JUVENTUS – GENOA 2-1. Infinita Juve, eterno CR7. Di Giuseppe Marchetta

L’Appagamento è uno stato d’animo collegato alla coscienza della propria condizione piacevole risultante dalla soddisfazione di uno o più desideri. Ebbene se v’è al momento un’entità in Italia che può considerarsi realmene soddisfatta in parecchi suoi desideri, questa è la Juventus FC ed il suo meraviglioso mondo, che ingloba milioni di appassionati. Si pensi in particolare a quell’aura leggiadra e lieve che il tipico supporter bianconero respira da quasi un decennio a questa parte, quando ammira la sua squadra sempre là, perennemente inchiodata alla testa della classifica del Campionato Italiano di serie A. Una sorta d’appagamento, di assuefazione alla vittoria subentrano inevitabilmente nel tifoso, ma anche nel giocatore, già di per se allietato dal sostanzioso emolumento. Discorso diverso quando si salga sul ben più ambizioso palcoscenico della Champions League, trofeo che i bianconeri non riescono a raggiungere da ben 23 anni e mezzo! vedi allora i prodi ronaldiani correre come gazzelle contro i materassai di Madrid, gli aspirinati di Leverkusen ed i dopolavoratori ferroviari di Mosca, e sciorinare prestazioni ben al di sopra della media generale. Vedi poi piovere sui prodi grappoli di plausi e lodi. Li ammiri tronfi e carichi d’orgoglio. Quando il Campionato riparte si cade però in una semi-depressione apatica, alienante e mortifera. Il segno più evidente è l’attuale presenza-assenza di CR7, il passo lento ed il ritmo blando, eppur, in genere, in assenza del Chiello, è lui che suona la carica. E che carica! ed allor non c’è Sarri o sarrismo che tengano, linee tecnico-tattiche, politiche o di tendenza. Se manca l’uomo con le sue aspirazioni orientate alla bellezza ed improntate d’eterno, se manca lo spirito, il morale, tutto diventa più complicato e maledettamente diffcile! si aggiunga che il Genoa ed il genoani da 115 anni circa a questa parte han sempre visto nei bianconeri l’avversario da battere. 1-1 finì il primo Juventus-Genoa della storia, giocato il 2 aprile 1905. I bianconeri non riuscirono a battere i rossoblu, allora già campioni d’Italia per 6 volte, eppure, per la classifica del girone finale, Madama riuscì nell’impresa d’aggiudicarsi il primo titolo tricolore della storia proprio ai danni del Grifone. Ciò la dice lunga circa l’atavica rivalsa. Maurizio Sarri, il cui gioco sfavillante ed aggressivo, fa perno proprio sul ruolo di regista di centrocampo, deve fare a meno della quantità e qualità fornita dal gioco di Miralem Pjanic, il vero ed unico regista e metronomo di Madama, appiedato da un infortunio al bicipite femorale. Maurizio Sarri propone il fluido 4-3-1-2 con: Buffon; Cuadrado, Bonucci, Rugani, Alex Sandro; Khedira, Bentancur, Matuidi; Bernardeschi; Dybala, Cristiano Ronaldo. Il neo-genoano Thiago Motta risponde con il suo moderno 4-2-3-1, con: Radu; Ghiglione, Romero, Zapata, Ankersen; Schone, Cassata; Pandev, Agudelo, Kouame; Pinamont. Arbitra il giovin ed ingenuo Giua di Calangianus. Lo qual stranito e nervoso d’improvviso fischia: è partita! 4′ Bernardeschi ci prova su un lancio lungo di Bonucci: Radu esce bene. 11′ gran sinistro di Bernardeschi dalla distanza: palla alta come al solito. 12′ ci prova Pinamonti, Buffon si allunga e salva. 17′ tiro da fuori di Dybala, Radu devia sopra la traversa. Vantaggio vicinissimo. 25′ punizione di Schone, Zapata spizzica di testa: palla fuori. 32′ Ronaldo tira dalla distanza e sfiora il vantaggio: Radu para. 34′ Dybala s’incunea palla al piede tra le linee sul centro-destra, dribbla vari avversari entra in area e piazza la palla verso il palo lungo. Radu s’allunga felineo e para miracolosamente. 36′ angolo per i bianconeri, Bonucci stacca di testa ed anticipa di pochissimo l’uscita alta a pugni tesi di Radu: è gol. Old Lady in vantaggio! 39′ tiro di Schone su punizione: Buffon s’allunga sulla sinistra e para in tuffo. 41′ tiro di Kouame, la conclusione fortuitamente autorimpallata beffa Buffon con strano effetto a foglia morta. 50′ Cassata per mezzo secondo trattiene Dybala, Giua estrae il secondo giallo. Il giocatore rossoblù è costretto a lasciare il campo. 58′ dalla panchina rossoblù viene espulso Marchetti, quasi omonimo all’umil scribacchino presente. 60′ affondo e conclusione da fuori di Dybala: palla debole che finisce tra le braccia di Radu. 65′ ci prova ancora Dybala: conclusione deviata. 71′ importante giocata di Bernardeschi che tira forte ed angolato dal limite: la conclusione, sul primo palo, viene deviata da Radu in angolo. 74′ affondo ed assist perfetto di Dybala, Ronaldo colpisce di testa: palla fuori di pochissimo. Che jella! 80′ parte Douglas Costa da destra, s’accentra e tira di semi-esterno sinistro: la palla gira ad uscire ma esce di pochissimo. 