Immensa Juve, Atletico remuntado. Di Giuseppe Marchetta

Primavera è dintorno. L’aere leggero e frizzante e luce nuova che scivola via più lieve al tramonto che viene. Ed intanto stormi festanti nel cielo fuggon via ad inseguire il sole che va. Non è mai stato così bello, mai fu più lento il sole di questi giorni, mentre cresceva l’attesa e tutto fremeva, pur gli alberi più cupi, ché già portan segni di vita nuova. Ed intanto sotto il Colle dei Cappuccini, tra il verde festante e sincero dei platani, lento e solenne scorre giù il Grande Fiume, che tra i flutti seco porta echi di memorie antiche e gloria che fu, ed il rosa dell’ultimo sole colora d’immenso il suo giaciglio. Ed è il tramonto, incantevole e carico di speme d’un domani ancor più soave e volgo il guardo ad Occidente a coglier l’ultimo lume oltre le montagne. Ed allor corre il cuore, corre là al lontano Ovest, corre su quell’ultimo tram in Piazza Vittorio, svoltar per Corso Venaria, si Venaria, verso Venaria Reale e lo Stadium. Una fiumana di gente ivi accorre, trafelata e ansiamante come chi accorre al suo primo ed unico amore. Suonano echi di canti ed è tutto un vociare, ma silente e teso. Ciascun volge il guardo verso l’ultimo sole, oltre le montagne. C’è grande attesa d’un ché di velato eppur immane.
Eh sì stasera gioca la Juve la partita dell’anno, quella che di colpo può ridestarne lo spirito ed il senso, oppur far sprofondare nell’oblio un popolo intero, che solo tre settimane or sono ha subito storica legnata con tanto di beffa e la faccia sederile del Cholo Simeone. Quelle due sberle prese al Wanda Metropolitano pesano ancora come monoliti sul morale dei bianconeri. Ma il popolo è vigile e la pazienza e silente attesa sta per trovar agognata soddisfazione. Molti sono color che vedon nero. D’altra parte anch’io non ricordo remuntade di simil foggia andate a buon fine nella gloriosa storia di notti di coppe. Ricordo nel lontano 1976 la corazzata del Giuanin Trapattoni, infarcita di italici tracagnotti, sui quali spiccavan Furino, Benetti e “Bonimba”, risalir la china di sconfitte in Terra d’Albione, contro i due già mitici Manchester. Ma si partiva in entrambi i casi dal modesto 1-0 per loro. E poi quello bianconero fu un team irripetibile ed eterno. Quell’anno alfine matammo il Toro di Gigi Radice, vittorioso l’anno precedente, e conquistammo il primo trofeo internazionale della storia, la Coppa UEFA, contro un altro Atletico spagnolo, quello di Bilbao. Ricordo una lieve remuntada su di un Real che ancora non era tornato grande. Era il 1996 ed a fine stagione la Juve lippante di Del Piero, Vialli e Ravanelli colse la sua seconda ed ultima Champions della sua immensa storia. Francamente però, pensare di fare più di due reti agli attuali eroi del Cholo Simeone, da Godin a Juanfarn, Koke, Arias ecc ecc. mi sembra poco probabile. Ma il cuor lo sa: i miracoli esistono. S’entra allo Stadium, E’ già tutto pieno e carico di fede. C’è una luce più ampia e calda. Già scendono i funamboli in campo e sale un’ovazione: è entrato Ronaldo. Lui si, ci crede fino in fondo e saltella frenetico e pien d’adrenalina. Emre Can è su di giri e pure il Berna non scherza. Il Chiello ha il ghigno giusto. Gente seria e concentrata ma senza timor alcuno. Entra l’Atletico e poi Morata e giù fischi. La domanda che gira è una ed una sola: che combinerà ora Max Allegri, alla prova del nove? chi butterà in mischia? userà il solito ed arcinoto 4-3-2-1 ? o sarà una