La frenata e la crisi profonda. Di Lapo De Carlo

La 9° giornata di Campionato è andata come avevamo previsto, se possibile anche più uniformemente di quanto si immaginasse. Nell’articolo pubblicato sabato mattina su Sportnews: “Rischi per Inter, Juve e Napoli” avevamo dato una buona ragione per credere in una frenata delle big.
È andata esattamente così, con una percentuale di colpa che l’opinione pubblica ha attribuito più ad una o all’altra squadra. Per una parte della critica colpe maggiori per l’Inter, che ha sprecato una grande chance per superare i bianconeri, visto che giocava in casa, per altri più rimpianti per la Juve che ha una rosa più profonda e giocava contro un avversario che in casa non ha ancora vinto una volta, il resto attribuisce al Napoli più responsabilità per aver giocato un match al di sotto del proprio standard in casa di una tenace ma non irresistibile Spal.
Le attenuanti per l’Inter sono che ha avuto un giorno in meno di riposo, due rigori a favore non visti e il gol di Gervinho in un fuorigioco scovato troppo tardi. Tante situazioni sfavorevoli ma il gioco scadente del primo tempo e quello più vivace ma confuso del secondo, pur ricco di occasioni sprecate, ha spinto il pubblico e la società a non crearsi alibi. Conte ha parlato di rosa corta, errori che con la società, in vista della prossima stagione, non dovranno più essere commessi e, deponendo le armi, di una impossibilità a lottare su due fronti. Un fatto che si era già notato in precedenza ma che l’entusiasmo per il ruolino di marcia in Serie A, aveva omesso a favore di una impraticabile lotta scudetto per la quale l’Inter non è ancora pronta. La Juve è ancora la squadra da battere, anche se tallonata dai nerazzurri ma la frenata in casa del Lecce non è banale. L’ambientamento di De Ligt, la dissolvenza di Bernardeschi, la fatica di Rabiot in una giornata in cui mancava Cristiano Ronaldo, denuncia che manca un po’ di personalità.
Il Napoli, dopo l’entusiasmante vittoria a Salisburgo, ha giocato una partita senza grande ritmo e ha perso per un grave infortunio Malcuit (lesione al crociato anteriore). Manca un gioco riconoscibile, c’è un’involuzione che sarà interessante capire se solo temporanea e ha un’origine endogena o se è un tipo di situazione che avviene in un momento in cui il calendario offre una gara ogni tre giorni.
Chi entusiasma più i tutti è l’Atalanta. Il Leicester italiano ha strapazzato l’Udinese rifilandole 7 gol e candidandosi ad un torneo senza limiti. Lo scudetto è una parola naturalmente impronunciabile ma nel calcio ci sono stagioni anomale su cui il destino conta molto.
In crisi nerissima è invece il Milan che va sempre più giù e ha un calendario preoccupante. La sconfitta con la Roma ha messo ulteriormente a nudo l’impalpabilità di alcuni giocatori, l’involuzione di altri e la drammatica sensazione che la squadra non possa fare molto più di così. Donnarumma e Theo Hernandez tra i migliori e in fondo perdere con la Roma ci può stare ma intanto la classifica diventa mortifera e i rossoneri si stanno facendo risucchiare. La partita con la Spal è molto importante, perché sabato a San Siro arriva la Lazio, poi la Juve allo Stadium e il Napoli al Meazza.
Pioli dovrà fare qualcosa di più e forse anche di radicale per ribaltare un tavolo con carte davvero brutte.
(Credits: Getty Images)
Lapo De Carlo Sportnews




