San Siro e il suo futuro: tra nuove volumetrie e il glorioso passato. Di Emanuele Perego

Panoramica Panoramic view
Milano 27-05-2016 Stadio San Siro / Giuseppe Meazza
Football Champions League Final . Foto Daniel Chesterton / PHCImages / Panoramic / Insidefoto
Il futuro di San Siro è incerto, appeso alle istanze dell’amministrazione del Comune di Milano e dalle richieste legittime dei club AC Milan e FC Inter.
Il parere positivo di pubblico interesse, deliberato dalla giunta comunale, apre alla costruzione di un nuovo stadio senza alterare le regole stabilite dal Piano di governo del territorio (Pgt).
In altre parole, non si concedono nuove volumetrie ed eventuali opere dovranno espressamente far riferimento allo strumento urbanistico vigente.
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La trattativa tra le parti, spinosa e complessa, verte non solo sugli indici volumetrici, ma sul disegno di una porzione urbana strategica e sulle comprensibili ambizioni finanziarie delle società sportive.
A riguardo, i pensieri e gli intenti in gioco possono divergere e non collimare affatto. Indicazioni significative sono giunte anche dalla Sovrintendenza e dal Politecnico di Milano, contrari alla demolizione del catino di Piazzale Angelo Moratti progettato dall’architetto Ulisse Stacchini.
Le parole del sindaco Beppe Sala sono chiare e inequivocabili, come riporta il “Corriere della Sera”: “Ribadiamo la nostra volontà di rifunzionalizzarlo, valutiamo soluzioni che prevedono la sua rigenerazione attraverso altre funzioni”.
Lo stadio meneghino, ubicato nella zona di San Siro e intitolato (nel 1980) a Giuseppe Meazza, è di proprietà del Comune di Milano.
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Nel 1925 il presidente del Milan, Piero Pirelli, costruì l’impianto. Nel 1935 il Comune di Milano acquistò lo stadio. Dalla stagione 1947-1948 la “Scala del Calcio” è il green casalingo anche dell’Inter.
Il secondo anello venne costruito nel 1955, mentre il terzo ring in occasione dei mondiali di Italia90. Il tempio del calcio ha una capienza di 80.000 spettatori suddiviso in 7 settori (posti per disabili, Sky box, tribuna d’onore, postazioni stampa, primo, secondo e terzo anello).
Il nuovo progetto è essenziale e vitale; la sua natura e la caratura dell’intervento ampiamente dibattuti. L’interesse della città è quello di ricucire il tessuto urbano e sociale attraverso un progetto di visione e d’insieme.
Riammodernare la struttura sportiva seguendo i migliori esempi europei è una priorità. Cogliere la sfida dei nostri tempi coniugando la storia, i valori sportivi, il ricordo e il futuro sono questioni impegnative e imperative.
Trovare il punto di equilibrio è la mission della politica, miscelando in maniera sapiente la cultura del progetto e la sostenibilità finanziaria.
San Siro e il suo futuro: tra nuove volumetrie e il glorioso passato.
Emanuele Perego www.lavocedeltrentino.it www.emanueleperego.it www.perego1963.it