delle strane volte in cui rivoluziona tutto? ed ecco lo speaker annunciar formazioni: Juventus! Szczesny; Cancelo, Emre Can, Bonucci, Chiellini, Spinazzola; Bernardeschi, Pjanic, Matuidi, Ronaldo; Mandzukic. Atletico! Oblak; Arias, Gimenez, Godin, Juanfran; Koke, Rodri, Saul, Lemar; Griezmann, Morata. Arbitra l’olandese Bjorn Kuipers, che nella vita ha scelto Mammona. Non sono malaccio i sei precedenti bianconeri con il tulipano. E’ un uomo energico e deciso e, con molta decisione ed energia, all’improvviso fischia: si parte! fin dai primi istanti si delinea la genialata del Max Allegri: ha spostato Emre Can a fare il centrale difensivo di destra, il quale aiuta in fascia sia Cancelo sia Bernardeschi, mandando in inferiorità l’Atletico. Stessa cosa avviene in fascia opposta, ove Chiellini porta su molti palloni ed affianca Spinazzola, Matuidi e Ronaldo. 1′ cross di Matuidi da sinistra ma Mandzukic non riesce nella deviazione dentro l’area. 3′ tiro-cross di Matuidi da sinistra ma Ronaldo non riesce a impattare il pallone. 4′ gol annullato a Chiellini: ravvisata una carica di Ronaldo su Oblak. Lo sloveno secondo il direttore di gara aveva bloccato il pallone. Poi arriva il tap-in del difensore bianconero in rete. Rimangono in retina ed in mente tantissimi dubbi. Peccato, perchè un gol subito avrebbe aperto non poco la partita e la difesa iberica. Insomma era quel che ci voleva. 8′ fallo di Emre Can su Morata: si arrabbia tantissimo il tedesco con Kuipers. 10′ cross lento di Cancelo, blocca Oblak in presa alta. 12′ secondo errore consecutivo di Cancelo. Prima sbaglia il controllo, poi il cross. 14′ traversone di Pjanic: libera con qualche affanno la difesa dell’Atletico. La Juve è partita fortissimo con ritmi altissimi, intensità, forza fisica ed atletismo ventroniano. 16′ scucchiaiata di Bernardeschi dal limite, pallone troppo su Oblak. 19 conclusione da posizione impossibile di Bernardeschi, rimpallata. 20′ cross di Bernardeschi: libera l’area Godin. 22′ conclusione dai 25 metri di Koke, pallone alto. 24′ tiro di Griezmann, non blocca Szczesny ma c’è posizione irregolare di Morata. 26′ tunnel di Spinazzola in fase di volata sulla fascia sinistra in mezzo a tre difensori colchoneros: ovazione del pubblico. L’esterno bianconero viene poi fermato in corner. 27′ prende palla Bernardeschi sulla trequarti centrale e si sposta a sinistra per poi incrociare un cross a palombella in area verso il secondo palo su cui s’avventa come un falco CR7 che svetta sovrastando Juanfran e schiacciando in rete sul primo palo: 1-0 e palla al centro! 29′ Szczesny blocca in presa alta la punizione di Griezmann. 31′ Bernardeschi atterrato ai 25 metri: fallo evidente di Rodri, niente giallo. 32′ punizione su mattonella Bernardeschi che va a battere lo stesso: il pallone s’alza e poi piove improvviso verso il primo palo ma alto di mezzo metro sulla traversa. 34′ traversone a palombella di Spinazzola da sinistra in mezzo all’area, coordinazione strepitosa in rovesciata ronaldiana di uno strepitoso Bernardeschi che conclude alto di un palmo, con la folla in delirio. 37′ Morata salta addosso a Pjanic, fallo. Nervosetto l’ex bianconero. 39′ tentativo di possesso offensivo dell’Atletico che finalmente prova a mettere la testa fuori. 42′ Spinazzola non riesce nel dribbling, fermato questa volta da Arias. 43′ Colpo di testa Ronaldo – Gran cross di Spinazzola a sinistra, Ronaldo rimane in sospensione e schiaccia di testa verso il palo corto, mandando a lato d’un metro. 