Juniores Nazionali, Belluno-Union Feltre 0-3

Muoviamo le torri ed è scacco matto al Belluno. Prima Raveane, poi Trevisan: doppio raid offensivo dei nostri centrali in occasione di due corner, Belluno infilzato, Belluno scavalcato. Non è tutta qui la partita, naturalmente, ma le due reti a cavallo del riposo le hanno dato un’impronta chiara, prima che il falco Stefani mettesse la vittoria in ghiaccio ed il gran derby verdegranata in archivio.
Mister Cappellaro ripropone il suo 4-2-3-1: punta centrale Herrera, Facchin a sostegno, Coppe e Di Noto sulle ali, in mezzo il duo classico Capra-Ismaili, esterni bassi Sartor e Bettega, Zannin a difesa dei pali. Mister Da Riz risponde con un 4-1-4-1 nel quale Cason è l’avanti di riferimento: spicca la qualità di Santer a catalizzare il gioco.
Tira un gran vento, che si placherà in una ventina di minuti. L’avvio è a tinte gialloblù: per il primo quarto d’ora i padroni di casa (sì, sebbene fossimo al Boscherai) paiono spigliati, ed assumono l’iniziativa. Al 12′, punizione dai 18 metri, sul centrosinistra: zolla ideale per un destro, calcia invece Santer che arcua una splendida parabola sopra la barriera, Zannin vola e la va a togliere ad un palmo dal palo, applausi. La verve del Belluno si smorza presto, l’Union Feltre riprende campo e si scrolla di dosso la tensione. La guida Ismaili, le dà sostanza Capra, Di Noto produce tre/quattro accelerazioni notevoli, Bettega lo supporta in catena di sinistra e cresce a vista d’occhio fino all’intervallo, dietro Trevisan e Raveane governano sicuri. 26′, punizione di Ismaili sul muro, la palla giunge dalle parti di Raveane che può esplodere il destro un paio di metri dentro l’area: alto. Battiamo quattro angoli di fila, sull’ultimo dei quali, da destra, è lo stesso Raveane ad eludere la marcatura gialloblù, a svettare di prepotenza e ad incornare da sei metri in fondo al sacco: 1-0! La reazione del Belluno è tutta in un cross da sinistra su cui non arriva Cason e in un tiraccio alle stelle dai 25 metri. Per il resto, l’Union Feltre si prende il centro del ring, muove palla e fa la partita per tutto il primo parziale. Riposo.
Cappellaro avvicenda Herrera con Stefani, Da Riz mette Ronzon nel cuore della squadra, allarga Della Libera e dirotta Costa a falso nueve. 6′, punizione per noi, barriera, palla a Bettega che la accarezza col sinistro dal limite, portiere immobile, traversa piena! Passano tre minuti, volata di Coppe lungo l’out di destra, il biondo entra in area ed incrocia il diagonale rasoterra, bravo Peterle a sventare. Il Belluno non trova argomenti, lo teniamo lì, con personalità, alla ricerca del gol-sicurezza. Che arriva puntuale al 13′: Coppe dalla bandierina di sinistra, palla carica che filtra nella selva di gambe, batte a terra e trova la testa di Trevisan, bravo a seguire la traiettoria sul secondo palo, a bruciare il controllore ed a depositare in rete il 2-0. Il Belluno accusa il colpo, noi insistiamo: Ismaili apre su Di Noto, che finta il fondo e rientra sul destro, palla tesa in mezzo, zampata letale di Stefani, 3-0! La partita, di fatto, finisce qui. Nei rari momenti in cui il Belluno prova ad organizzare un minimo di reazione, mister Cappellaro chiama i suoi alla compattezza e li sprona: “Adesso la dobbiamo tenere noi la palla, eh, dobbiamo farla girare!” Alla mezz’ora, gran ripiegamento di Coppe, che fa quaranta metri per andar a chiudere in scivolata e mettere in fallo laterale: rimane giù, accusa i crampi, Costa si rialza e cerca di dargli una mano, la cosa sembra risolta, invece altra fitta, De Biasi che stava per rimettere con le mani non ci pensa neanche a va a tirargli il muscolo. Bravi ragazzi, questo è sport. 32′, gioco di prestigio di Di Noto, che, sul fondo, si gira sul marcatore diretto saltandolo col tunnel, ma il cross non trova compagni. Bel secondo tempo di Sartor, De Carli rileva Coppe e va in appoggio a Stefani, poi scalerà terzino con l’entrata di Nicoli proprio al posto di Sartor. Ma sono dettagli, i minuti finali sono più o meno una passerella per i nostri ragazzi. Raveane va profondo sullo stesso Nicoli, cross con il destro, gran taglio di Stefani che gira di testa e manca il secondo palo di tanto così. Un istante prima che l’arbitro decreti la fine delle ostilità, Zannin risponde da par suo ad un’incornata nel cuore dell’area, volando alla propria sinistra per mantenere la porta inviolata. Triplice fischio, esultanza sfrenata, applauso sotto la tribuna. Il derby è nostro!




