Spalletti-Conte e lo strano caso degli spifferi. Di Lapo De Carlo

Luciano Spalletti ha evocato un film scritto e diretto da Robert Redford: “l’uomo che sussurrava ai cavalli”, per descrivere una situazione che all’Inter resiste da tanti anni.
Questa sera col Chievo i nerazzurri sono al primo dei tre snodi che la possono portare in Champions League, dovendo affrontare l’ultimo miglio con affanno, nonostante l’importante vantaggio di un mese fa.
I tre avversari sono durissimi e possono essere ancora più complicati da trovare in questa fase finale, con tutte le avversarie a ridosso. I tre avversari si chiamano Inter, Inter e Inter. Se la squadra riesce a tornare coraggiosa e libera mentalmente non avrà problemi a fare 6 o 7 punti nelle partite con Chievo, Napoli ed Empoli.
Il problema è che le vicende Conte, Spalletti e Icardi, vengono trattate quotidianamente dalla stampa, la quale viene spinta a scrivere dell’ormai certo arrivo di Antonio Conte da una parte della società nerazzurra medesima, stando a quanto fa intuire Spalletti in conferenza stampa. Lo aveva già fatto ampiamente notare alla fine della scorsa stagione, inascoltato. In effetti Spalletti, che quest’anno è al di sotto della sufficienza per l’andamento della stagione e la gestione fisica e umana del gruppo, ha però rivelato un aspetto poco felice della dirigenza interista.
Se qualcuno ogni anno spiffera ai giornalisti, nomi e stato dell’arte di trattative in atto, che tra l’altro poi si concludono con un nulla di fatto, come la scorsa stagione (Vidal, Rakitic, Di Maria, ecc…), viene da chiedersi perché lo faccia.
Rivelare lo stato avanzato della trattativa con Antonio Conte, al punto da confermarla quotidianamente, fino a permettere che i giornalisti mettano in imbarazzo l’attuale tecnico sul suo futuro in conferenza stampa, lasciando che lui dica: “se alcuni dei principali quotidiani scrivono questo avranno le loro buone ragioni” e a ridosso di un trittico di partite decisivo, è quantomeno incauto, per non dire temerario.
Che fretta c’è da parte di questi dirigenti? Perché non si riesce a fare melina sull’arrivo Conte? Se l’Inter affrontasse gli ultimi match con la testa altrove, come le è già capitato, di chi sarebbe la colpa?
L’Inter, è stato detto più di una volta, sembra andare nella direzione della società organizzata e attenta nella comunicazione. Lo è di certo con centinaia di splendide iniziative ma lo è molto meno nella fondamentale gestione dei suoi problemi interni e di come questi vengono buttati fuori senza controllo.
È un discorso che vale soprattutto per il futuro perché ormai i buoi sono scappati.
(Credits: Getty Images)
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