Juve non far la svizzera stasera, di Giuseppe Marchetta.

I mercanti ed i cambiavalute del Tempio furono scacciati. Rispuntarono un migliaio d’anni dopo nei Cantoni svizzeri. Nel 1383, le città di Lucerna e Zurigo, crearono i primi cambi pubblici. Il cambio controllava la moneta in circolazione e accordava crediti. Nel XV secolo la solidarietà tra le banche svizzere e quelle dei paesi vicini, favorì lo scambio di prestiti. Già nel corso del XV secolo la banca di Basilea operava come una banca centrale, ritirava monete di qualità scadente, acquistava e vendeva oro, ed offriva servizi, quali: titoli di credito, prestiti, trasferimenti di denaro, il tutto garantito dallo Stato. Verso la fine del XVIII nascono i primi commercianti-banchieri, i quali esercitavano esclusivamente l’attività bancaria, investendo denaro proveniente dalle banche svizzere in obbligazioni di stato, presso altri Stati europei. Ora appare chiaro come per la Svizzera sia divenuta nel tempo sempre più lontana da mire nazionalistiche, sempre più attenta a mantenere i privilegi di autentico Stato-Banca e Stato-cuscinetto nel cuore dell’Europa che conta, quindi attenta a non favorire i rapporti con una Nazione piuttosto che con un’altra. Questo spirito neutralista ha preso nel tempo consistenza e forza tanto da suscitare nel popolino che “fare lo svizzero” significa non muovere un muscolo della faccia, onde non dar adito a particolari propensioni empatiche per l’uno o per l’altro. Insomma mantenere l’assoluta neutralità. Alfin divenire, essere neutri. E allor mi sovviene il Sommo Poeta e color c’egli condannò agli inferi per esser ignavi, tanto neutrali e neutri, da non saper portar bandiera nelle circostanze della vita. E lo sguardo pietoso ch’egli avea per loro che mostravan “l’anime triste di coloro che visser sanza infamia e sanza lodo”. Ebbene quest’esser nè carne nè pesce tutt’ora ontologicamente è parte dello svizzero d’oggi e di questa equipe di Berna, detta Young Boys, che di ragazzi giovani ha solo il contemporaneo putrido ardore d’andar dietro al vil quattrino anzichè a ciò ch’é uno e trino. Si, i giovani ragazzi di Berna eran già fuori dalla Champions di stagione, eliminati aritmeticamente ed ultimi in classifica, ossia fuori pur dal purgatorio dell’Europa League. Ma in palio non c’era la gloria, bensì 2,7 milioni in euro di posta, ossia un sostanzioso premio partita, probabilmente corroborato da sponsor e prestiti bancari non da poco, onde poter pensare ad un futuro tranquillo e borghese. E allor vedi 11 ragazzi giovani correr dietro al pallone apparentemente come fanno i bambini negli interminabili pomeriggi della loro infanzia, col cuore oltre l’ostacolo e il guardo gioioso. Ma i bambini li vedi nella loro purezza, giocar per giocare, ossia per metter in moto ciò che Dio gli ha dato. I ragazzi dello Young Boys avevan la € di euro stampata nell’iride ed han adottato tutte le furbizie ed astuzie per arrichir alfine il proprio conto in banca ed un poco di vanagloria. Ad aiutarli il solito servo della gleba d’arbitro, che per rimanere al vertice serve a dovere l’Elite, la lobby che conta, di cui oggi ancor la Juve non fa parte, chissà per quale ancor recondito gioco di potere, giacché da Sion provengon pur i suoi vertici societari. Ho visto oggi giocare i bianconeri per il gusto di giocare al calcio, come ormai avvien da tempo, ed una cozzaglia di svizzeri ne carne ne pesce, fare i furbi, giocando come si faceva in Italia un tempo, con catenaccio e contropiede ed il solo risultato in testa e tanto tanto ardor di denaro e vanagloria, gloria effimera, d’un solo giorno. Avrebbe voluto vincer il buon, Max, massimizzando il gioco del calcio, ch’é poi gioco di squadra di possesso palla tecnico e veloce, ma anche di rinculate e tanto sacrificio tattico. Ma il livornese avea pure in testa che ci sarebbe stato il Toro 72 sole ore dopo. Tiene in panca dunque la Joya, il gioiello della Coppa d’annata, coi suoi 4 gol già messi nel sacco, tre dei quali proprio contro i bernesi nella gara d’andata. Schiera un aggressivo ed insolito 4-2-4 d’assalto, col duopolio Manzo-CR7 in avanti coadiuvato da un Douglas Costa e Bernardeschi tra fasce e trequarti. In mediana giocoforza, visti lo stanco Matuidi, il