Mercato post-Covid, i settori giovanili come risorsa

Articolo a cura di Domenico Nastri
La pandemia da Covid-19 che ha sconvolto il nostro pianeta avrà ripercussioni anche sul futuro calciomercato.
Sono ormai note le gravissime perdite a cui andranno incontro le società calcistiche e che impatteranno sul bilancio sia per questa stagione sportiva, sia sulla prossima, con una stima di perdite per le prossime due che raggiungerà le centinaia di milioni di euro legate ai mancati introiti da botteghino e i principali sponsor che potrebbero richiedere di rivedere al ribasso i propri contratti.
Questa grave crisi cambierà sostanzialmente il volto al calciomercato, che vedrà i prezzi dei cartellini dei calciatori (soprattutto dei club medio-piccoli) subire ingenti ribassamenti e porterà, inoltre, i club a ricercare lo scambio adatto sul piano tecnico e soprattutto ad effettuare plusvalenze utili al bilancio.
Sentiamo sempre più spesso che in seguito a questa crisi le società calcistiche, comprese quelle italiane, dovranno fare più attenzione ai vivai e a dare maggiore fiducia ai giovani provenienti dal settore giovanile. I numeri ci dicono quanto sia complicato per un calciatore della Primavera imporsi all’interno di una prima squadra:
- Il 17% diventa professionista
- Il 3,4% approda in Serie A o B
- L’1,7% approda in Serie A
Prendendo in considerazione le formazioni facenti parte della Serie A 2019/20 possiamo vedere una panoramica dei giocatori cresciuti in casa per società. Per “cresciuti in casa” ci riferiamo a calciatori che hanno giocato nelle giovanili e ora nella prima squadra dello stesso club.
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