Inter: che stagione sarebbe stata? Di Lapo De Carlo

La prima parte di questo articolo è fatto di domande che, in fondo, sono anche delle risposte.
Se l’Inter non avesse avuto le vicende umane e semiprofessionali che l’hanno attraversata che stagione sarebbe stata? Che obbiettivi sarebbero stati raggiunti? Mi sono chiesto spesso se Nainggolan non avesse intrapreso la sua avventura nerazzurra con tanta approssimazione, scarsa volontà e tutti gli infortuni, quanto ne avrebbe beneficiato la squadra? Se Perisic non avesse passato la prima parte di stagione a meditare di andarsene, per poi chiederlo apertamente a Beppe Marotta, se non avesse passato il tempo a detestarsi con Icardi il suo rendimento ne avrebbe tratto quale profitto?
Se Wanda Nara non avesse iniziato a frequentare un salotto televisivo esprimendo opinioni senza riguardo, mentre Icardi taceva e postava senza prendere posizione, salvo poi dichiarare sintonia verso la moglie, mentre intanto si lavorava al rinnovo, non sarebbe stato meglio per tutti?
Se Spalletti e la società non avessero deciso di togliere la fascia di capitano a Icardi, poche ore prima della partenza per Vienna e avessero preso una decisione punitiva, ma di altro tipo, gli equilibri non sarebbero stati preservati?
Ci sono anche altre domande inevitabili che riguardano l’andamento di una stagione contaminata soprattutto da fattori umani. Tra questi non sarebbe stato meglio evitare di mettere “like” sulla pagina dell’ex marito di Wanda Nara e sulla notizia della fascia passata da Icardi ad Handanovic, da parte di Perisic e Brozovic?
Fino a novembre è parso tutto in linea con le aspettative, al di là di un pessimo inizio di campionato, la Champions è stata giocata dignitosamente e con due ottimi risultati a Eindhoven e in casa col Tottenham, più il pareggio di Icardi all’ultimo minuto col Barcellona.
In Italia l’Inter si è ritagliata la sua classifica, ridando continuità ai suoi risultati, pur senza fare grandi prestazioni ma vincendo in scioltezza con la Lazio all’Olimpico e conquistando il derby d’andata, sempre con Icardi.
Sul più bello, quando si è trattato di riscuotere, nella partita apparentemente più semplice col PSV in casa, l’Inter l’ha giocata malissimo, pareggiando e facendosi eliminare dal Tottenham. Da quel momento, ad un passo dal mercato di gennaio, hanno iniziato a consumarsi un incredibile numero di vicende personali di alcuni dei giocatori più rappresentativi e in tre mesi la squadra ha perso tanti punti in classifica, si è fatta eliminare dalla Lazio in Coppa Italia e dall’Eintracht in Europa League.
La faticosissima pace armata ha riportato l’Inter in quota, operando un controsorpasso sul Milan, battuto nuovamente nel derby di ritorno. Oggi Nainggolan è un giocatore più vicino ad essere quello che poteva, Icardi non è invece ancora nel suo standard, Perisic gli ha tolto un calcio di rigore ma l’ex capitano ha intrapreso la via Gandhiana e non ha fatto polemiche.
Resta il fatto che se questi giocatori dell’Inter avessero giocato al loro livello oggi l’Inter sarebbe dentro ad almeno due competizioni e la percezione di crescita della squadra, di progettualità per il futuro, molto più lineare e in sintonia con le legittime ambizioni di vittoria dalla prossima stagione. Questa situazione invece è solo una tregua e dal prossimo anno si dovrà ricominciare da capo e non è detto che l’Inter debba o possa rinunciare a giocatori che vanno rivalutati sul piano economico, considerando che si deve ragionare anche in ottica di plus e minus valenze.
sportnews Lapo De Carlo




