JUVENTUS – VERONA 2-1 e l’ allergia di Sarri al Turnover. Di Giuseppe Marchetta

Fino ai primi anni ’90 del secolo scorso, la parola “Turnover” in Italia aveva assunto un unico significato, ovvero avvicendamento della forza lavoro addetta a un processo produttivo; anche, sostituzione, mediante nuove assunzioni, del personale che ha cessato il rapporto di lavoro. Fu Fabio Capello da Pieris a darne nuovo e ben più pesante ed universale significato, quando, fin dai suoi esordi sulla panchina del Milan berlusconiano e glorioso, stagione 1991-92, cominciò a far ruotare tutti i giocatori della foltissima rosa a disposizione per comporre l’undici titolare da mandare in campo, sia in Campionato, sia in Champions League. Era per lui e per quel Milan una necessità impellente, dal momento che il vanaglorioso Berlusca, fin da subito, avrebbe voluto vincere tutto quel che c’era in palio. E si sa in Italia, più che in altri paesi, la pressione sui giocatori è notevolissima e poter riposare a turno, di tanto in tanto, non può che fare bene ai giocatori stessi e quindi alla rosa intera. D’altra parte la rosa stessa d’altissima qualità poteva consentire a Don Fabio la riuscita della scommessa. Sicchè nel 1992-93, grazie soprattutto al Turnover, il Milan capelliano sfiorò l’impresa di aggiudicarsi sia lo Scudetto, poi vinto, sia la Champions, persa in finale malamente contro il truffaldino Marsiglia di Bolì, Deschamps, Desailly, Boksic e Voller. Centrò invece la gloria nella stagione successiva vincendo entrambi i trofei. Il testimone di Mister Turnover venne virtualmente consegnato al viareggino Marcello Lippi che lo portò per circa 8 anni, sedendo sulla panchina della Juventus, rilanciata dall’audacia e dal potere dell’Avvocato e dall’onnipotenza della Triade Bettega-Moggi-Giraudo. Quella dirigenza non ci stava più a reggere il moccolo sulle splendide vittorie rossonere ed avrebbe voluto quantomeno emularne la classe e lo splendore. Lippi fu preso per vincere tutto e il Marcello nazionale s’adeguò fin da subito, grazie soprattutto all’ingente uso del Turnover. Grazie a quello alla prima stagione, la 1994-95, la Juve lippiana e cocciuta s’aggiudicò il Double Scudetto-Coppa Italia a spese del Parma, venendo superata però in finale di Coppa UEFA dagli stessi gialloblu, o bianco crociati, del mitologico Nevio Scala. Il Testimone passa quindi nelle mani di Carletto Ancellotti che, alla sua seconda stagione al Milan berlusconiano, nel 2002-2003, vince Coppa Italia e Champions League, finendo 3° alle spalle di Juve ed inter. Quindi il testimone va a Josè Mourinho il quale, alla sua terza stagione all’Inter di Moratti bis, la 2009-10, grazie ad un astutissimo Turnover, s’aggiudica addirittura il Triplete, il primo ed unico (per ora) nella storia del futbol italico: Scudetto, Coppa Italia, Champions. Arriva poi la Juve di Conte, il quale, a dire il vero, non ci sa fare molto col Turnover. Arriva certo a sfiorare il Double alla prima stagione sulla panca bianconera, nella 2011-12, aggiudicandosi lo Scudetto ma cedendo in finale di Coppa Italia di fronte al Napoli di Walter Mazzarri, ma poi vince solo Scudetti e deludendo ampiamente nelle altre competizioni durante le stagioni successive. Ma il vero re del Turnover è Massimiliano Allegri da Livorno. Giunto in bianconero a sostituire proprio Conte, Allegri arriva a giostrare sapientemente tutti i giocatori in rosa e, per ben quattro anni consecutivi, record assoluto nell’Europa che conta, s’aggiudica il Double Scudetto-Coppa Italia, sfiornado in due occasioni addirittura il