustrare, racconta gli interpreti e le passioni. Il genio lombardo si nasconde nei neologismi introdotti nella sua fervida carriera, attraverso cultura, ironia e vena letteraria.
Un glossario evoluto, che include parole come contropiede, libero, melina, goleador, rappresenta delle invenzioni senza tempo, specchio del personaggio e della sua statura.
Conia soprannomi ai giocatori con fertile fantasia : Rombo di tuono per Gigi Riva, Abatino Gianni Rivera, Mazzandro Sandro Mazzola, Puliciclone Paolo Pulici, Penna Bianca Roberto Bettega, Stradivialli Gianluca Vialli.
“Io non penso in italiano, penso in dialetto perché sono un popolano.” E’ l’innovatore, l’inventore di un nuovo lessico che miscela con arguzia le parole in latino e la sua lingua locale.
Infine, Luca Fausto Momblano, giornalista piemontese, ricostruisce dal punto di vista socio-politico la vicenda che porta alle dimissioni irrevocabili di Brera dalla Gazzetta dello Sport.
Intervengono tra gli altri anche Fabio Ravezzani (direttore generale del gruppo Mediapason), Bruno Longhi, Monica Colombo (Corriere della Sera) e Fabrizio Biasin (Libero).
Le testimonianze di Franco Brera (musicista e figlio di Gianni) e del sindaco di San Zenone Po Eugenio Tartanelli descrivono con le note e le parole, i valori unici della profonda provincia pavese.
E’ assunto in redazione a 17 anni, laureato a 24 anni, 30enne diviene direttore di un giornale. A 73 anni, il 19 Dicembre del 1992, perde la vita a seguito di un incidente d’auto a Codogno.
Gianni Brera a cent’anni dalla nascita.
Emanuele Perego www.lavocedeltrentino.it www.emanueleperego.it www.perego1963.it




