Campione d’Europa con l’Italia a Wembley, due Scudetti da capitano del Napoli come un certo Diego Armando Maradona. E pensare che all’età di 24 anni doveva ancora debuttare in Serie A. Quella di Giovanni Di Lorenzo non è la solita favola del giovane talento predestinato, ma una storia fatta di costanza e sacrifici. La conferma che il lavoro quasi sempre paga. Nato attaccante, retrocesso a terzino, dopo una lunga gavetta sui campi delle serie minori, oggi dall’alto delle sue 50 presenze in maglia azzurra è uno dei senatori della Nazionale: “Segnare è la gioia più bella – racconta nell’intervista rilasciata a Vivo Azzurro TV in occasione dell’ultimo raduno a Coverciano – e per questo da bambino giocavo attaccante. Mi avevano soprannominato Batigol, poi piano piano sono scalato dietro fino a diventare difensore. I traguardi che ho raggiunto con il Napoli e la Nazionale sono qualcosa che mai mi sarei immaginato di raggiungere, quando ci arrivi dopo un percorso come il mio è ancora più bello. Il segreto è non aver mai mollato”.
Giovanni Di Lorenzo, dalla Serie D al trionfo di Wembley: “Il segreto è non aver mai mollato”
Il capitano del Napoli si racconta nell’intervista rilasciata a Vivo Azzurro TV: “Veniamo da un periodo non bellissimo, dobbiamo dare tutti qualcosa in più per andare al Mondiale”





