Stavolta se possibile fa ancora più male. Dopo Russia 2018 e Qatar 2022, la Nazionale resta fuori anche dal Mondiale americano. Non bastano il cuore e il carattere di un’Italia che, in inferiorità numerica per ottanta minuti, sfiora per due volte il colpo del ko dopo il gol del vantaggio di Kean, facendosi raggiungere a dieci minuti dal novantesimo. Non bastano le parate in serie di uno strepitoso Donnarumma, le corse a perdifiato di Barella, Tonali e di uno scatenato Palestra. Gli Azzurri possono recriminare per le occasioni mancate sull’1-0 da Esposito e Dimarco, ma anche per la mancata espulsione ai supplementari di Muharemovic, autore di un fallo analogo a quello che nel finale di primo tempo era costato il rosso a Bastoni.

“Fa male – le dichiarazioni a caldo di Gattuso – ma sono orgoglioso dei miei ragazzi, non si meritavano una batosta così per l’amore che ci hanno messo. Hanno sorpreso anche me per l’attaccamento alla maglia. È una mazzata, penso che oggi sia stato ingiusto uscire. Personalmente chiedo scusa perché non ce l’ho fatta, oggi parlare del mio futuro non è importante. Oggi era importante andare ai Mondiali, ci dispiace”.

Al termine del match sono arrivate anche le parole del presidente federale Gravina: “Permettetemi di fare i complimenti ai ragazzi, che meritano grande rispetto da parte di tutti. Devo fare i complimenti a Rino Gattuso, è stato ed è un grande allenatore. Gli ho chiesto di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi. La parte tecnica è da salvaguardare la 100%, per la parte politica c’è la sede preposta. Ho chiesto di convocare un Consiglio federale la settimana prossima, sono valutazioni che faremo al nostro interno”.

SUBITO KEAN. Gattuso conferma l’undici sceso in campo con l’Irlanda del Nord puntando ancora sul tandem offensivo composto da Kean e Retegui. Un altro attaccante, l’eterno Edin Dzeko, è il leader di una Bosnia che schiera anche altri due volti noti del nostro campionato, i difensori di Atalanta e Sassuolo Kolasinac e Muharemovic. Parte invece dalla panchina Kerim Alajbegovic, il classe 2007 del Salisburgo decisivo con il suo ingresso in campo nella semifinale con il Galles.

 

Il ‘Bilino Polje’ è una bolgia, i ritmi sono subito alti. E la Bosnia non sta a guardare. La prima conclusione è dei padroni di casa, Donnarumma blocca il destro senza troppe pretese di Demirovic. L’Italia però passa al 15’: Vasilj pasticcia e rinvia addosso a Barella, che serve l’accorrente Kean. Il destro a giro di prima intenzione dell’attaccante della Fiorentina è forte e preciso, il pallone finisce la sua corsa sotto l’incrocio dei pali. E’ il tredicesimo gol in Nazionale per Moise, il sesto consecutivo. La Bosnia accusa il colpo, ma prova a reagire e Donnarumma vola per respingere la botta da fuori di Basic. Poi si ripete bloccando la girata di testa di Katic. Sul fronte opposto Retegui impegna a terra Vasilj. Non c’è un attimo per rifiatare.