Una Juve “normale” non è vera Juve (ma non è mica colpa di Frabotta…). Inter, prova di forza: ora a Conte manca solo un tassello. Milan: altra vittoria “di squadra” e ora c’è un Mandzukic in più. Napoli: “il gruppo che non c’è” gioca

Ciao. Oggi ricomincia “Matrimonio a Prima Vista” che è un programma dove un tizio conosce una tizia direttamente sull’altare e i due si sposano senza un vero perché, forse solo per strombazzare. Solitamente finisce che i due dopo un paio di giorni si mandano affanculo, prima di separarsi e odiarsi per l’eternità. È tutto molto bello. E voi direte: “E allora?”. E allora niente, pareva brutto iniziare con “parliamo di Inter-Juve 2-0”.
Parliamo di Inter-Juve 2-0.
Inter-Juve 2-0 dice diverse cose, ma il 99% di queste le avete già lette e sentite e, quindi, proviamo ad andare su sentieri meno battuti: Barella è forte.
No, dai, davvero, altre cose: Bastoni è forte. No, dai, ora davvero.
L’Inter ha dominato la sfida tra due delle pretendenti al titolo. Non le capitava da molto tempo. Lo ha fatto perché ha un grande allenatore, lo ha fatto perché ha una grande squadra, lo ha fatto perché le due cose insieme sono una rarità, in serie A. Conte lo sa, ma non lo ammetterà mai, dirà sempre che le più forti sono altre, che gli servono altri giocatori, che gli stanno chiedendo di scalare l’Everest bendato e sul monociclo. Tutto ciò non è “bello o brutto” è solo che lui è fatto così. Quando riuscirà ad essere “inclusivo” in conferenza come ci riesce tra le mura dello spogliatoio (basterebbe qualche sorriso in più e un filo di paraculismo) avrà raggiunto la semi-perfezione, ma possiamo dire che al momento va benissimo così (9 vittorie, 1 pareggio e 1 ko nelle ultime 11 partite in campionato).
Con la vittoria dell’altra sera, in definitiva, Antonio Conte ha smentito se stesso: l’Inter ha colmato il gap con la Juve e questo grazie ai notevoli passi avanti dei nerazzurri, ma anche a quelli indietro dei bianconeri. SEGUE




