LECCE – JUVENTUS 1-1. Juve col morale basso ma perchè? di Giuseppe Marchetta

Mia nonna paterna diceva sempre in stretto dialetto piacentino: “al mùrél l’è tùt” ovvero “il morale è tutto”. Certo il termine “Morale” è di per sé un universo di senso e di significati. Le storie, le storielle, le favole, hanno una morale se hanno un senso. Per i latini antichi Morale significava, costume, atteggiamento comportamentale. Oggi la Morale è sinonimo di Etica, di comportamento, associato alla realtà sociale e politica. Il Morale è qualcosa di più profondo soggettivo ma di origine indubbiamente oggettiva. Il Morale è da identificarsi con quella forte spinta insita nell’animo di ogni uomo verso il compimento di sè e del proprio destino. Direi che è costutivamente connesso all’anima. In questo senso è oggettivo, poichè qualcun’Altro nell’atto stesso della creazione lo ha inserito in ogni individuo. Certo esso è intimamente corrispondente allo stato di salute spirituale e quindi anche psico-fisica. Per cui si dice che un soggetto ha il morale alto, pittosto che basso. La Juventus di Maurizio Sarri col suo modo spregiudicato ed offensivo, fatto di scambi ravvicinati e veloci a palla radente, con un ideale preciso di vittoria attraverso la bellezza e lo spettacolo, finalmente ha un’anima. Avendo un’Anima ha anche un Morale. Il Morale, dicevamo, è strettamente connesso allo stato di salute spirituale, ossia alla condizione dall’Anima stessa. Ma i condizionamenti sono molteplici a questo mondo. Dopo un filotto di partite pittosto toste ma vinte attraverso i cardini dell’ideale sarriano, ossia spregiudicatezza e bellezza, il Morale dei bianconeri saliva inevitabilmente verso le stelle, ma il condizionamento negativo che di volta in volta accompagna codeste escalation è il cosiddetto appagamento, specie se i risulati sono accompagnati da giusto plauso se non eccessiva lode. Insomma me l’aspettavo. Mi aspettavo che prima o poi la Juve sarebbe incappata in una gioranata storta, di quelle che non ti aspetti eppure che ti saresti in qualche modo aspettato, per quello che si diceva. E la giornata storta è arrivata. Maurizio Sarri forse se l’aspettava pure lui, tant’è che ha provato a rimescolare le carte non poco, tenendo a casa prefino CR7 e in panca Matuidi, Khedira, ed addirittura Juan Cuadrado, l’uomo del momento, momento che dura da inizio Campionato. Sicché Sarri schiera: Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, Bentancur; Bernardeschi; Dybala, Higuain. Coppola controbatte con uno speculare 4-3-1-2, ovvero: Gabriel; Meccariello, Lucioni, Rossettini, Calderoni; Majer, Tachtsidis, Petriccione; Mancosu; Farias, Babacar. Arbitra il sig. Paolo Valeri di Roma, lo qual è già sul terreno di gioco, osserva i contendenti e fischia forte: si parte! 2′ ci prova subito Emre Can, con un tiro che finisce sull’esterno della rete. 8′ Bernardeschi al limite dell’area piccola leccese non riesce a coordinarsi e non trova la conclusione: ci prova Dybala, ma viene ribattuto. 9′ tiro di Babacar ma Szczesny non si fa sorprendere. 9′ atterrato in area Emre Can, con Tachtsidis che gli fa uno sgambetto: Valeri non sanziona. 12′ Bonucci ci prova di testa su un angolo battuto da Dybala: palla alta. 16′ Higuain mette la palla in rete con perfetto diagonale di destro dopo un’ottima imbucata di Alex Sandro: il VAR, a seguito di attenta valutazione, annulla il gol per posizione di fuorigioco dell’argentino. 