44′ mancino di Bernardeschi da fuori, deviato in corner. 45′ Chiellini impatta di testa sugli sviluppi di corner ma non inquadra la porta. Il centrale rimane sanguinante sul volto per un graffio di un difensore dell’Atletico. 45+2′ Griezmann da destra crossa in mezzo all’area ove svetta di testa Morata che sfila alle spalle di Bonucci, parabola incrociata sopra la traversa d’un soffio. Poi Kuipers decide di mandare tutti a prendere il Lipton. Allegri sa d’avere in pugno la partita e rincuora i suoi chiedendo di stringere i denti e continuare con la stessa matta intensità fino alla fine. Il Cholo non ci sta capendo nulla e certo, vista l’andata, non s’aspettava realmente una Juve così tosta. Emettte qualche grugnito verso i suoi ma non fa in tempo a dire tutto. Kuipers chiama tutti fuori: si riparte. 47′ cross di Ronaldo ma Mandzukic non trova la deviazione aerea da ottima posizione. 49′ Cancelo da destra mette in mezzo morbido. Stacco perentorio di CR7 che va incontro alla palla e spizza verso il primo palo: Oblak smanaccia via all’incrocio, la palla torna in area ma d’improvviso Kuipers fischia indicando il centrocampo: secondo “l’occhio di falco” il pallone ha superato la linea di porta e la Juve raddoppia! ancora CR7 sugli scudi, come ai vecchi tempi! 52′ cross di Spinazzola da sinistra: Bernardeschi non arriva sul pallone. 54′ colpo di testa Bernardeschi sul cross di Cancelo, ma il pallone vien impattato male. 58′ punizione di Ronaldo: il pallone è respinto dalla barriera, tanto per cambiare. Che Juve! erano anni che non si vedeva una belva scatenata con i colori bianconeri! 62′ Correa punta Chiellini e prova da fuori, pallone sul fondo. 64′ manata di Bernardeschi su Arias. Kuipers estrae il giallo severamente. 66′ Chiellini cerca Ronaldo che non riesce ad agganciare. 69′ storie tese tra Morata e Chiellini. Doppia manata dello spagnolo al difensore. Nessun provvedimento dell’arbitro. 73′ Juanfran travolge Ronaldo: finalmente arriva il giallo ad un giocatore che, se avesse intrapreso la strada del Rugby, sarebbe diventato un grandissimo. 74′ Mandzukic spunta sul secondo palo ma non riesce a impattare il pallone.
78′ Juanfran svirgola il rinvio, Oblak blocca: volevano la punizione indiretta i bianconeri. 82′ Kean lanciato da Chiellini a tu per tu con Oblak cerca il secondo palo che non trova di un palmo: lo Stadium rimane in piedi ancora un poco. 84′ riceve Bernardeschi a sinistra, va in progressione spalla a spalla con l’avversario, lo supera in velocità, entra in area e vien sgambettato da dietro da Correa: è rigore solare che a Kuipers non può sfuggire. 86′ batte Ronaldo che spiazza Oblak dal dischetto con botta incrociata e radente di collo pieno. 3-0 come nei sogni proibiti di ogni bianconero e lo Stadium barcolla veramente, il boato è assordante, l’entusiasmo ed il giubilo a mille. E l’Atletico segna la resa non avendo proprio più energie e riconoscendo la manifesta superiorità in lungo ed in largo dell’avversario. E qui termina uno dei match più belli dell’intera storia di Madama, che vale l’insperata qualificazione ai Quarti di una Coppa che ha già fatto registrare vittime importanti: Real Madrid, Atletico Madrid (la finale è a Madrid), Bayern Munchen e PSG. Che sia la volta buona? sperem!
amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY 7: quelle pochissime volte impegnato, si disimpegna alla grande con uscite alte in presa sicura e tacconiana.
