Juve: Ronaldo, stupore senza senso. Inter: da Eriksen a… De Paul. Milan: gli errori Ibra e una morale. Vlahovic: molto più di una promessa

Ibra è andato a mangiare al ristorante. Qualcuno dice che non ha mangiato, “era solo un bicchiere di vino”. Altri che ha fatto il pranzo nuziale. Altri ancora che si è fatto il limoncello. Altri che era ospite del suo amico Tano. Altri che il conto era di 300 euro a cranio e allora ti verrebbe da dire “ah, bell’amico”. Altri che era un pranzo di lavoro. Tutti si sono trasformati in moralizzatori. Ed è assolutamente giusto, perché sgarrare in questo periodo è sbagliato e fa incassare. Poi tocca vedere quanti sono realmente “immacolati”. Detto ciò, non si fa.
Ibra si è fatto cacciare dal campo in Parma-Milan. Qualcuno dice che ha detto cose brutte a Maresca. Altri che non ha detto niente. Altri ancora che Maresca deve passare da Amplifon. Altri che Ibra deve prendersi una camomilla. Altri che Maresca non può andare a pranzo da Tano perché non lo fanno entrare e, comunque, lui 300 euro per il pranzo non li spende. Altri “Maresca, sei sempre tu!”. In generale facciamo pure noi i moralizzatori bipartisan. 1) Ibra, hai toppato: sul 2-0 per la tua squadra non ci si fa cacciare per un eccesso di bla bla bla. 2) Maresca, non si fa: se uno ti dice bla bla bla per trenta secondi buoni, prima di cacciarlo lo avvisi con il giallo. Si chiama “ammonizione” proprio per quello. A meno che non ti abbia detto, che ne so, “so’ Lillo”. SEGUE




