Cagliari, Massimiliano Canzi il nuovo Responsabile del Settore Giovanile
Il nuovo Direttore del Settore giovanile rossoblù, Max Canzi, è stato presentato oggi in conferenza stampa presso la Sala Contemporanea di Opificio Innova, all’interno degli spazi di “Sa Manifattura” a Cagliari. Con lui il nuovo Direttore sportivo del Club, Pietro Accardi.
A fare gli onori di casa, il presidente Tommaso Giulini, che in apertura ha dichiarato: “Mi fa molto piacere poter essere qui con Pietro Accardi e Max Canzi. Siamo all’interno di un percorso di ringiovanimento della Società e di ristrutturazione generale, che è stato avviato e continua nel tempo, conoscendo oggi una nuova fase. Un percorso che ha conosciuto nella stagione appena conclusa dei risultati significativi, noi vogliamo portare avanti questa filosofia con coerenza, puntando a migliorare ulteriormente: quando si parla di giovani e di capacità di usare le nuove tecnologie, c’è bisogno di cercare nuove professionalità e professionisti. Per questo accolgo Accardi, che ha avuto una lunga esperienza a Empoli con tanti elementi emergenti e di talento, è bello poi dare il bentornato a Max Canzi in un ruolo nuovo rispetto a ciò che ha svolto con noi dal 2015 al 2020. Parliamo di due figure indispensabili, con l’obiettivo che il nostro percorso diventi ancora più virtuoso grazie all’apporto di ogni componente. L’unione tra Prima squadra e Settore giovanile è fondamentale, si lavora in sinergia e non per compartimenti stagni, al di là del merito di ogni questione che andremo ad affrontare, al progetto tecnico che si sta iniziando a costruire, credo che il ritorno di Canzi e il fatto che Accardi abbia scelto di collaborare con Roberto Muzzi rappresenti molto in termini di senso di appartenenza. Questo sentimento va inculcato in tutti quelli che arrivano a Cagliari: negli ultimi tempi siamo riusciti a farlo ed è importante perseverare, in tal senso, anche due sardi acquisiti come Max e Roberto diventano figure ideali”.
LE PAROLE DI MAX CANZI
EMOZIONE E GRATITUDINE
“Ringrazio il Club, il Presidente Giulini che, al di là di avermi dato questa opportunità, ha pensato a me per un ruolo di questo genere. Ci ho riflettuto a lungo, per me è tornare a casa. Sono sinceramente emozionato nel trovarmi qui oggi: chi ha lavorato con me sa perfettamente che questo era il mio sogno, un giorno sarei voluto ritornare qui. Mi è stata concessa l’opportunità di svolgere un ruolo molto importante, in una fase della mia carriera nella quale, quando mi è stata prospettata la possibilità, ho capito e deciso che questa sarebbe stata la mia strada in questo momento. Emozione è la parola chiave di oggi”.
IL NUOVO RUOLO
“Il cambio di ruolo è stata una scelta importante, non semplice, come dicevo giustamente ho dovuto rifletterci. A vari livelli ho fatto quarantuno stagioni da allenatore: dai Settori giovanili alle Prime squadre nei dilettanti; poi le Prime squadre nei professionisti come collaboratore tecnico e viceallenatore: tra A e B, in tutto dieci anni. Sono seguite le esperienze qui a Cagliari alla guida della Primavera e poi da vice in Prima squadra; la Serie C, alla guida dell’Olbia e poi del Pontedera; le due stagioni sulla panchina della Juventus Women. Per cui sì, ci ho pensato. Credo che questa proposta, questa grandissima opportunità sia arrivata nel momento giusto della mia carriera: metterò a disposizione la mia esperienza trasversale maturata in tutti questi anni nel mondo del calcio per lavorare e migliorare ciò che è stato fatto di grande nel Settore giovanile del Cagliari. Ho la fortuna di arrivare in un posto dove non c’è da costruire da zero, ma anzi: c’è da migliorare ciò che di grande è stato fatto in questi anni. Più che la panchina mi mancherà il campo, sì. Però anziché allenare i calciatori, il mio ruolo sarà ora quello di “allenare” gli allenatori: è diverso, ma potrò mettere a frutto tutta la mia esperienza”.
