L’Inter ora è un’altra cosa, Di lapo de Carlo

Non è possibile ancora sapere se e quanto l’Inter sia effettivamente diventata più forte rispetto alla scorsa stagione o, comunque alle ultime otto edizioni del Campionato.
Quello che è parso evidente, nella gara con il Lecce d’esordio, è stata la freschezza e il dinamismo della squadra, la velocità e la repentinità nel proporre azioni che hanno costantemente messo in allarme la difesa salentina.
L’Inter vista in scena ieri mancava di Godin e De Vrij, aveva Barella in panchina, non ha ancora Lazaro e attende altri due o tre colpi (Biraghi, Sanchez e un centrocampista).
La verità sull’Inter però è lontana dall’essere rivelata, sia a causa del tipo di avversario, costruito per giocare in modo spregiudicato ma anche per offrire spazi agli avversari.
È una scelta che, ad un Inter più simile a quella degli ultimi anni, avrebbe potuto creare problemi. Quella vista a San Siro è invece sembrata una squadra che si dava una mano e soprattutto si divertiva. Quei passaggi in orizzontale, facendo un possesso palla sterile, quell’indisponibilità al tiro e l’insistenza nei cross per un solo attaccante, senza inserimenti dei centrocampisti, al di fuori del solo Vecino, sembrano già un passato remoto.
Le controindicazioni al nuovo gioco interista vengono soprattutto dai pericoli che possono arrivare alla prima distrazione del collettivo, così come anche alle sofferenze che i nerazzurri hanno patito in occasione delle iniziative dei leccesi, comprese quelle in cui un centrocampista andava dritto per dritto, tagliando la metà campo.
Lukaku ha mostrato di essere già un punto di riferimento per la squadra. Cercato e trovato dai compagni, ha messo in mostra alcune delle sue doti, pur essendo alla primissima partita (un amichevole giocata appositamente per lui a parte).
Benissimo Sensi: rapido, ispirato, tecnico e puntuale, oltre ad essere un perfetto compagno di reparto per Brozovic, che è parso giovarne, fino a risultare il giocatore migliore della partita.
L’Inter è da scudetto. Non voglio fare melina, penso nonostante tutto che all’Inter manchi un centrocampista di spessore internazionale e nelle gare più complicate o con avversari più forti questo difetto, se non verrà colmato, risulterà essere un forte handicap.
Quello che si è visto in campo però è un grande passo avanti e incoraggia a pensare che un progetto vincente sia effettivamente partito.
In chiusura la vicenda Icardi, che sembrava, dopo le parole di Wanda Nara, preludere ad una clamorosa permanenza. Le parole di Marotta sono state risolute: “Per noi un pizzico di fastidio per i tempi e per i modi. E smentisco in modo assoluto che qualche dirigente dell’Inter, e in particolare Steven Zhang, ha invitato Icardi a restare. La nostra strategia è precisa e l’abbiamo comunicata nei tempi giusti. Andremo avanti fino alla fine e nessuno dell’Inter può stravolgere questa linea comune“.
Una carriera che Wanda Nara, con la complicità del marito, sta distruggendo per questioni di principio o cervellotiche strategie che al momento sembrano avere poco senso.
L’Inter intanto va e sembra promettere davvero bene.
sportnews Lapo de Carlo