87′ riparte veloce il Genoa in contropiede. Ripiega rapidamente Rabiot che, non fidandosi della propria capacità di recupero, va subito in affondo col tackle da dietro su Gumus: palla o gamba!? gamba! il francese, già ammonito, viene espulso. 93′ Cuadrado, dopo insistita azione bianconera, scodella in mezzo da destra, sbuca Ronaldo come un falco e calcia in rete. CR7 esulta, ma il VAR ricaccia l’urlo in gola a lui e ad un intero popolo: è fuorigioco di mezzo metro. Sembra la fine, pareggio scritto e Inter che ri-scavalca la Juve. 94′ ultimissimo minuto, anzi ultimissima azione: la palla vien calciata in avanti, servito CR7 in area sulla destra, questi finta e di tacco rientra per aprirsi il tiro della disperazione sul sinistro. Sanabria abbocca e lo sgambetta. CR7 si lascia un po’ andare ma il penalty appare evidente ed il giovin Giua fischa sicuro. Rigore per la Juve. 95′ attimi di trepidazione, CR7 sul punto di battuta, osserva Giua ed il suo fischietto che zuffola forte. Parte il tiro radente, teso ed angolatissimo: gol! Juve in vantaggio all’ultimo respiro. Poi Giua, colto da insensato senso di colpa, prolunga il match di altri due minuti. Il Genoa fa in tempo a buttare una palla in area, Cuadrado sbraccia ed un genoano cade a terra. Per Giua non è rigore nonostantre l’improvvido rimorso. Cala il sipario su d’un match a tratti giocato dalla Juve, combattuto in trincea dal Grifone, schiodato nel finale da un redivivo CR7, riemerso da un tunnel nebuloso in cui s’era inpiegabilmente intrufolato lui e il resto dell’equipe.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
BUFFON 7: gran parata sulla punizione di Schone. Peccato che nell’azione successiva becchi il gol beffa di Kouame, che riesce col destro ad autorimpallarsi la palla sulla propria caviglia sinistra, impennare la stessa con strano effetto e spiazzare anche il più esperto dei portieri in circolazione.
CUADRADO 7,5: prosegue lo stato di grazia del colombiano. A proposito di partita: che si sia porato una grossa partita dal paese natio?
BONUCCI 7,5: gran partita del Leo, che sale in cattedra sul più bello, trascinando i suoi all’ultimo assalto.
RUGANI 5: timido ed in ritardo di condizione e sull’avversario. Ovviamente a causa del non giocare mai. Le colpe non sono solo sue.
ALEX SANDRO 6: meno propositivo che nelle ultime tre partite. La squadra torna ad essere di conseguenza scogliotica e tutta ripiegata sulla corsia di destra nel suo sfogo offensivo, là ove furoreggia un onnipresente Juan Cuadrado.
KHEDIRA 5: in vistosa parabola discendente. Poco volitivo e parecchio marmoreo.
RAMSEY 4,5: ancora parecchio lontano dalla buona condizione, entra e aumenta l’entropia del già entropico sistema Juventus.
BENTANCUR 5: gioca semplice e veloce, ma un vero regista deve saper dettare tempi e gioco ed andare di verticalizzazione provvida ed improvvisa, cosa che il pur giovane’uruguagio dimostra di misconoscere.
MATUIDI 5: i limiti tecnici d’impostazione in allungo sulla fascia sinistra si sommano ai medesimi limiti di Alex Sandro. La fascia mancina pare terra di nessuno. Quando entra Rabiot, qualcosa ivi cambia.
RABIOT 5: e pensare che entrando aveva cambiato il volto della partia. Due sue incursioni sulla sinistra avevano creato scompiglio in una retroguardia che fino ad allora aveva pensato soprattutto a difendersi dagli attacchi sulla corsia opposta. Poi due suoi falli ingenui in ripiegamento lo hanno costretto all’uscita dal campo causa doppia ammonizione, lasciando sulle spalle di CR7 tutto il peso dell’assalto finale.
BERNARDESCHI 5,5: mezzo punto in più rispetto alla norma di rendimento stagionale del carrarese. Il ruolo di trequartista, che Sarri sta ritagliando sul giovane, comincia a dare qualche frutto in termini di presenza al limite dell’area avversa. Le conclusioni e gli assist del Berna sono però ancora inguardabili.
COSTA 5: ha pochi minuti per provare a mettere il turbo ad una Juve giù di giri. Ci prova con scattino centrale ai minimi storici e tiro sbalengo con giro inverso.
RONALDO 7: si sveglia nel finale mettendoci anima e corpo. Sfiora il gol in un paio d’occasioni, ne segna uno irregolare per pochissimo e si procura indi realizza il rigore all’ultimo assalto.
DYBALA 7: sfiora una rete nel primo tempo che, se realizzata, dopo perentorio e prolungato assolo personale, avrebbe fatto crollare la Curva Scirea. Ottime le giocate al servizio della squadra.
SARRI 6,5: nel finale gioca sulla rabbia agonistica di Costa, Rabiot e Rasmey, troppo a lungo lontano dai giochi, e sull’orgoglio dei vecchietti, CR7 e Bonucci in testa. Certo Rabiot è un po’ troppo arrabiot e si fa espellere.
ARBITRO (Sig. Antonio Giua di Calangianus) 5: sembra partir bene ammonendo il giusto. Col proseguio del match eccede un po’ andando ad espellere Cassata appena oltre l’alba del secondo tempo, venendone a condizonare non poco l’andamento, specie a sfavore dei bianconeri che non riescono più a trovare varchi nel fortino conseguentemente predisposto dal Motta.
Voster
Giuseppe Marchetta




