Scudetto Juve: l’ottava meraviglia. Di Giuseppe Marchetta

E giunse alfin la nuova meraviglia, che nessuno osò mai concepire ancorché proferire, ossia l’ottava. L’ottava meraviglia del mondo nuovo, l’ottavo scudetto consecutivo, record dei record nei campionati che contano (di Inghilterra, Spagna, Italia, Germania, Francia, Portogallo, Olanda, Belgio, Grecia). L’ottavo per l’immensa Juve di Andrea Agnelli, la qual ha aperto un ciclo che, stando al trend, pare dover far impallidire il precedente targato Boniperti-Bettega, durato 35 anni, che portò a 16 scudetti (vinti sul campo), 3 coppe italia, 5 supercoppe di lega, 2 champions, 1 coppa coppe, 3 coppe uefa, 2 supercoppe uefa, 2 intercontinentali, altre 5 finali champions, altra finale intercontinentale, altra finale uefa, 1 finale di coppa fiere. E così pronti via in quattro e quatr’otto s’è giunti ad otto, salendo subito sull’otto volante, sbaragliando da subito un bel lotto di squadre: una Juve da otto in pagella (sarebbe stato un bel dieci se avesse trionfato pure in Champions), Juve forte ed impavida come Otto Grunf, “tedesco di Germania, di lui nessun si lagna, nel Gruppo TNT”. Otto come Otto Von Bismarck o come Otto Von Brunswick. Otto come le otto esplosioni che han fatto saltare le chiese di Sri Lanka provocando 200 morti e qui mi esplode il cuore d’immensa amarezza. Otto come l’otto per mille che andrà alfin a buon fine!? otto come “e vedrai solo otto!”, otto come la maglia di Marco Tardelli ed Osvaldo Ardiles. Otto come i pianeti del Sistema Solare prima che scoprissero Plutone. Otto come i figli del signor Bradford ne: “La famiglia Bredford”. Otto come il numero che viene dopo il sette, che per gli antichi voleva dire “tanto”. Otto come l’ottavo scudetto dello Juventus FC giunto in quattro e quattr’otto poichè la storia era già scritta fin dall’estate scorsa, quando un computer impazzito stilò il calendario di serie A, ed alla Juve capitò di dover incontrare le vere “bestie nere”, a parte il Napoli, tutte nelle 6 giornate conclusive. Sicchè Allegri, che è un gran calcolatore, si mise da subito in testa che bisognava partir forte, anzi fortissimo, per evitar patemi nel finale di stagione, spesso, in passato, delicato e nevralgico. Parte subito forte la Juve di stagione, corroborata da un tonante CR7 affamatissimo di ribalta italica. Otto come le prime otto giornate e le altrettante otto vittorie di fila, con Chievo, Lazio, Parma, Sassuolo (ove arrivano le prime reti di Ronaldo, dopo aver sprecato le precedenti 18 personali occasioni), Frosinone, Bologna, Napoli (per 3-1) ed Udinese. Ma alla nona i bianconeri devono accontentarsi del pari contro il modesto, ma “bestia”, Genoa. “Bestia” perchè nel ritorno i rossoblu ottengono addirittura il successo, il terzo nell’era degli otto scudetti consecutivi. Ed è “Bestia Nera”. Quindi piccola pausa di riflessione e la corazzata riparte. Ciclo di altre otto partite ed altrettante otto vittorie. Otto come altre otto. Corsi e ricorsi nel segno dell’otto, come da giocarsi al Lotto. Ciclo contro Empoli, Cagliari, Milan, Spal, Fiorentina, Inter, Torino e Roma. Poi una nuova pausa, contro un’altra “Bestia”: l’Atalanta di mago Gasperini, complice pure dell’eliminazione dei bianconeri dalla Coppa Italia, cosa che non avveniva da ben quattro anni di continui successi juventini nel trofeo, ormai detto: “Coppa Juve”. Si riparte con altre 3 vittorie di Madama con Sampdoria, Chievo e Lazio (in mezzo c’è pure la vittoria in Supercoppa di Lega contro il Milan gattusiano e scaltro). Altra pausa nel pareggio subito durante il recupero contro il Parma (incredibile 3-3), poi filotto di altre 5 vittorie contro Sassuolo, Frosinone, Bologna, Napoli ed Udinese (ove esplode una nuova Supernova: Moise Kean). Quindi nuovamente la “Bestia” Genoa a tarpare le ali bianconere, con un secco 2-0 sugli allegriani, ancor stanchi, dopo la remuntada di Champions contro l’Atletico. Si riparte con altre 3 vittorie contro Empoli, Cagliari e Milan. Sconfitta di misura a Ferrara contro la Spal, ché la mente è al ritorno di Champions con l’Ajax. Ma niente da fare, si perde pure con l’Ajax e si vola fuori dall’Europa inopinatamente. Manca un solo punto per la matematica certezza del tricolore. La Juve mata la Fiorentina e compie la sua ottava meraviglia. Nella fattispecie Allegri schiera il 4-3-2-1 con Szczesny; Cancelo, Bonucci, Rugani, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, Matuidi; Cuadrado, Bernardeschi; Ronaldo. Montella risponde col 3-5-2, ovvero: Lafont; Milenkovic, Pezzella, Ceccherini; Chiesa, Dabo, Veretout, Benassi, Hancko; Simeone, Mirallas. Arbitra Pasqua di Tivoli e siamo solo alla vigilia. Poi questi all’improvviso zuffola forte: si parte! i 2′ Ronaldo prova il numero: recupera faticosamente la difesa viola. 