Triplete, venendo però sconfitto in finale di Champions da Barcellona (2015) e Real Madrid (2017). Ora lo scettro del Turnover è nelle mani di Maurizio Sarri da Napoli, il quale proprio nella sua città natale ha già dato ampia dimostrazione di non saperne, o meglio, non poterne usare. Ora che è alla Juve, tutti, tifosi, stampa, dirigenti, giocatori, gli chiedono uno sforzo ulteriore: all’alba dei suoi 60 anni dovrebbe imparare come un ragazzino a fare quello che non ha fatto mai: il Turnover. Lui s’è già espresso, quasi sulle difensive: “il Turnover per il momento non si può fare, chè la squadra è ancora in fase di costruzione tattica”. E nelle prime 4 uscite stagionali non lo ha fatto. S’è dovuti giungere alla quinta prova, la più difficile, contro il modesto Verona di Juric, ma a soli 3 giorni dopo la terribile trasferta di Madrid contro i materassai del Cholo Simeone. S’è dovuto adeguare anche lui che pare non voglia adeguarsi mai, ad eccezione delle modaiole marcature a zona sui piazzati a sfavore. S’è adeguato ed ha buttato in prima linea 5 facce nuove su 11 rispetto a Madrid, ovvero ha alfin schierato: Buffon; Danilo, Bonucci, Demiral, Alex Sandro; Ramsey, Bentancur, Matuidi; Cuadrado, Dybala, Ronaldo. Juric ha risposto col suo 3-4-2-1, ovvero: Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic; Verre, Zaccagni; Di Carmine. E’ pronto ad arbitrare La Penna e scrivere la storia. E’ lui che ad un certo punto fischia deciso: si parte! 1′ subito Cuadrado alla conclusione: tiro alto sopra la traversa. 14′ conclusione centrale di CR7dal limite di poco alta. 16′ primo cartellino della gara: ammonito Kumbulla. 17′ Ronaldo atterrato in area da Faraoni: per l’arbitro non è rigore. 19′ ironia della sorte: sul ribaltamento di fronte, Demiral affonda goffamente Di Carmine nella propria area: rigore per l’Hellas. 20′ Di Carmine si fa ipnotizzare da San Buffon e prende il palo, sulla respinta Lazovic prende in pieno la traversa. Sullo sviluppo della stessa azione Demiral allontana sui piedi dell’ex Genoa Veloso che controlla e spedisce sotto al sette col mancino, Buffon può farci poco. 30′ ancora CR7 dal limite, questa volta la palla si spegne a lato. 32′ assist di Ronaldo per Ramsey che calcia da lontano e, complice una deviazione, supera Silvestri! 1-1. Primo gol del gallese su suolo italico. Primo di una lunga serie? si vedrà! 34′ ammonito Faraoni per fallo proprio su Ramsey. I bianconeri, ora incitati da Sarri, tentano di aumentare il ritmo per trovare il vantaggio. 39′ lancio di Danilo indirizzato a Ronaldo, Kumbulla è preciso nell’anticipare il portoghese. Si lotta a centrocampo, diversi i contrasti in questi primi 40 minuti abbondanti. Sono soprattutto i bianco-crociati a menare sui garretti. 44′ percussione di Matuidi che poi si infrange contro la difesa scaligera. Poi La Penna manda tutti a bere il fatidico thè. Juric ci crede e sprona i suoi a tener botta, anzi a dare qualche botta in più. Sarri mugugna e cerca complicità nei suoi. Si riparte. 46′ subito tiro di Di Carmine, corner per il Verona. 48′ Gunter commette fallo in area su Cuadrado lanciato in area sul vertice destro. Rigore per la Juve! 49′ va Ronaldo alla battuta dal dischetto e lui non sbaglia: Silvestri spiazzato nonostante la centralità del tiro. 51′ cambia Sarri: Pjanic per Bentancur. 53′ Dybala dalla distanza, conclusione fuori. Bianconeri molto propositivi in questo avvio di secondo tempo. 56′ Ramsey lavora bene e mette in mezzo un bel cross ma nessun compagno intercetta, rimessa del Verona. 58′ il Verona ora prova a metter la testa nella metà campo avversaria. 