convalescente Emre Can e l’infortunato Khedira, schiera i collaudati Pjanic e Bentancur, il quale è ormai titolarissimo ed inamovibile. In difesa pure ha gli uomini contati e mette Cuadrado a fare il terzino destro, De Sciglio il sinistro e Rugani, in luogo del Chiello, al fianco di Bonucci. Infatti pure Cancelo poco prima dell’inizio ha accusato un lieve affaticamento muscolare alla gamba. Confermatissimo tra i legni l’ottimo Szczesny d’inizio stagione. Soane replica con un apparente 4-3-3, che in realtà si stabilizza spesso e volentieri davanti ai propri sedici metri con due linee difensive a cinque. Quindi manda in campo: Wolfli; Mbabu, Ali Camara, Benito, Garcia; Sow, Lauper, Aebisher; Ngamaleu, Hoarau, Fassnacht. Arbitra il tedesco Tobias Stieler di Frankfurt (la capitale della Finanza Europea) il quale controlla che tutto sia a norma, poi fischia l’inizio. Si gioca su campo sintetico di color verde-bianchiccio, per l’incipiente fase di glaciazione del fondo volutamente imbrattato d’acqua. La Juve fa subito fatica a produrre gioco, oltre che per colpa del terreno, anche per la tattica pressante, fallosa ed ostruzionistica dei gialli bernesi e per l’arbitro di Frankfurt che sorvola sul molti interventi duri degli svizzeri. La Juve cerca di mantenere il possesso palla, ma in modo lento e macchinoso. La prima occasione la crea al 13′ con Cristiano Ronaldo, tanto per cambiare. Douglas Costa serve CR7 che calcia nonostante un controllo non preciso, ma la difesa intercetta. 15′ altra chance per CR7. Il diagonale in area del portoghese esce di poco a lato. 17′ buona azione per lo Young Boys con Mbabu, palla deviata in corner. 18′ buone notizie per la Juventus in ottica primo posto: il Valencia è avanti sul Manchester United. 20′ problema al ginocchio per Cuadrado: è necessario un cambio che avviene tre minuti dopo. 25′ occasione per gli svizzeri con Garcia che colpisce male da ottima posizione. 27′ bella imbucata di Mandzukic per Douglas Costa. Il brasiliano s’infila lanciatissimo in area sulla destra ma il tiro incrociato termina largo. 28′ palla svizzera in area juventina, sul vertice sinistro. Arriva d’anticipo Alex Sandro che scivola sul pallone e nel cadere travolge Ngamaleu che, tra l’altro, s’era aggrappato al brasiliano e lo trascina con sé. Rigore discutibile non giudicato dall’arbitro tedesco ma praticamente sanzionato dal giudice di fondo. Bella squadra anche quella arbitrale. 29′ dal dischetto non sbaglia Hoarau. Il portiere bianconero aveva intuito il tiro, riuscendo a deviare il pallone che finisce prima sul palo e poi in rete. 1-0 e palla al centro. Incredibile, visto che gli svizzeri non si son ancora fatti pericolosi, mentre i bainconeri sono andati 3 volte vicino al vantaggio! ma questo è il futbol. 36′ Bonucci prova la botta dai 30 metri: tiro velleitario e centrale, ma ciò è segno che le strade d’attacco son chiuse. 41′ Punizione dal limite dell’area per Bernardeschi, sul rimpallo della barriera arriva sul pallone Ronaldo che calcia al volo e la manda fuori di un nulla, con un tiro dei suoi, teso e forte, senza alcun giro, come di punta. 47′ Su corner Mandzukic sfiora il pallone ma non riesce a indirizzare verso la porta. Poi il teutone fischia. Tutti al caldo a prendere il thé. Ad Allegri girano ché i suoi non l’ascoltano e giochicchiano a ritmi lenti. Manca il gioco collettivo, la corsa ed il sacrificio. Insomma ci vuole cuore. e ragione. E dici poco! sembra quasi che a far gli svizzeri siano i bianconeri. Gli elvetici son spavaldi ed euforici. Ci credono e l’assegnone è a portata di mano. Si riparte. La Juve sembra un tantino più determinata e coesa. Ma è pure scarognata. 47′ calcio di punizione di Pjanic, Alex Sandro intercetta e colpisce di testa. Il pallone, dopo la deviazione di Hourau, finisce sulla trasversale. 53′ Juventus pericolosa sulla sinistra con Douglas Costa. Né Mandzukic né Cristiano Ronaldo riescono però a sfruttare i cross del vivido brasiliano e deviare in porta. 55′ intanto raddoppia il Valencia contro lo United. Juve sempre più tranquilla del primo posto, ma la calma allegriana è già tanta. 62′ finalmente l’arbitro trova il cartellino e lo estrae per Camara, all’ennesimo falletto furbetto e tattico. 