27′ Dybala sfiora ancora una volta il gol: a tu per tu con Gabriel, tira in porta, ma il portiere ci mette la mano e salva incredibilmente! 37′ Danilo cerca Bernardeschi in area, ma l’esterno non ci arriva: il brasiliano avrebbe anche potuto tirare in porta. Quindi Valeri manda tutti negli spogliatoi. Tuona Sarri ché ha visto i suoi giocare eccome ma da semi-vuoti, col morale incredibilmente basso e poca cattiveria. Li vuole più determinati agonisticamente e sempre sul pezzo. A Coppola invece non par vero d’esser ancora sullo 0-0. Avanti così. Si riparte! 48′ Valeri riguarda al Var un’azione, assegnando il calcio di rigore alla Juventus per un fallo di Petriccione su Pjanic. 50′ Dybala non sbaglia su rigore, nonostante i perditempo leccesi per le reiterate proteste: è 1-0 con palla radente nell’angolo alla sinistra del portiere giallorosso. 55′ passano soli 5 minuti, De Ligt tocca con il braccio pur non essendo largo, Valeri assegna il rigore. 56′ Mancosu spiazza Szczesny su rigore. 62′ Bernardeschi controlla la palla in modo sontuoso oltre la linea difensiva salentina, scarta il portiere Gabriel e, da posizione un tantino defilata ma a porta vuota, colpisce sciaguratamente il palo. 78′ mancino a giro di Dybala che sfiora l’incrocio dei pali. 82′ Higuain salta per provare il colpo di testa, Gabriel esce e lo travolge: il Pipita rimane a terra sanguinante. 96′ Cuadrado trova Higuain in area, il Pipita tira ma la palla finisce sull’esterno della rete. E qui la partita ha il suo termine. Fosse durata altri 10 minuti probabilmente la Juve avrebbe segnato il gol vittoria, ma i leccesi han fatto di tutto per rendere ingiocabili gli ultimi sprazzi del match. Juve abbastanza sarriana ma molto poco concreta.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY SV: praticamente subisce solo il tiro del rigore.
DANILO 4,5: abbastanza fuori dal gioco.
CUADRADO 7,5: il solito Cuadradone. Probabilmente avrebbe dovuto giocare dall’inizio e si sarebbe vinto alla grande.
BONUCCI 6: normale amministrazione.
DE LIGT 4: devono spiegargli che anche in Italia non si gioca con le mani.
ALEX SANDRO 6: abbastanza incisivo in avanti.
EMRE CAN 5: anche lui ai margini del gioco. Solito cinghialone nervoso e scorretto.
RABIOT SV: entra ma non incide. Non è giocatore in grado di cambiare le partite a match in corso.
PJANIC 5: poco efficace in fase di regia. D’altronde tenuto d’occhio continuamente dai giallorossi.
KHEDIRA SV: entra ma non incide. Era meglio rimanesse a casa come CR7.
BENTANCUR 5: giocatore con poche virtù, tra cui la corsa e l’inserimento palla al piede, e molti limiti, tra cui la verticalizzazione ed il tiro da fuori.
BERNARDESCHI 4: goffo ed impacciato in area, e non solo, si divora un paio di reti, una delle quali in modo clamoroso e sciagurato.
DYBALA 6,5: unico a segnare con un bel rigore ed a cercare la via della rete con carattere, vigore e virtuosismi.
HIGUAIN 6,5: si sbatte come pochi, tanto da sbattere pure la testa contro il portiere avverso. Anche lui sfiora la rete in un paio d’occasioni.
SARRI 5: ha provato in tutti i modi a caricare i suoi ma il morale è rimasto incredibilmente a terra. Appare ancora poco esperto del turnover. Conveniva far giocare Cuadrado fin dall’inizio. CR7 me lo sarei portato almeno in panca.
ARBITRO (sig. Paolo Valeri di Roma) 6.5: tutto sommato ha visto giusto al VAR ed ammonito quando si doveva.
Voster
Giuseppe Marchetta




