VERONA – JUVENTUS 2-1. CR7 non basta, cercasi gioco di squadra. Di Giuseppe Marchetta

Si faceva tardi, anzi tardissimo, fin nei pomeriggi, più freddi e umidi invernali, qui nella bassa padana, ove i nebbioni si portavan via forme, colori e sapori. L’ultimo lampione ancora acceso, ché gli altri eran belle che rotti, parea tremar pure lui dal freddo fin quasi a spegnersi ed allora, anche l’ultima partitella, che poi era una finale di Champions, finiva d’esser combattuta là in sull’antico pubblico passeggio di Piacenza, sopra le mura farnesiane. Ero giovanissimo e sincero, nel senso che il cuore non smetteva mai di domandare, ed aprirsi ad ogni avventura che la vita portava, senza se e senza ma. E le gambe non smettevan mai di correre. Il cuore oltre l’ostacolo a rincorrer sempre quella palla che rotolava dappertutto, sin oltre la nebbia. L’ammetto, ho perso tanto tempo dietro al pallone, più che ai libri di scuola. Se non altro avrei potuto impiegare il tempo ad imparare magari uno strumento musicale, forse il violino, che mi faceva piangere il cuore solo ad udirne la dolce nenia. Ascoltavo Beethoven, il secondo movimento della settima, o Romance, oppure l’adagio d’Albinoni o la primavera di Vivaldi, e scoppiavo a piangere. Il violino mi faceva impazzire, m’ancor di più l’orchestrazione che in Beethoven sublimava in poesia. Anche il Pianoforte non era male ai miei orecchi, ma già lo strimpellava mia sorella ed io volevo di più. Di una cosa certo capii più avanti, ossia che per quanto uno sia adatto a fare qualcosa, abbia cioè talento, sia innamorato a farla, non può bastare. Non può bastare questo stesso talento, non può reggere la persona singola, da sola. Occorre un gioco di squadra, occorre qualcuno che ti faccia l’assist e poi l’assist dell’assist e così via. Allora si che uno può uscir fuori da quei lugubri nebbioni della bassa con qualcosa che abbia un senso ed una direzione. E per un autentico gioco si squadra occorrono attenzione all’Ideale, quindi motivazione, anima, amore per la maglia, o meglio, senso d’appartenenza, senso del gruppo, obbedienza al carisma di colui che conduce, senso del sacrificio, rispetto del ruolo, capacità di relazionarsi e di comunicare. Ebbene tutto ciò che nella Juve sarriana vista a Verona non s’è visto affatto. Madama a Verona ha rischiato pure di vincere, dopo esser stata messa sotto dall’entusiasmo e dal gioco di squadra di un, tutto sommato, modesto Verona che, quando gli è venuto in mente di schierare anche il centravanti, ha vinto poi la partita. Ha rischiato di vincerla perché, pur non avendo acquisito ancora un gioco di squadra, nonostante Sarri lavori sul gruppo già da 7 mesi, la Juve è dotata di un certo Cristiano Ronaldo che presto diverrà il maggior bomber di tutti i tempi, scalzando in graduatoria, un certo Ferenc Puskas, un certo Pelè, un certo Romario ed un certo Josef Bican. Ma lui da solo evidentemente non basta, ancor più se si consideri che presto i bianconeri dovranno vedersela al confronto con ben più impegnative compagini, in ben più probanti test. Il Sarri della vigilia è un uomo titubante come non mai. Ha capito che col “tridente pesante” non ci si può più fidare e non sa chi lasciare fuori. La mente gli direbbe il Pipita, il cuore: la Joya. Ma poi meglio il trequartista, Ramsey, o l’ala che svaria in fascia, Douglas Costa!? alla fine opta per tenere Higuain e per Douglas. Forse in memoria del grande Kirk, andatosene in settimana!? insomma Maurizione ha i suoi bei pensieri pesanti e le notti insonne. Alla fine butta dentro il 4-3-3 con: Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Rabiot; Douglas Costa, Higuain, Cristiano Ronaldo. Lo Zingaro Juric risponde con il 3-4-2-1, ovvero: Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Amrabat, Miguel Veloso, Lazovic; Pessina, Zaccagni; Borini. Arbitra Davide Massa di Imperia, il quale è là al centro del Bentegodi illuminato a giorno ed alfin zuffola forte: si parte! 7′ Calcio piazzato di Veloso: stacco di Gunter ma palla alta. 10′ Palla bassa di Borini per Pessina, che però non riesce a tirare. 11′ Gran botta di Faraoni dalla destra sul primo palo ed altrettanto buon riflesso di Szczesny che toglie palla dall’incrocio. 12′ Pessina al volo e deviazione di tacco di Rrahmani, con la sfera che finisce fuori di pochissimo. 18′ Ancora Verona in attacco con Borini, ma il suo diagonale si spegne sul fondo. 19′ Accelerata di Douglas Costa che va al tiro, con Silvestri che compie un miracolo deviando sulla parte bassa della traversa. La palla torna in campo per pochissimo! che jella! 