63′ buona occasione per gli svizzeri: Fassnacht indisturbato in area da posizione centrale svetta di testa, Szczesny para facilmente. Stieler vaga con sensi di colpa ed al 65′ estrae il giallo anche per Bernardeschi. Incredibile. 65′ esce Pjanic, entra Emre Can. 68′ raddoppio degli svizzeri. Segna Hoarau ben lanciato in contropiede, il quale scavalla centralmente, finta e controfinta su Bonucci che va in bambola e dal limite dell’area mette in porta un sinistro preciso e potente. Nulla da fare per Szczesny vanamente proteso in tuffo sulla sua sinistra. Sul tramonto del match Stieler azzarda il suo secondo giallo agli svizzeri: 72′ ammonito il furbo Garcia. Or si sbilancia perfino Allegri: 72′ esce De Sciglio entra Dybala: Juve spregiudicata all’assalto finale. 77′ Altra buona occasione per Douglas Costa, uno dei migliori dei suoi. Il suo sinistro termina di poco a lato. 80′ Douglas Costa serve Ronaldo, il portoghese appoggia per Dybala che di prima intenzione insacca. 2-1 e palla al centro! ora i bainconeri trovano linfa e coraggio. All’82’ Ronaldo viene vistosamente spinto in volo da Benito: l’arbitro ignora l’accaduto e non concede il penalty. L’assistente di porta ed il guardalinee dormono sonni tranquilli. 83′ Giallo per Wolfli per evidente perdita di tempo. 87′ cross di Bernardeschi da sinistra, CR7 colpisce sul secondo palo e scheggia il legno. Ultima azione. 93′ palla rimbalzante ai venticinque metri per Dybala che di controbalzo spara un missile forte, teso e precisissimo all’incrocio dei pali, un gran gol, la Joya esulta a centrocampo, noncurante che il tedesco Stieler coglie, su segnalazione del giudice di fondo e tra le pieghe del regolamento, un fuorigioco di posizione di Ronaldo. E mi sovviene Platini a Tokyo, anche allora fu annullato un gol bellissmo, direi unico, da un arbitro pur esso teutone e glaciale, ligio al regolamento fino al puntino, poco incline alla sostanza. Ma era un’altra epoca, un’altra Juve, un altro mondo, un’altra storia. La storia d’oggi è che Madama, pur perdendo maldestramente, s’è comunque qualificata come prima. E le speranze di gloria son ancora intatte.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY 5,5: partita “svizzera” del polacco, senza infamia e senza lode.
CUADRADO SV: gioca troppo poco. Esce per un infortunio al ginocchio. Sperem.
ALEX SANDRO 5: sull’azione del dubbio rigore, appare comunque frastornato e fuori fase atletica. Del resto è convalescente d’infortunio.
BONUCCI 4,5: sua la colpa nel gol nel raddoppio degli younghiani. Non partecipa propositivamente in fase d’attacco se non in una occasione ove tira da lontano velleitariamente.
RUGANI 5: poco sicuro e continuo. D’altronde gioca poco e si vede.
DE SCIGLIO 5,5: vedi Szczesny.
BERNARDESCHI 4,5: appare fuori condizione. Anche lui esce da periodo forzato di riposo, causa infortunio.
BENTANCUR 5: partita sottotono del sudamericano.
PJANIC 4, 5: non è la sua partita e lo si vede fin dalle prime battute, costretto dal pesante forcing avversario a giocare spalle alla porta avversaria, sin al limite della propria area.
DOUGLAS COSTA 7: gran partita di movimento, prontezza e rapida ripartenza. Va spesso al cross ma sembra predicare nel deserto. Pure alla conclusione pericolosa e jellata nel finale.
RONALDO 6,5: gran movimento, occasioni da gol e tanta, tanta sfortuna. L’arbitro tedesco ignora un rigore su di lui e tanti altri falli e falletti sulle sue caviglie.
MANDZUKIC 6: poco ultile alla causa in attacco. Aiuta spesso in difesa.
DYBALA 8: entra nel finale e cambia il volto della partita. Segna due gol da favola, con tiracci al volo da fuori. Peccato che Tobias Stieler sia glaciale ed insensibile. L’omino di Laguna Larga, fosse entrato dieci minuti prima, la Juve avrebbe vinto.
ALLEGRI 4: non ha saputo motivare i suoi adeguatamente. Non ha previsto la spavalderia avversaria. Non s’é accorto che la Juve ha giocato in dieci per buona parte della gara, giacché Bernardeschi era inguardabile. La Joya doveva subentrare a lui già ad inizio ripresa e chissà.
ARBITRO (sig. Tobias Stieler di Frankfurt) 4: lui, con la sua squadriglia di collaboratori, tratta la Juve come farebbe un maresciallo nazista davanti ad un partigiano italiano colto con le pive nel sacco.
Voster
Giuseppe Marchetta




