La Lite. Di Lapo De Carlo

La lite in diretta tra Massimiliano Allegri e Daniele Adani ha preso una dimensione che è andata oltre alla recinzione del dopo partita, si è avventurata in altre trasmissioni, articoli ed è finita persino nel programma di Fabio Fazio, dove il tecnico della Juventus era già ospite previsto (con grande soddisfazione del conduttore che ha potuto sfruttare anche l’incidente diplomatico con l’opinionista di Sky).
La litigata in diretta non è niente di nuovo per un mondo calcistico che, da anni, ha preso una deriva da cui non si esce più, anzi è accettato lo scontro verbale, anche se poi si cerca di ricomporlo.
Ma un’altra questione interessante è sulla differenza di culture, che mette un rappresentante del risultato contro un valorizzatore dell’estetica. Allegri ha un’organizzazione di gioco che sottintende la soluzione da uno schema ma non la bellezza nella composizione di un gioco durante i 90 minuti.
Adani ha rinfacciato ad Allegri queste parole della scorsa stagione dopo Inter-Juve: «Sento parlare troppo di teoria. Avete presente il basket? Perché nel basket hai 3” per pensare e allora dai la palla quello più bravo che tira. E nel calcio non fai lo stesso? Se vincono gli schemi allora perché Messi vale 150 milioni? Il calcio è semplice e voi non dovete renderlo complicato”. Così Adani, a distanza di un anno ha detto: “La Juventus non ha un piano B, se non gioca la palla su Mandzukic. Sento dire che non ci sono cambi. Avete visto chi ha fatto entrare l’Ajax? Ekkelenkamp, Sinkgraven e Huntelaar. Non puoi parlare dei giocatori infortunati in un confronto con l’Ajax. Hai fatto tre tiri in 180 minuti». «Abbiamo parlato in passato di “meritarsi” Ronaldo. Vi chiedo, la Juventus in queste partite si è meritata Cristiano? Un giocatore che ha fatto 15 giorni di cure e massaggi, è rientrato per essere al meglio in questi due appuntamenti e ha fatto gol sia all’andata che al ritorno».
I tifosi della Juventus sono divisi riguardo la permanenza dell’allenatore anche la prossima stagione, come è logico dopo aver vinto lo scudetto senza entusiasmo ed essere stati eliminati dalle rivelazioni d’Italia (Atalanta) ed Europa (Ajax).
Possiamo discutere poi sulla modalità del litigio ma resta il fatto che oggi il calcio si prende maledettamente sul serio, delimita gli spazi in cui è consentito fare critiche, rivolgere domande e persino argomentare.
In conferenza stampa la prima domanda è spesso, per necessità, ossequiosa, le televisioni e i giornali non vogliono perdersi una fetta di tifo e devono stare attenti a come scrivono, raccontano e commentano le prestazioni di ogni squadra. C’è anche la compiacenza dei tifosi, i quali se vedono attaccato un loro tesserato, reagiscono di conseguenza, prendendo le parti del loro rappresentante. Logico che in questo clima un atteggiamento come quello di Adani, ex calciatore, non esattamente uno tipo da scrivania teorico come afferma Allegri, venga percepito come un eretico, un eversore o, più prosaicamente, un presuntuoso.
Nello stesso consesso televisivo, oltre Adani ci son anche Costacurta, Pirlo, Del Piero, Cambiasso, Ambrosini, ecc…c’è da chiedersi se Allegri avrebbe avuto la stessa reazione con loro, considerando che anche loro non fanno gli allenatori e sono “teorici”.
La cosa avrebbe potuto comunque chiudersi nella stessa serata ma da Fazio Allegri ha ribadito che non accetta lezioncine e la storia sembra intenzionata a proseguire.
Buon divertimento.