21′ Punizione magistrale di Veloso e deviazione vincente dell’italo albanese! Verona meritatamente in vantaggio, ma Massa annulla per offside di pochissimi centimetri dopo un silent-check! 29′ Zaccagni al limite serve l’accorrente Faraoni, palla sul fondo. 36′ Ronaldo s’invola a sinistra palla al piede, finta e converge al centro, poi lascia partire un bel tiro potente ed a giro che becca il palo alla sinistra di Silvestri. 41′ Ancora Ronaldo pericoloso a sinistra con finta, conversione e tiro lemme ed a giro dalla sua posizione: fuori di poco a portiere battuto. 42′ Palla col contagiri di Douglas Costa per Cristiano, che di testa in tuffo a torsione non riesce a finalizzare di poco. Peccato! Poi Massa come a Meriba manda tutti a bere. A Sarri girano a mille e cerca di dare la sveglia ai suoi. D’altra parte confida in un calo degli scaligeri, che in settimana han giocato il recupero contro la granitica Lazio. Juric gongola e conta di poter fare il colpaccio. Ordina a i suoi pazienza e coraggio. Si riparte a Verona, dallo 0-0 iniziale. 58′ Fuori uno stanco Veloso, dentro Verre. 61′ Palla insidiosa in area Juve per Borini che tira sul primo palo, blocca Szczesny. 65′ Il portoghese fugge in contropiede centrale, ha davanti a sè il solo Rrahmani, finta, controfinta, lo salta e batte Silvestri chiudendo di collo destro! nuovo record in casa bianconera. Ronaldo scavalca Trezeguet segnando il 15° gol per la decima giornata consecutiva! ora ha davanti a sè i soli Gabriel Batistuta (14 gol in 11 partite) e Fabio Quagliarella ( 13 in 11). 68′ Cambio per il Verona: entra Pazzini, esce Zaccagni. 71′ Cross di Amarabat per Pazzini, che di testa impegna Szczesny. 72‘ Fuori Douglas Costa, dentro Ramsey. 76′ Borini viene servito in verticale da un paio di svarioni difensivi bianconeri e batte Szczesny con un bel tocco sul secondo palo. 1-1 e palla al cenro! 79′ Fuori un generoso Lazovic per Dimarco. 81′ Ultimo cambio anche per la Juve, con De Sciglio che rileva Bentancur. 84′ Da corner, colpo di testa di Kumbulla che viene deviato sulla traversa. Sospetta mano di Bonucci in area Juve, si va al VAR. 85′ Rigore per l’Hellas, ammonito il Leo. 86′ Il “Pazzo” non delude e segna il gol della meritata vittoria scaligera! poi nulla più ché la Juve è esausta, nell’anima, prima ancora che nel corpo. Quando Massa fischia per tre volte la Juve era già morta.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
SZCZESNY 6,5: strepitoso intervento ad inizio partita a levare palla destinata all’incrocio dei pali. Poi prenderebbe pure un gol da pollo che il VAR annulla.
CUADRADO 6: non riesce quasi mai a sfondare in fascia perchè ottimamente controllato. Anche lui partecipa allo svarione collettivo che consente al Verona di pareggiare.
BONUCCI 5: è lui l’autore del fallo da rigore decisivo. Ed intanto si era fatto sovrastare di testa.
DE LIGT 6: l’unico che si salva nella debacle difensiva finale.
ALEX SANDRO 4,5: il prototipo del terzino brasiliano al contrario. Il dribbling e l’affondo non li conosce più.
BENTANCUR 4: bloccatissimo a centrocampo, sovrastato in tutto dal centrocampo gialloblu. E pensare che è giovane ed aitante.
DE SCIGLIO SV: entra giusto per portare rogna e la Juve affonda.
PJANIC 4: lontano parente d’un centrocampista vero. Falloso nei recuperi, per fortuna pochi. Lentissimo nelle ripartenze. Dettare i tempi non significa rallentare il gioco.
RABIOT 4,5: ne carne ne pesce. Lui che è grande e grosso vien triturato dai folletti gialloblu.
DOUGLAS COSTA 6,5: gioca alla grande il primo tempo. poi scompare. Esce per infortunio muscolare, l’ennesimo d’una sfortunatissima carriera, alla fine poco redditizia.
RAMSEY 5: entra a venti dalla fine ma non sa dare il contributo che gli si chiede. Non è una spacca partite e questo Sarri dovrebbe ormai averlo imparato. Allegri in questo aveva un sesto senso che il napoletano di Toscana evidentemente non ha.
HIGUAIN 4: nessuno s’è accorto che era in campo salvo che al 59′, quando Sarri lo richiama in panca.
RONALDO 7,5: da solo stava per vincere la partita, dopo essersi creato una serie d’occasioni, aver colto un palo clamoroso, aver segnato un gol d’autore, l’ennesimo, comunque il 741° della serie. E Ferenc Puskas è a 5 reti!
SARRI 4: dopo 7 mesi alla corte di Madama pare proprio che non ci abbia ancora capito niente. Certo il Verona ha giocato una grande partita, stoppando tutte le linee di passaggio bianconere. Ma proprio perchè ormai tutti sanno come gioca la Juve sarriana, al Maurizione dovrebbe venire in mente di cambiare qualche schema, tipo tornare a frequentare le fasce laterali, ormai terra di nessuno.
ARBITRO (Sig. Davide Massa di Imperia) 7: arbitra bene una partita facile da arbitrare.
Voster
Giuseppe Marchetta