59′ Verre lascia il posto a Pessina. 61′ Sarri risponde rilevando Ramsey per Khedira. 62′ conclusione velenosa di Zaccagni, Buffon para, come un ventenne, in tuffo plastico. 66′ Cross basso velenoso di Cuadrado, Ronaldo non ci arriva. 69′ occasione clamorosa per Di Carmine che da due passi non riesce a insaccare! 73′ Zaccagni lascia il posto a Tutino. 74′ problemi per il Pipita dopo un colpo involontario al volto a seguito di mischia in area. 72′ ultimo cambio per la Juventus: Higuain prende il posto di Dybala. 78′ tiro-cross scaligero, Buffon si rifugia in corner. 79′ Higuain non ha recuperato del tutto il colpo subito prima e ora si accascia a terra. 81′ dopo le cure dello staff medico torna in campo, applausi per lui. 84′ percussione centrale ed audace di Bonucci con conclusione dai 30 metri che termina alto di molto. 85′ ultimo cambio per il Verona: Pazzini prende il posto di Amrabat. 86′ ammonito Juric per proteste. 90′ prima Lazovic si fa parare un bel tiro da Buffon, poi Veloso calcia di potenza centrando il legno! 90′ cinque minuti di recupero! 91′ Matuidi di testa, pallone fuori. 94′ Matuidi s’invola sul centrosinistra, caracolla, sta per entrare in area e viene steso in ultimo da Kumbulla! secondo cartellino giallo per il giocatore, scaligeri in 10! 95′ è finita! la Juventus batte il Verona per 2-1, ma che fatica! non s’è visto un benchè minimo sprazzo di gioco sarriano, il che da ragione allo stesso Sarri il quale, del Turnover, per l momento vorrebbe farne del tutto a meno.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
BUFFON 7: la sua aura di leggenda alleggia sullo Stadium e, dai suoi occhi ipnotici, finisce in quelli di Di Carmine che, dal dischetto, ha un sussulto e calcia maldestramente sul palo. Uscite alte sicuramente più sicure di quelle del compare polacco.
DANILO 5: lavoro oscuro il suo. Si vede poco e male in avanti, poichè serve malamente CR7 in un paio di traversoni completamente fuori misura. Da rivedere.
BONUCCI 6: fa gli straordinari cavandosela dignitosamente. Si sgancia in avanti alla Scirea in un paio d’occasioni.
DEMIRAL 4,5: appare assai incerto e procura contro i suoi un rigore goffo e sciocco.
ALEX SANDRO 5,5: altro componente chiamato agli straordinari. Dovrebbe rifiatare un tantino.
RAMSEY 7: alla sua prima gara da titolare si disimpegna alla grande, segnando un bel gol con stoccata dal limite e dialogando con profitto coi compagni. Esce tra gli applausi.
PJANIC 5: gioca nel finale apparendo nervoso e stanco, quindi falloso e deleterio per i suoi.
BENTANCUR 4,5: per l’umil scriba presente non sembra aver margini di crescita. Ha profonde lacune come visione di gioco e negli inserimenti verticali. Questo, per un centrocampista, è un male importante e poco risolvibile.
KHEDIRA SV: gioca pochissimo per poter dar saggio della sua saggezza tattica.
MATUIDI 7: superando Cuadrado ora l’uomo più in forma è lui.
A tratti imprendibile gode di freschezza ed entusiasmo. Continui così.
CUADRADO 6: in fase calante. Del resto solo 3 giorni prima ha dato tutto.
RONALDO 6: conclude la metà del solito, però fornisce l’assist del pareggio e segna il rigore del vantaggio. Decisivo come sempre.
DYBALA 6: gioco un anonimo primo tempo, ma si riscatta nel secondo con belle giocate e ottimi duetti con CR7.
HIGUAIN SV: entra nel finale, si fa male al naso e s’annienta subito di conseguenza.
SARRI 5: dimostra la sua allergia al Turnover.
ARBITRO (sig. Federico La Penna di Roma) 6: stavolta non scrive la storia apparendo nè carne nè pesce.
Voster
Giuseppe Marchetta




