Passerella Juve, Milan rinato. Di Lapo De Carlo

La Juve sigilla il campionato aumentando ulteriormente il distacco tra sé e le altre. Il problema di una serie A che presenta divari incolmabili e appiattimenti tecnici da parte di club che non hanno più aspirazioni scudetto, considerando lo spread economico e organizzativo tra loro e la Juventus, è un tema che abbiamo già affrontato e che non sembra avere soluzione, se non quella della speranza che un giorno molto lontano possa riemergere una squadra in grado di insidiare in tutto e per tutto e bianconeri. Ad oggi il +16 maturato al San Paolo in una partita rocambolesca dove i padroni di casa avrebbero anche potuto pareggiare con un calcio di rigore fallito da Insigne, lascia solo il timbro definitivo che mancava per un finale di stagione con l’unico interesse della lotta alla zona Champions e quella per non retrocedere.
Tra Napoli e Juve la partita è stata tesa fino all’ultimo secondo anche a causa di due espulsioni maturate in circostanze differenti che hanno cambiato inevitabilmente il rapporto di forza dopo l’espulsione di Meret. Con il Napoli in 10 la partita si è immediatamente spostata in favore degli ospiti passati in vantaggio con la punizione di Pjanic e poi con il raddoppio. L’espulsione dello stesso Pjanic ha riportato un equilibrio numerico e un Napoli più volitivo che ha prima accorciato le distanze e poi fallito il gol che avrebbe sancito il meritato pareggio.
Come già detto in tante occasioni la Juventus è spietata e vince anche quando non esprime un calcio spettacolare ma certamente la responsabilità sta anche nella immaturità delle sue inseguitrici.
Tra tutte l’unica squadra che oggi sta meglio è il Milan che, battendo faticosamente il Sassuolo, si è riportato dopo 6 anni al terzo posto ed è diventata la favorita nella corsa Champions rispetto a Roma e la derelitta Inter.
I giallorossi hanno perso un Derby sanguinoso, prendendo addirittura tre gol e dimostrando che sotto quella crescita che sembrava progressiva e inarrestabile c’era invece una straordinaria fragilità messa a nudo da una squadra che sta persino vivendo problemi di organico con tanti infortuni a cui ha dovuto far fronte Simone Inzaghi.
Di Francesco non si è nascosto ma non ha nemmeno potuto esprimere troppi contenuti su una partita così importante, sapendo che c’è n’è un’altra, probabilmente ancora più importante con il Porto mercoledì.
La sensazione è che questa Roma rischi seriamente l’eliminazione, per questo l’ambiente avrà bisogno di compattarsi in fretta per trovare quella solidità che nella gara di andata, almeno per un’ora, era stata rinfrancante.
L’Inter ha intanto devastato la sua stagione con un numero di ammutinamenti e vicende surreali i giocatori che hanno calpestato la loro professionalità dando vita a gazzarre di spogliatoio rivelazioni pubbliche e richieste di addio già a gennaio, capovolgendo il senso di un consolidamento che sembrava certo. L’Inter invece, dopo una lettera pubblicata da Mauro Icardi, è scesa in campo a Cagliari venerdì sera priva di personalità e corretto approccio ad una gara che fondamentale.
Al contrario si è rivista l’Inter di gennaio e, al di fuori di Lautaro Martinez, unico a salvarsi, ogni singolo componente dell’Inter è sceso in campo intorpidito e demotivato.
Nelle prossime 24 ore potrebbe esserci lo sviluppo definitivo della vicenda ma sembra che sia molto difficile recuperare il rapporto tra i giocatori e probabilmente quel tipo di qualità che la squadra sembrava poter esprimere per arrivare a conseguire un risultato come la conquista dell’Europa League che invece sembra già messa in discussione da un Eintracht che oggi sembra molto più solido di quanto non sia l’attuale Inter.
In pratica oggi la lotta per andare in Champions League è aperta ad almeno 6 squadre: Milan, Inter, Roma, Lazio, Torino e Atalanta, racchiuse in 7 punti.
La classifica dice oggi che le milanesi sono avanti ma il trend di questo periodo sembra proporre un ulteriore ribaltone che potrebbe portare un outsider nella coppa più prestigiosa.




