Poco più di un anno e mezzo dopo l’addio alla maglia dell’Italia, Sara Gama torna a varcare i cancelli di Coverciano per scrivere insieme alle sue ex compagne un altro importante capitolo della storia azzurra. Dalla passerella al termine dell’amichevole con l’lrlanda del 23 febbraio 2024, in cui ha indossato la fascia al braccio per l’ultima volta, raggiungendo le 140 caps (quarta giocatrice di sempre per presenze) e celebrando così un legame indissolubile iniziato nel lontano 2006, al ruolo di capo delegazione della Nazionale Femminile.

Un passaggio, quello dal rettangolo di gioco alla scrivania, già sperimentato nella veste di vicepresidente AIC e consigliere federale, affrontato con la consapevolezza di chi sa di poter dare il suo prezioso contributo al percorso di valorizzazione delle Azzurre. E il “bentornata a casa” con cui è stata accolta dal presidente della FIGC Gabriele Gravina lo conferma: come già avvenuto con le sue conquiste da atleta, in campo e non solo, nei prossimi anni lo sviluppo del movimento continuerà a passare anche dalle idee e dal coraggio di Sara. “Qui ho passato oltre 18 anni della mia vita e quindi sì, mi sento a casa e sono molto felice – ha dichiarato nella conferenza stampa di presentazione – è così che mi fanno sentire le ragazze e lo staff: arrivo in un contesto già molto ben collaudato, sono onorata di poter accompagnare il gruppo in questo cammino”.

Sono tante le sfide che la 36enne di Triste si troverà a dover affrontare, probabilmente diverse da quelle elencate nel famoso discorso pronunciato al Quirinale nel 2018 in occasione delle celebrazioni per i 120 anni della Figc, in cui rimarcò l’orgoglio e i sacrifici compiuti da più generazioni di giocatrici per vedere riconosciuti i propri diritti. “Ritengo che nell’ultimo decennio sia stato fatto un ottimo lavoro – ha sottolineato Gama -. L’avvento del professionismo, l’impianto dell’accordo collettivo che molti Paesi ci invidiano e risultati delle selezioni azzurre, dalla maggiore alle giovanili, lo confermano. A livello apicale abbiamo fatto molto bene, ora è il momento di concentrarsi sullo sviluppo della base. Il numero delle tesserate deve crescere e per riuscirci dovremo essere bravi a sfruttare l’eredità di EURO 2025”.