JUVENTUS – UDINESE 4-0 e Dybala fuoriclasse. Di Giuseppe Marchetta

All’alba della mia vita scolastica la parola “Fuoriclasse” esprimeva per me un concetto ben preciso: esser spediti dalla maestra, come d’acchito, fuori dalla mia classe. E ciò accadde di fatto talvolta a qualche mio compagno. Molto più drammatico il termine quando, frequentando la scuola media inferiore, la spedizione avvenne proprio a me sottoscritto, reo insieme al mio compagno di banco, secondo la prof. di musica, d’averla presa in giro durante un troppo dindonante solfeggio che costò ai due colpevoli una sonante e reciproca testata. Cominciai a percepire, appena oltre il ciclo della scuola dell’obbligo, cosa significava effettivamente “Fuoriclasse”, quando vidi e rividi le movenze futbolistiche di Monsieur Michel Platini da Joeuf. Mai avevo ammirato un essere del genere e, siccome al futbol me la cavavo benino anch’io, ben presto cominciai ad imitarlo: nelle movenze, nello stile, nei lanci rapidi e sicuri in back spin, d’esterno e d’interno destro, nei gol da fuori, in estirada, di testa in stacco e poi in tuffo, su punizione, su rigore, e nell’esultanza mai troppo effervescente, nel rispetto dell’avversario appena mazziato. Ma anche nel sapersi inserire perfettamente nei meccanismi già oliati della Juve di Trapattoni dei 6 Campioni del Mondo e mezzo, nella grandissima vocazione al dialogo in campo sullo stretto e pure nel largo, nel sapere essere vincenti e trascinatori. Per gli amici divenni pure io un piccolo “Fuoriclasse”. Quando mi fecero notare che Diego Armando Maradona doveva per forza esser più “Fuoriclasse” del francese, osservandolo bene, non vi credetti mai, ma in compenso compresi ancor meglio il significato del termine, ossia: “Fuoriclasse” è chi è capace di eccellere avendo doti speciali rispetto a quelle di altri atleti che praticano lo stesso sport, ma per estensione, anche, chi, essendo particolarmente bravo ed intelligente, si dimostra più dotato degli altri nei campi più variegati, e le doti le sa mettere in pratica finalizzando la sua capacità ed il suo servizio ad un bene comune più grande rispetto al verde del proprio giardino. In tal senso Platini, come da subito avevo intuito imitandone il carisma, era mille miglia più meritavole di tale definizione rispetto a Maradona o a chiunque altro. All’epoca si avvicinava di molto a Michel un certo Arthur Antunes de Coimbea, detto Zico. In precedanza direi Johann Crujiff e Manoel Francisco dos Santos, al secolo: Garrincha. In seguito venne Roberto Baggio da Caldogno, che amava e rappresentava in sé e per sé la bellezza tout court. Quindi fu il tempo di Alessandro del Piero da Conegliano, quindi quello perdurante di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo da Madeira. Or ora la sensazione tangibile ed evidente è che sta per deflagrare il tempo di Paulo Dybala da Laguna Larga detto la “Joya”. E se alfin arriverà l’impresa dell’ennesimo scudetto di fila. l’ennesima impresa, la nona sinfonia, sarà pure Inno alla Joya! il Dybala visto contro l’Udinese, seppure in Coppa Italia, è sembrato devastante e comunque in grado d’assurgere a vero e proprio leader del gruppo, trascinado i suoi a giocare a testa alta, dialogare nello stretto, tentare la giocata di fino, sempre finalizzando il tutto al bene del compagno e della squadra. Ne è uscito un meraviglioso dialogo col compatriota Higuain, un perfetto assist al Pipita, un rigore calciato alla sua maniera: freddo, rapido, preciso; un gol d’autore direi delpieriano ma dal lato e col piede opposti. Ed infine il garbo condito di classe pura e cristallina di cedere l’incombenza del secondo rigore allo sfortunatissimo Douglas Costa, rinunciando alla tripletta personale ma contribuendo in larga sostanza al recupero psico-fisico di un altro grande campione che alla Juve stava mancando. Per l’occasione Maurizio Sarri si sforza di fare un po’ di turnover, quasi come imposto dall’alto, su, su, fin dalla Trilaterale. Sicchè lascia in panca Szczesny, Cuadrado, Bonucci, Pjanic, Matuidi ed a casa Ronaldo, con la scusa della febbre. E così schiera: Buffon; Danilo, Rugani, De Ligt, Alex Sandro; Rabiot, Bentancur, Bernardeschi; Dybala, Higuain, Douglas Costa. Gotti risponde col 3-5-2, ed in dettaglio con: Nicolas; Opoku, De Maio, Nuytnick; Ter Avest, Walace, Jajalo, Barak, Sema; Teodorczjk, Nestorovski. Arbitra Gianluca Aureliano di Bologna che è aureliano anche nel modo d’impettirsi e porsi al centro del campo, dominare la situazione e fischiare come d’acchito: si parte! 8′ Dybala serve Higuain, che prova il tiro verso la porta ma viene anticipato. 9′ su cross morbido da destra sul secondo palo, Higuain prova la girata in acrobazia: la palla finisce di poco alta. 16′ Dopo una serie di 7 scambi di prima nello stretto, Dybala serve Higuain che, solo davanti al portiere, non sbaglia. 1-0 e palla al centro! 