Il calcio è sport e non vetrina politica. Di Emanuele Perego

Il saluto militare dei giocatori turchi allo Stade de France non è passato inosservato. Assenti in tribuna il presidente Emmanuel Macron e il ministro degli esteri Jean-Yves Le Drian. Nel parterre del catino di Saint-Denis è presente la titolare del dicastero dello sport, Roxana Maranineanu.
L’ex campionessa di nuoto, a stretto giro di posta, ha twittato chiedendo che “l’Uefa sanzioni in modo esemplare”.
In dettaglio riportiamo il post su Twitter di Roxana Maranineanu: “Grazie alla federazione francese e alla polizia per il loro lavoro svolto per garantire il corretto svolgimento della partita. I giocatori turchi hanno rovinato questi sforzi facendo un saluto militare, contrario alla sportività. Chiedo all’Uefa una sanzione esemplare.”
Una critica neanche troppo velata nei confronti del governo di Ankara e della Federcalcio turca.
Da qualche giorno, la Turchia è al centro di aspre critiche della comunità internazionale a causa della missione militare denominata “ramoscello d’ulivo” nei confronti della popolazione curda.
L’offensiva nei territori curdi in Siria e i principi d’imparzialità dello sport sono le tematiche all’ordine del giorno, atti e comportamenti che accendono animi e coscienze.
L’intervento della Uefa non è tardato; l’organo con sede a Nyon (Svizzera) ha deciso di aprire un’indagine per la singolare esultanza dei giocatori turchi nel match giocato contro la Francia (qualificazioni Euro2020 gruppo H).
E’ stato nominato un commissario “Etico e Disciplinare” che valuterà se i comportamenti siano una provocazione politica espressamente vietata dal regolamento Uefa.
E’ chiaro il sostegno e la solidarietà della nazionale di calcio nei confronti dell’azione dei militari nel nord della Siria, intento già manifestato e palesato durante la gara contro l’Albania.
L’Uefa ha aperto un secondo procedimento nei confronti della Bulgaria per i cori razzisti, saluti nazisti, lancio di oggetti e fischi durante l’esecuzione dell’inno nazionale nella partita con l’Inghilterra.
Nella circostanza anche la federazione inglese è stata deferita per i fischi all’inno nazionale bulgaro.
Il calcio è sport e non vetrina politica.
Emanuele Perego www.lavocedeltrentino.it www.emanueleperego.it www.perego1963.it