CANCELO 7: parte male fallendo facili controlli e cross. Si riscatta nella ripresa, fornendo il pregevole assist per il secondo gol di Ronaldo ed un paio di sgroppate in fascia da brivido.
EMRE CAN 8: porta su una quantità immane di palloni, spesso sradicandoli dai piedi avversari. Gioca in un ruolo non suo ma che può diventare suo, visto l’enorme successo odierno. Con il suo importante filtro la difesa non sbanda mai.
BONUCCI 7: buona regia difensiva. Verticalizza molto, sbagliando poco. Gli scappa Morata una volta ed a momenti son guai.
CHIELLINI 8: un leone a tutto campo. Spinge su una miriade di palloni, come Can a destra.
SPINAZZOLA 9: per temperamento, verve, coraggio, freschezza fisico-atletica, slancio e tecnica sopraffina, m’ha ricordato il grande Antonio Cabrini da Cremona. E’ stata un’autentica spina nel fianco destro della difesa iberica. Non se lo aspettavano, molti di noi neanche, lo scriba invece si, ci ha sempre creduto, come da articoli precedenti. Potrebbe essere lui, insieme al Berna, il vero crack bianconero del finale di stagione.
BERNARDESCHI 9,5: gli manca giusto il gol. Per il resto prestazione da raccontare ai nipoti fra 50 anni, con prodigiosi recuperi, sgaloppate in fascia, rientri, tiri, acrobazie fuori d’un nulla, punizioni fuori d’un niente, sontuoso assist per CR7 per il gol rompighiaccio, volatona a tutto campo per andarsi a conquistare il rigore. Non s’arrende manco un istante, fornendo la sua miglior prestazione di sempre.
PJANIC 8,5: grandissima regia del bosniaco a tutto campo. Stavolta abbina quantità a qualità. Non sbaglia alcun tocco e verticalizza decisamente più del solito, risultando spesso veloce ed imprevedibile.
MATUIDI 8: s’alterna in fascia sinistra con Spinazzola, CR7 e talvolta Chiellini. Poi spesso rincula nel mezzo a recuperar palloni. Inesauribile.
RONALDO 10: una partita perfetta. Si carica sulle spalle l’intera squadra andando in prima persona all’assalto all’arma bianca in prima linea. Segna due reti di testa facendo tornare alla memoria il Pelè di Città del Messico, che staccò un metro sopra il mastino Burgnich. Sale su e lascia giù il mastino Juanfran. Ma poi lo vedi scorazzare in fascia a sinistra, talvolta a destra, puntare in mezzo, smarcarsi ogni dove, con carica ed energia positiva che riesce a trasmettere a tutti, ma proprio tutti, i compagni.
MANDZUKIC 6: l’unico poco in palla in casa bianconera. Si sacrifica in un contesto di sole botte date e prese. Sarebbe forse stato meglio lasciare spazio al giovane Moise Kean, in splendida forma, fin dall’inizio. Come diceva Edoardo Agnelli: ogni cosa fatta bene può sempre essere fatta meglio. Sarà per la prossima.
ALLEGRI 10: genio e regolatezza. Deve essere unico al mondo. Stavolta oltre ad essere il solito equilibratore è stato pure geniale, inventando Emre Can come centrale difensivo cursore, puntando tutto su Spinazzola a sinistra e sviluppando un notevole gioco sulle fascie, ove l’Atletico ha i suoi evidenti punti deboli. Ma solo adesso tutto ciò è evidente, grazie appunto agli accorgimenti preventivi del grande Max nostro.
PAGELLE ATLETICO:
Oblak 6; Arias 5, Gimenez 5, Godin 4,5, Juanfran 4,5, Koke 5, Rodri 5, Saul 5, Lemar 5, Correa 3, Griezmann 5, Morata 3,5. All. Simeone 3.
ARBITRO (sig. Bjorn Kuipers) 8: grandissmo arbitraggio senza alcuna sbavatura. Mostra grande decisione e sicurezza. Speriamo di rivederlo in finale a Madrid.
Voster
Giuseppe Marchetta




