Inter in testa, la Juve non benissimo, il Napoli c’è. Di Lapo de Carlo

A settembre fa ancora caldo, le squadre stanno ancora mettendo a punto gli aspetti tattici, la forma fisica non è quella ottimale, con la complicità della sosta dedicata alle Nazionali e così vengono fuori partite pirotecniche con tanti errori, colpi di scena e sorprese.
La Juventus a Firenze ha mostrato di avere un problema fisico, come hanno dimostrato i problemi di Douglas Costa, Pjanic e De Sciglio e con alcuni protagonisti attesi come De Ligt, sotto tono e spaesati.
Sarri deve ancora trovare un impianto di gioco comprensibile e una squadra più coinvolta.
Preoccupa soprattutto lo stato di forma che, oltre a provocare infortuni muscolari, porta a macinare un gioco spento che con i Viola ha trovato poche idee.
La Fiorentina ha giocato una partita importante, con un Ribery che, pur non avendo i 90 minuti nelle gambe, ha disputato una gara da leader. Se Montella cercava una risposta l’ha ottenuta e ora deve mantenere lo stesso standard anche contro avversari di minor spessore tecnico.
Non esaltante nemmeno il Napoli che ha comunque portato a casa un 2-0 in scioltezza contro la Sampdoria grazie ad un Mertens biondo platino e all’ufficio conservazione risultato, la difesa che aveva avuto diversi problemi nelle prime due gare di Campionato.
L’Inter ha vinto una partita di lotta e di governo contro un Udinese che fino alla mezzora la aveva messa in difficoltà. Rimasta in dieci per lo schiaffo proditorio di De Paul a Candreva, la squadra di Tudor ha mantenuto un livello alto ma non abbastanza per tenere il punteggio. Sensi è salito in cattedra e ha punito di testa la difesa udinese. Diverse occasioni per la squadra di Conte ma manca brillantezza e se tutte le big scese in campo sabato non hanno espresso un calcio convincente lo si deve proprio ai voli transoceanici, le partite in Nazionale e il poco tempo a disposizione per preparare la partita.
Ora l’Inter è in testa da sola ma il banco di prova arriva già sabato sera, in occasione del derby, successivo al primo impegno di coppa. Se è davvero da scudetto lo scopriremo presto.
La Lazio ha sorprendentemente perso a Ferrare contro la Spal, pur essendo andata in vantaggio su rigore con Immobile. Le proteste dei tifosi spallini inerenti la deludente campagna acquisti e il relativo intervento della dirigenza, hanno sortito l’effetto di caricare la squadra. 3 punti preziosi e Inzaghi che deve tornare a lavorare sull’identità del gruppo.
L’Atalanta dimostra invece di essere una vera e propria squadra da combattimento, nonostante il passo falso della seconda giornata contro il Toro. Il tiro di Zapata, da fuori area al 95°, quasi da fermo, è una elle cose più belle viste in questa terza giornata.
Il Bologna è invece stato svegliato dalla rabbia di Mihajlovic con una telefonata fatta arrivare alla squadra all’intervallo. Risultato: da 3-1 a 3-4 contro il Brescia e secondo posto, in compagnia della Juventus. La cosa più bella e romantica è venuta dagli stessi giocatori che, tornati a Bologna, sono andati sotto la stanza del Policlinico, dove è ricoverato il tecnico, è hanno esultato, con Mihajlovic che ha ringraziato dalla finestra.
Un’ immagine da perfetto film americano. Bellissimo.
Il Milan vince a Verona tra grandi difficoltà, in superiorità numerica ma contro una squadra messa bene in campo da Juric. Pjatek è tornato al gol su calcio di rigore ma la stesura del gioco è ancora incerta, priva di spessore. Il derby con l’Inter arriva in tempo per dare una svolta al gioco e alla stagione.
Lapo de Crlo sportnews.snai.it