4′ doppia occasione per Ronaldo: prima di volo sul cross di Bernardeschi, poi non riesce ad arrivare sulla seconda assistenza del 33, sbilanciato leggermente da Pezzella. Qualche dubbio qui. 6′ Chiesa va via a destra e mette in mezzo. Deviazione di Szczesny e poi tocco di Emre Can. Alla fine arriva Milenkovic che sfonda la rete. Portiere polacco dolorante alla mano ma non c’è irregolarità. 11′ contropiede veloce della Fiorentina che porta al tiro di Mirallas. Il destro termina abbondantemente sopra la traversa. 13′ possesso Juve: alla fine Cuadrado viene fermato, provano a reagire i bianconeri. 15′ Ronaldo sbilanciato da Ceccherini: altro episodio dubbio in area. Lascia correre Pasqua. Poco prima un tiro murato di Bernardeschi. 15′ Bonucci in gioco pericoloso su Chiesa: fallo per la Fiorentina. 18′ lancio di Bonucci per Cuadrado che non riesce però a indirizzare verso il centro dell’area. 19′ cross di Cancelo: comodo Lafont in uscita alta. 20′ contropiede goloso per la Fiorentina, Simeone non trova per poco Chiesa. Fondamentale la chiusura di Bonucci. 21′ Bernardeschi rientra e prova la conclusione dal limite deviata sull’esterno della rete. 25′ Pjanic cerca Cuadrado: il pallone termina sul fondo. 26′ Simeone batte Szczesny sull’assistenza di Chiesa. Ma in posizione chiaramente irregolare. 27′ conclusione fuori misura dal limite di Emre Can. 29′ cross di Cancelo: smanaccia via Lafont in qualche modo. 31′ conclusione dal limite di Pjanic, blocca a terra Lafont. 32′ smarcato in area da Benassi, Chiesa sbaglia completamente il controllo. 33′ conclusione violenta dai 40 metri di CR7. Blocca centralmente Lafont. 34′ piazzato dal limite di Chiesa che trova il montante alla sinistra di Szczesny. 37′ avvitamento in tuffo di Alex Sandro sul primo palo sugli sviluppi di corner battuto da Pjanic: pareggio bianconero! 40′ cross di Pjanic, deviazione di Ceccherini, poi blocca in presta alta Lafont. 42′ Szczesny per poco non si fa scippare il pallone sul pressing di Chiesa. 43′ botta dal limite di Chiesa che va sotto l’incrocio. Il pallone sbatte sulla traversa e rimbalza sulla linea. Poi Simeone ribadisce alto di testa. Quindi Pasqua manda tutti a riposo pre-pasquale con tanto di thé senza biscotti. Allegri suona la carica, vuole lo Scudo, il suo quinto consecutivo, sarebbe record italiano per un allenatore di calcio professionista. Si ricomincia allo Stadium. 47′ colpo di testa Emre Can, verso il secondo palo, che termina abbondantemente sul fondo. 49′ Bernardeschi fermato in offside. 53′ grandissima giocata di Ronaldo sulla destra. Il portoghese trova il fondo e mette dentro un pallone basso e teso che viene deviato nella propria porta da Pezzella, nel tentativo di anticipare Bernardeschi. 57′ tiro di Ronaldo murato da Pezzella dopo il tocco smarcante di Bernardeschi. 59′ Szczesny anticipa Chiesa con intervento in tuffo provvidenziale. 62′ conclusione dai 30 metri di Chiesa con tanto spazio a disposizione. Blocca Szczesny. 63′ Ronaldo viene murato in area. Poi Cuadrado non riesce a trovare lo specchio. 64′ Lafont dice no a Pjanic, Ronaldo ancora murato in area. Sulla ribattuta Pjanic impega severamente Lafont che alza in croner. 69′ dopo l’affondo di Muriel conclusione di Simeone rimbalzata da Bonucci. 79′ troppo potente la sventagliata di CR7 per Cancelo. 80′ ammonito Gerson per Trattenuta evidente su Cuadrado. 84′ si odono i primi cori di festa nello stadio bianconero. 90′ Szczesny ferma Dabo solo in area. 90+3′ cala il sipario su di un incontro giocato a ritmi blandi e del tutto italici, con discreta supremazia bianconera, nonostante i due legni di Chiesa, e sull’intera lotta scudetto.
Amen
PAGELLE JUVENTUS.
SZCZESNY 6: non attentissimo sul gol subito.
CANCELO 5: al di sotto delle sue immani possibilità.
BONUCCI 6: solita regia arretrata, solite lacune difensive.
RUGANI 5: falloso e non più capace d’anticipo.
ALEX SANDRO 7: partita vivace oltre al gol. Sarebbe stato meglio per tutti che lui si svegliasse prima.
EMRE CAN 7: ormai una garanzia nel dupplice ruolo di centrocampista e difensore aggiunto.
PJANIC 5,5: lavora palloni con continuità ma con lentezza da bradipo.
MATUIDI 5,5: lento e goffo più del solito.
CUADRADO 6: piano piano sta ritrovando la forma.
BERNARDESCHI 6: lavora con continuità ma rimane troppo lontano da Ronaldo e dalla porta avversa.
RONALDO 6,5: sta ritrovando la forma, trovando 4 occasioni da rete. Merito suo il decisivo raddoppio, con affondo pregevole ed efficace.
ALLEGRI 6: al più gli si può imputare di non aver messo dentro Kean dall’inizio, l’uomo nettamente più motivato ed in forma dell’intera rosa.
ARBITRO (sig. Pasqua di Tivoli) 5: ammonisce pochissimo, eppure i falli viola sono parecchi. Altro arbitro votato al disfattismo del calcio italiano e non solo.
Voster
Giuseppe Marchetta




