La giovane Italia di Roberto Mancini. Di Emanuele Perego

Roberto Mancini è un libero pensatore, un tecnico moderno, non legato in maniera maniacale al modulo e agli schemi.
Da calciatore è stato un benevolo “ribelle”, fuori e dentro il green, poco avvezzo ai reticoli stringenti e costrittivi.
A differenza dei suoi predecessori è malleabile e accomodante dal punto di vista tattico, più pervicace e tignoso nei rapporti con lo spogliatoio.
E’ forse l’anno zero. Parlare di rifondazione avrebbe dei caratteri limitativi, sarebbe inopportuno e inappropriato: non è la ricostruzione, ma una fase di fondazione per gettare le basi del futuro.
Con l’avvento di Roberto Mancini si apre una nuova stagione per la Nazionale italiana.
Dopo i tentativi mancati di restaurazione, il tecnico jesino tenta il rinnovamento.
Si chiude definitivamente con strascichi il ciclo di Italia 2006: il superman Gigi Buffon, il gladiatore Daniele De Rossi e il gigante di Fiesole Andrea Barzagli abdicano per raggiunti limiti di età.
Il 14 maggio del 2018 Roberto Mancini è ufficialmente il nuovo CT dell’Italia. Nelle 10 partite finora disputate la cloche azzurra colleziona 4 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. Le reti realizzate sono 10, quelle subite 8.
A distanza di quasi un anno il Mancio appronta con coraggio e baldanza un nuovo corso formato da giovani interessanti e di talento, a cominciare dal debutto di Moise Kean, 18 anni, il primo giocatore nato nel Duemila a indossare i galloni da titolare con la giubba azzurra o il ragazzo del ’99 Nicolò Zaniolo.
Le scelte del CT sono il frutto delle prestazioni dei singoli nella stagione agonistica in corso. Sarà l’esperienza maturata oltreconfine (in Inghilterra, Turchia e Russia), che spinge Mancini a osare, a far debuttare giovani spavaldi senza remore.
In mediana le scelte ruotano attorno a Barella, Jorginho, Verrati, Pellegrini, Gagliardini, Cristante e Bonaventura.
E’ variegata e di qualità la lista degli esterni alti: Chiesa, Bernardeschi, Insigne, Politano, Berardi, Verdi e il fantasista Zaniolo.
Immobile, Zaza, Kean e qualche scampolo di partita per il sempre verde Quagliarella compongono la batteria d’attacco. Balotelli e Belotti sono sotto osservazione, mentre Pavoletti è l’alternativa.
La muraglia difensiva si poggia sulla coppia esperta Bonucci e Chiellini. I rincalzi sono Romagnoli, Rugani e Caldara.
Gli esterni bassi annotati sulla lista di Mancini sono Piccini, De Sciglio, Florenzi, Darmian, Biraghi, Criscito, Zappacosta e Spinazzola.
Infine, il baby Donnarumma conquista i guantoni da titolare, a discapito di Sirigu, Cragno, Perin e Meret.
La giovane Italia di Roberto Mancini.
Emanuele Perego www.lavocedeltrentino.it www.emanueleperego.it www.perego1963.it




