MilanInter stadium. Di lapo De Carlo

La notizia non è ancora ufficiale ma ufficiosa: San Siro sarà abbattuto per fare spazio a un nuovo stadio in comune tra Inter e Milan, che dovrebbe sorgere nell’area dedicata ai parcheggi.
La decisione, dopo una lunga riflessione, nasce dall’esigenza di un impianto moderno, con servizi, comfort e tecnologia che nell’attuale stadio Meazza sarebbe quasi impossibile immettere, a causa di tempi lunghi, costi eccessivi e un risultato che forse non sarebbe garantito e implicherebbe la ricerca di un altro impianto dove giocare almeno per due stagioni e senza un Wembley a cui appoggiarsi.
L’amministratore delegato dell’Inter Antonello ha dichiarato: “riteniamo fondamentale che lo stadio di proprietà possa essere uno degli asset per la crescita dei club stessi. Inter e Milan stanno lavorando ormai da parecchi mesi insieme a questo progetto di San Siro: i tempi sono maturi. A breve comunicheremo al Comune quale sarà la scelta di entrambi i club. Questo perché la città di Milano ha bisogno di uno stadio all’altezza delle principali città europee“.
Si tratterebbe di uno stadio da 60mila spettatori, una capienza dunque inferiore a quella di San Siro ma un impianto capace di rispettare gli standard europei.
La realizzazione del nuovo MilanInter stadium dovrebbe richiedere una tempistica tra i 3 e i 5 anni ma i due fatti davvero clamorosi sono che San Siro verrà dunque abbandonato e che Inter e Milan condivideranno comunque lo stesso stadio, un caso unico tra i più grandi club al mondo.
Sono certo che questa notizia, dal momento in cui verrà comunicata ufficialmente, dividerà le tifoserie, non solo delle due squadre di Milano.
Sono stato per 14 anni direttore di un emittente come Radio Milan Inter e so perfettamente come la pensano i tifosi delle due squadre di Milano, scettici ma anche consapevoli della necessità di dover competere ad alto livello grazie ad un bene immobile che permetterebbe di aumentare i ricavi e poter tornare competitivi, al livello della propria storia e non come quella più disgraziata di questi ultimi anni. Il fatto di lasciare San Siro e dover prendere confidenza con l’idea di entrare in un nuovo stadio resta un’emozione che non può emotivamente lasciare soddisfatti i tifosi. Se a milioni di questi fosse stata promessa una nuova casa, tutta loro, è possibile che interisti e milanisti avrebbero iniziato a pregustare e ad immaginare quella nuova dimensione prima come accettabile, poi come entusiasmante.
Qui invece si tratta di lasciare un luogo storico, un simbolo di una città e della storia di due grandi club, per spostarsi di qualche metro (si resta in zona San Siro) e continuare a condividere la stessa casa. È un’anomalia che tra l’altro rappresenta un unicum, considerando che in ogni luogo del mondo, specie nel calcio che conta, nessuna squadra condivide il suo stadio con un’altra. Le due società invece non hanno attualmente i soldi per costruirsene uno in proprio e dunque fanno squadra.
A Monaco di Baviera l’Allianz è stato per un breve periodo casa del Bayern e del Monaco 1860 ma è durata poco, quelli di Inter e Milan sono abituati e c’è un rapporto di buon vicinato in una città che ha sempre tenuto ad essere ecumenica e mai coinvolta oltre il limite nelle faccende del calcio, ma quando avverrà il trasferimento nel nuovo MilanInter stadium, con San Siro a due passi, il cui utilizzo potrebbe essere proprio quello di un Wembley italiano, sono abbastanza certo che una parte delle due tifoserie chiederà a gran forza di restare al Meazza, scendendo a patti col Comune, proprietario della struttura. per trasformarlo nel proprio stadio. Forse è solo una suggestione, il futuro avanza ma la resistenza potrebbe essere molto forte.
sportnews Lapo De Carlo




