Inter, Milan e Roma fanno inversione a U

Tre sconfitte, tutte inattese e sconcertanti nella loro modalità, quelle di Inter, Milan e Roma. La gravità di ognuna è ascrivibile all’atteggiamento in campo (Milan e Roma) e a quello che ha preceduto e fatto seguito ai 90 minuti in campo (Inter).
L’ultima in ordine di apparizione è quella dei nerazzurri, sempre in partita con la Lazio, sotto di un gol nel momento migliore per la squadra di Spalletti e volenterosa nel voler riacciuffare la partita. L’Inter ha però perso per tre motivi: ha un gioco prevedibile, privo di guizzi e di giocatori in grado di fare giocate importanti (un tiro dalla distanza, una punizione, un assolo), gli mancavano tutti gli attaccanti e Spalletti ha reso la questione con Icardi interminabile. L’attaccante pur essendo a disposizione (da tempo, non solo da una settimana) non è stato nemmeno portato in panchina, in una partita in cui la sua presenza, anche solo per 30 minuti sarebbe stata fondamentale.
Molti tifosi in questa vicenda restano dalla parte dell’allenatore, tanto per far comprendere il grado di rancore che nutrono verso Icardi. Invece a spuntarla è soprattutto il masochismo di un allenatore che per un discorso a suo dire necessario di Icardi, pur dichiarando che il giocatore poteva giocare almeno un tempo ed essendosi anche allenato bene, riteneva che prima venisse l’esigenza del gruppo, la disciplina, ovvero quella che è mancata ad una parte di quei giocatori che il tecnico difende.
La questione di principio viene dunque prima degli obbiettivi del club e anche se Icardi fosse Belzebù, in una gara tanto importante viene prima l’interesse della società e il giocatore va portato in panchina. Spalletti nel post partita ha detto che Icardi non è Messi e Ronaldo, che non decide le partite, lo ha tirato in causa solo con cognizione di sfogo, senza uno straccio di lucida analisi della partita e dei motivi della sua assenza.
Qualcosa di molto simile a quello che era accaduto con Francesco Totti. Ne ha fatto le spese l’Inter e questa vicenda continuerà a perpetuarsi fino al termine della stagione.
La Lazio invece con questo successo e il recupero con l’Udinese diventa improvvisamente la squadra con più chance di andare in Champions, specie guardando il calendario, migliore rispetto alle sue avversarie.
Il Milan ha invece perso una partita contro la Samp affrontata con un atteggiamento sbagliato e un rientro graduale ai suoi riti solo nel secondo tempo, pur senza entusiasmare. Ai rossoneri manca un rigore ma in generale anche la prestazione è stata sorprendentemente priva di quell’orgoglio che ci si sarebbe attesi dopo un derby perso. Il confronto tra Leonardo, Maldini e Gattuso ha rasserenato la questione e domani con l’Udinese la vittoria è obbligata.
La Roma ha perso col Napoli una sfida in cui è stata letteralmente dominata, incapace di reagire e trovando il momentaneo gol del pari con un calcio di rigore che invece di riallinearla, ha risvegliato gli ospiti nella ripresa. La squadra di Ancelotti gioca libera mentalmente, la Roma è invece imprigionata nelle sue paure, con giocatori troppo inesperti o temperamentali e problemi che si trascinano da inizio stagione. Ranieri ha collezionato due sconfitte su tre partite e se non batte la Fiorentina in casa c’è la possibilità che il tecnico venga subito esonerato e si richiami Di Francesco, ancora sotto contratto.
La Juve infine batte l’Empoli con una brutta partita ma anche se gioca male tutti sanno che il Campionato, vinto da tempo è solo una preparazione alla Champions che vedrà i bianconeri in scena tra una settimana contro l’Ajax. Nulla di preoccupante, anche se sono tanti i tifosi bianconeri che dalla prossima stagione sperano di vedere una squadra oltre che invincibile anche spettacolare.
Lapo De Carlo sportnews.snai.it