20′ Bernardeschi ci prova su punizione da mattonella non sua, bensì dell’assente Pjanic. Ha una sola opzione: palla sopra la barriera, ma la palla finisce alta non di molto. 25′ Bernardeschi ha un inserimento centrale improvviso in area palla al piede e viene fermato in uscita bassa disperata da Nicolas, che prende i piedi del numero 33: l’arbitro assegna il calcio di rigore. 26′ Non sbaglia Dybala dal dischetto, icrociando forte, radente ed a fil di palo, nonostante il giusto intuito di Nicolas: raddoppio bianconero. 40′ Clamoroso palo di Bentancur, che tenta la gran conclusione a giro sul secondo palo da fuori ma è sfortunato. Quindi Aureliano aurelianamente gonfia il petto e zuffola forte mandando tutti al riposo. Sarri gongola nel vedere il suo giocattolino finalmente funzionare. Gotti vorrebbe passare al ciclismo come il grande ed omonimo Ivan. Si riparte. 54′ Segna Higuain dopo un tiro di De Ligt respinto da Nicolas, ma il Var lo annulla per posizione di fuorigioco di un tacchetto del difensore olandese mentre questi tenta di rientrare. 57′ Eurogol di Dybala, che avanza da destra, entra in area e, con un gran palombella a giri contati, indirizza verso l’incrocio del secondo palo, verso cui si lancia Nicolas che arriva a toccare la palla impazzita ma non riesce a salvare. 59′ Alex Sandro prova il gran tiro da fuori, Nicolas respinge ma la palla rimane in area: Rugani tira e Nuytinck colpisce con il braccio. L’arbitro assegna il rigore. 61′ Douglas Costa non sbaglia imitando il tiro della Joya: è 4-0. 73′ Ci prova ancora Higuain, ma Nicolas si oppone. 78′ Punizione di Bernardeschi perfetta a giro da sinistra sul primo palo e sulla testa di Rugani, che colpisce un clamoroso palo. Quindi Aureliano gonfia il petto e fischia tre volte. E’ finito un icontro divertentissimo dominato da una Juve divertente che s’è divertita a giocare ed ha divertito pubblico e numerosi telespettatori. La goduria vera è la chimica applicata instauratasi ormai tra il Pipita e la Joya. Godimento puro.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
BUFFON 7: costretto agli straordinari in una sola occasione ove mantiene il clean sheet.
DANILO 5: unico elemento negativo di una partita giocata da tutti scioltamente. Lui che è brasiliano, ed in tal senso dovrebbe farla da mestro, è il più compassato, financo ingessato.
RUGANI 6,5: è da un bel po’ che non mette il muso in campo ed il fatto di giocare la sua onesta partita lo pone alla ribalta.
DE LIGT 6,5: discreta regia difensiva ove bada al sodo. Gioca bene d’anticipo.
ALEX SANDRO 6: bene in difesa, meno in avanti, come spesso ormai.
RABIOT 7: in evidente crescita psico-fisica. Fa bene Sarri a dargli fiducia che il francese ripaga con grinta e voglia. Ha margini di miglioramento.
RAMSEY 7: bene nei pochi minuti che gioca sperimentalmente da mezzala destra che spesso in Premier rappresentava il suo ruolo naturale.
BENTANCUR 6,5: regia semplice e sincera. Velocizza il gioco molto più di Pjanic e la Juve ne giova enormemente.
BERNARDESCHI 6,5: gioca sperimentalmente da mezzala destra con applicazione e costrutto. S’inserisce bene in area una volta, centralmente ed improvvisamente, come appunto da mezzala, e si procura un sacrosanto rigore. Lui e Sarri continuino così, potrebbe essere la strada giusta.
DYBALA 9: gioca da fuoriclasse, forse per la prima volta in tutta evidenza. Duetta con estrema intelligenza ed altruismo con il compatriota ed amico Higuain, gli serve un assist fantastico e platiniano, segna un rigore alla Ronaldo ed un golasso con palombella a giri contati del tutto delpieriano.
PJACA 6,5: pochi minuti per dimostrare di voler venire anche lui. sperando che Sarri non risponda: “no, tu no!”.
HIGUAIN 8: spalla ideale per il grande Dybala. Segna un gol fantastico da condividere con la Joya, al termine d’un duetto fatto di 7 tocchi di prima irripetibile e meraviglioso. Gli annullano un altro gol perchè il Varista fa uso di microscopio.
DOUGLAS COSTA 7: sta cominciando a ritrovare il suo scatto felino e la sua forma. Presto se ne vedranno delle belle.
CUADRADO 6: mette in mezzo un paio di palloni interessanti.
SARRI 8: finalmente sarrismo totale. Si spera nella continuità in test ben più probanti. Piacciono i numerosi esperimenti visti in campo: Bernardeschi mezzala destra, Costa ala sinistra, Dybala con partenza larga a destra e poi a stretto contatto col Pipita, Bentancur regista, la coppia di centrali giovani e tempestivi De Ligt-Rugani ed infine Ramsey mezzala destra. Mi piacerebbe vedere più spesso mosse in controtendenza magari a partita ben più importante ed in corso d’opera, onde risultare maggiormente camaleontici ed imprevedibili. Magari, perchè no, in una finale di Champions….
ARBITRO (Sig. Gianluca Aureliano di Bologna) 7: fischia 2 rigori alla Juve. Di questi tempi ci vuole coraggio!
Voster
Giuseppe Marchetta




