Juniores Nazionali, Union Feltre-Campodarsego 0-2

UNION FELTRE (4-2-3-1): Speranza; Sartor, Soppelsa, Raveane, Bettega; Capra, Casagrande; Nicoli, Boschet, Di Noto; Canova. Subentrati Cecini, Ismaili, Facchin, De Carli ed Herrera.
Allenatore Mauro Cappellaro.
Intervista
Chi era al Boscherai oggi pomeriggio parla di risultato bugiardo che più bugiardo non si può. Affrontavamo la prima della classe, avanti a noi di sedici lunghezze, e sul piano del gioco e dell’iniziativa l’abbiamo messa sotto per lunghe fasi. Tante circostanze girate male e un po’ di leggerezza in un paio di momenti-chiave hanno determinato un risultato oltremodo severo.
“Altrochè! -ci racconta il tecnico verdegranata-. Chi vince ha sempre ragione, nel calcio, ma la partita l’abbiamo vista tutti. Il Campodarsego ci è stato superiore nel primo quarto d’ora, da lì in poi la nostra prestazione è stata notevolissima. Ho riflettuto a lungo sullo schieramento tattico: centrocampo a tre o Boschet e Canova vicini con due esterni alti? Alla fine, ho optato per questa seconda soluzione, mi affascinava, i due potevano alternarsi di continuo, andare uno “sotto” l’altro a vicenda, togliendo riferimenti al pacchetto arretrato padovano. Ed in effetti abbiamo espresso un’ottima cifra di gioco. In chiusura di primo tempo, Casagrande imbuca proprio su Boschet che viene atterrato in area: vuole battere lui il penalty, contro quello stesso portiere del quale era compagno di squadra nella Rappresentativa del Veneto che perse in finale a San Siro contro il Friuli Venezia Giulia, lo calcia francamente male, l’estremo ospite intuisce e sventa. Ma anche in avvio di ripresa la partita la facciamo noi: numero di Canova che si accentra da destra, ne salta uno e, col mancino, calcia a giro magnificamente… palo pieno! Manteniamo l’iniziativa ma, come spesso accade, la prima opportunità che concediamo ci è fatale: lancio lungo, incomprensione tra due dei miei difensori, palla dentro, respinta, fucilata tremenda dalla distanza verso il secondo palo, 1-0 Campodarsego. Siamo attorno al quarto d’ora, la nostra reazione è veemente, tiro dal limite, un loro difensore la impatta con la mano a braccia larghissime, l’arbitro fa giocare, la palla schizza verso Di Noto che spara secco verso il primo incrocio, traversa, la palla batte a terra un buon mezzo metro al di là della riga di porta e schizza fuori, si continua a giocare tra le proteste… Passano pochi minuti, ancora Di Noto va via sulla sinistra, sdraia il difensore che, sulla palla messa dentro, intercetta con la mano da terra ad un paio di metri dal primo palo: niente neppure stavolta! Canova, che nel frattempo avevo richiamato in panchina, eccede nelle proteste verso il guardalinee e viene allontanato. Va be’, non voleva girarci bene, diciamo così. Ci prova anche Ismaili su punizione, grande intervento del portiere padovano. Nel finale passo alla difesa a tre, vogliamo produrre il massimo sforzo ed agguantare almeno il pareggio. Ma, più o meno ad un quarto d’ora dal termine, il Campodarsego raddoppia: poco decisi nel pulire l’area, lasciamo una palla vagante sui 25 metri, pallonetto su Speranza avanzato, la palla lo scavalca e s’insacca. Dispiace, perchè il nostro portiere è di fatto dovuto intervenire soltanto sui retropassaggi dei suoi compagni. Ma il calcio, a volte, va così”.




