Riforma Dilettanti: In Arrivo Ritorno Vincolo e Nuovi Premi
l DDL Marcheschi sbarca in Parlamento a settembre: risorse dalle scommesse, vincolo fino a 4 anni e fondi ai vivai.

Calcio Dilettanti in affanno, la svolta parte dal Parlamento: verso il ritorno del vincolo e nuovi premi di formazione
La riforma del lavoro sportivo ha lasciato un solco profondo nel mondo del calcio dilettantistico. Tra adempimenti burocratici sempre più complessi e la stangata arrivata dall’abolizione del vincolo sportivo, molte società storiche si sono trovate senza tutele, costrette in diversi casi a rinunciare all’iscrizione ai campionati. Una situazione di emergenza che ha finalmente trovato ascolto ai vertici della politica nazionale.
A partire da settembre, infatti, approderà nell’Aula del Senato il Disegno di Legge n. 1902 (il cosiddetto “DDL Marcheschi”, firmato Fratelli d’Italia e in esame insieme alle proposte di Lega e M5S). Il provvedimento mira a redistribuire le risorse e a restituire alle piccole realtà di provincia gli strumenti per proteggere gli investimenti fatti sui propri vivai.
Ritorno del vincolo e premio di formazione: cosa cambia
Uno dei punti cardine della riforma riguarda proprio la tutela dei settori giovanili:
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Vincolo Sportivo: Le federazioni potranno reintrodurre un vincolo biennale a partire dai 12 anni, rinnovabile fino a un massimo di 4 anni complessivi (e non oltre il compimento del 20° anno d’età del calciatore).
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Premio di Formazione Tecnica: Viene rafforzato il contributo economico destinato alle società che hanno cresciuto e formato l’atleta a partire dai 10 anni.
230 Milioni dalle scommesse per giovanili e impianti
La copertura finanziaria della manovra poggia su un prelievo del 2% sulla raccolta delle scommesse sportive legate al calcio, in vigore dal 1° gennaio 2027, con un gettito stimato tra i 224 e i 230 milioni di euro all’anno per la FIGC.
I fondi verranno così ripartiti:
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50% (almeno): Destinato ai settori giovanili (maschili e femminili), alla formazione dei giovani italiani e alla riqualificazione degli impianti sportivi pubblici e dei Centri Federali Territoriali.
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20%: Reservato allo sviluppo del calcio femminile e delle scuole calcio dilettantistiche.
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30%: Destinato alla prevenzione della ludopatia e ad attività sociali contro l’abbandono sportivo.
A questi si aggiungerà un fondo alimentato dal 10% delle sanzioni AGCOM contro la pirateria, anch’esso destinato alle strutture e ai giovani.
Le tempistiche dell’iter legislativo
Con la discussione generale prevista in Parlamento a settembre, le federazioni avranno tempo fino al 30 giugno 2027 per adeguare i propri regolamenti interni. Un passaggio cruciale per capire se le norme risponderanno davvero ai bisogni reali dei club di periferia o se si tratterà dell’ennesima occasione mancata per la base del nostro calcio.