LA SCELTA DI CAGLIARI E IL MODELLO ROSSOBLÙ
“Ho scelto di ritornare qui in una nuova veste, innanzitutto per la passione per questo sport: sono innamorato del calcio, a prescindere dal ruolo. E poi perché avrò la possibilità di farlo a Cagliari, la squadra di cui sono diventato tifoso, chi mi conosce sa che è davvero così. Gli obiettivi? Il core business di un Settore giovanile è di certo quello di costruire calciatori per la propria prima squadra: il Cagliari la scorsa stagione ha stra-centrato l’obiettivo, peraltro direi in maniera quasi unica nel panorama nazionale in questo momento. Occorre allora cercare di riprodurre il più possibile questo modello, anche se non sarà facile: quello che è successo la scorsa stagione, anche grazie al lavoro di Fabio Pisacane – che conoscendo i ragazzi, avendo lavorato nel Settore giovanile – ha operato in quella direzione. Se l’obiettivo primario è quello, allo stesso tempo occorre rendere appetibile il Settore giovanile attraverso i risultati sportivi. In U20 bisogna intanto restare in Primavera 1 – è una categoria importantissima – occorre farlo cercando di fare sempre meglio. Il miglioramento continuo è comunque un concetto che vale per tutte le categorie nazionali agonistiche, dove il risultato non è il fattore primario, ma si punta a costruire calciatori e ancor prima uomini, con l’obiettivo di averli un giorno in prima squadra o portarli comunque nel mondo del professionismo. All’interno di questo obiettivo occorre avvicinarsi gradualmente – nel corso degli anni, e man mano che si avvicina alla prima squadra – all’importanza del risultato, tipica del calcio professionistico”.
IL LAVORO DEL SETTORE GIOVANILE
“Ho la fortuna di arrivare alla guida di un Settore giovanile già molto strutturato, molto organizzato, grazie al lavoro di chi mi ha preceduto, è stato un lavoro di altissimo livello. Dobbiamo continuare su questa linea, migliorando i dettagli, cercando di rendere il nostro Settore giovanile sempre più moderno e al passo con i tempi. Sicuramente cercando di dare a tutte le squadre del Settore giovanile una linea identitaria molto precisa. Questo va fatto costruendo una squadra di allenatori che lavorino tutti insieme per la crescita dei ragazzi e per il bene del Cagliari Calcio. Lavoreremo in questa direzione, forti – come detto – del lavoro già fatto negli anni scorsi. A me spetterà ora migliorare, valorizzare ciò che di grande è stato fatto sino ad oggi. I ragazzi che dal Settore giovanile sono arrivati in Prima squadra sono la prova del lavoro svolto”
LO SVILUPPO DEL SETTORE FEMMINILE
“La crescita del Settore Femminile è di certo uno degli obiettivi della Società, a medio termine credo sia stata una delle ragioni che hanno portato a scegliere me. Lavoreremo in questa direzione. Il Settore giovanile sta facendo bene, va implementato e migliorato. Abbiamo una squadra che è arrivata alle Finali nazionali di calcio a 5; manca una Prima squadra di calcio a 11 al momento. Stiamo facendo dei ragionamenti su questo aspetto. Di certo, per fare le cose bene, ci vorrà del tempo. Ma creare la prima squadra è una visione del Club: il movimento femminile sta subendo una crescita inarrestabile, finalmente e fortunatamente. La Sardegna ha una tradizione di calcio femminile e sono convinto che il movimento nell’Isola possa avere un grande seguito, quello che si merita”.
L’ESPERIENZA A TORINO
“Dalle due stagioni a Torino mi porto dietro una grandissima esperienza, all’interno di un top Club a livello mondiale, in una grande azienda. Ho lavorato a stretto contatto con tutto il Settore giovanile, maschile e femminile: ho avuto modo di apprezzare la grande organizzazione del lavoro, la cura del dettaglio sotto l’aspetto sia tecnico che organizzativo. È stata una grandissima e bellissima esperienza”.
VIDEO | LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE





